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Pizzo sui manifesti elettorali: pronta la requisitoria del pm

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Hidalgo Velázquez

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Jun 3, 2008, 4:54:21 PM6/3/08
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Si va verso la chiusura del processo che vede imputati alcuni presunti
esponenti della camorra dei Quartieri Spagnoli. Oggi, salvo
contrattempi dell’ultima ora, il pubblico ministero della Dda,
Giuseppe Narducci, dovrebbe tenere la sua requisitoria. Un’inchiesta
nata dopo le denunce di alcuni esponenti politici che hanno raccontato
in prima persona il clima che si respirava ai Quartieri Spagnoli
durante le elezioni del 2006. I clan chiedevano il pizzo anche sui
manifesti elettorali. Alle denunce dei politici si sono poi affiancate
quelle di Salvatore Lezzi, candidato per il Popolo delle Libertà, che
secondo il suo racconto era stato avvicinato da alcuni pregiudicati e
minacciato ripetutamente.
Per Raffaele Marino (l’allora pm che ha coordinato le indagini) erano
emersi indizi sufficienti per far scattare il decreto di fermo,
eseguito la vigilia delle elezioni, per reati che vanno
dall’estorsione aggravata allo scambio elettorale politico-mafioso e
alla violazione della legge che regola le elezioni amministrative. Per
tutti gli indagati naturalmente va sottolineata la presunzione
d’innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Secondo la Procura il clan Di Biasi voleva il “pizzo” sui manifesti
elettorali, ma il candidato alla Municipalità per Forza Italia non
cedette alle pressioni nonostante le minacce a lui stesso, al padre,
alla sorella e a alla figlia. Fino al punto da essere costretto a
chiedere aiuto alla polizia, non bastando agli uomini di camorra la
rinuncia di Salvatore Lezzi ad affiggere manifesti nella zona da loro
controllata: piazzetta Montecalvario e dintorni. L’inchiesta della Dda
è partita anche dalle denunce di alcuni esponenti del centro-sinistra:
il sindaco Rosa Russo Iervolino, che ha riferito minacce al
consigliere Ciro Fiola dello Sdi, Diego Venanzoni dell’Udeur, Vincenzo
Ruggiero, Amedeo Lepore, Gennaro Mola, Giovanni Gagliotta e Renato
Rotondo dei Ds e Pasquale Losa e Giuseppe Gambale della Margherita.
Oltre alla richiesta estorsiva di 2.500 euro per poter svolgere la
campagna elettorale appena conclusa sui Quartieri, ha fatto
riferimento anche a passate elezioni, nelle quali avrebbe subito la
pressione dei “Faiano” che volevano soldi: 200 milioni di vecchie lire
per consentire l’accesso di disoccupati ai corsi di formazione.

Il Giornale di Napoli del 3/06/2008

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