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Se questo e' un premier

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€rnesto

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Sep 7, 2011, 7:09:50 PM9/7/11
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FINO ALL’ULTIMO SQUILLO

“Dimmi Gianpi”, tra B. e Tarantini una hot line riservata alle escort
e ai festini: le pagelle e le tariffe
di Antonio Massari

Una sorta di hot line a luci rosse, usata per parlare con Silvio
Berlusconi. Solo con lui. Nell’estate 2008, Gianpi Tarantini, aveva
dedicato un telefono cellulare alle sole conversazioni con il premier.
I due lo utilizzavano per parlare di donne. “Presidente…”, esordiva
Gianpi, che al telefono usava sempre il lei. “Dimmi Gianpi...”,
rispondeva il Cavaliere, con intima confidenza.
Si parlava di donne, come vedremo, ma il vero obiettivo di Gianpi era
ottenere appalti.

Per ingraziarsi il premier e avvicinare, per esempio, l’ambita
costellazione di Finmeccanica. Non è un caso se, nelle telefonate
intercettate dalla Procura di Bari, in qualche occasione si ascolta la
voce di Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, oggi
indagato a Roma per i fondi neri e le false fatturazioni. E ancora:
secondo le indiscrezioni, gli investigatori baresi – ascoltando,
trascrivendo, cercando il bandolo della matassa del sistema Tarantini
– si sarebbero imbattuti anche nella moglie di Guarguaglini, Marina
Grossi, ad di Selex Sistemi Integrati: società controllata, appunto,
da Finmeccanica.

Appuntamenti istituzionali

E allora è inutile bollarla solo come una questione di sesso.
Negli atti baresi si scopre che Gianpi sfoglia il suo “catalogo” di
ragazze, che sulla linea personale con il premier descrive
minuziosamente la sua “merce”, parla della “bionda”, della “bruna”. E
poi l’età. Le misure. Le prestazioni. Le telefonate raccontano il
mercato degli incanti, serviti alla ghiotta, compulsiva fantasia
erotica del Cavaliere.
In un alternarsi ossessivo, dove le richieste del premier si alternano
alle offerte del lenone barese, un corto circuito nel quale non si
capisce più se arriva prima l’offerta di Gianpi, il procacciatore di
donne, oppure la richiesta del premier, ossessionato dalla possibilità
di nuovi incontri. In un’occasione, gli investigatori , scoprono che
il premier ha un importante appuntamento istituzionale: eppure Gianpi
lo chiama ugualmente. Il premier risponde. Berlusconi spiega che ha
degli impegni da mantenere, che non è il caso di incontrare nessuno,
ma resta incuriosito dall’offerta: c’è una donna bellissima,
disponibile, un’occasione che deve parergli imperdibile.

E infatti: ci pensa su. Questo era il rapporto tra Tarantini e il
premier nell’estate del 2008, quando decine di donne – “trenta o forse
quaranta”, ha detto Tarantini ai pm napoletani, che l’hanno
interrogato nei giorni scorsi – facevano la spola tra Bari e Villa La
Certosa in Sardegna, oppure s’infilavano, protette dai vetri oscurati,
nella residenza di Palazzo Grazioli. Ma c’è di più.

Nelle intercettazioni dell’inchiesta barese si scopre che l’intimità
era tale, tra Gianpi e Berlusconi, che i due discutevano il “prima” –
e cioè l’organizzazione delle serate – ma soprattutto il dopo: l’esito
erotico degli incontri organizzati con il Cavaliere. Commenti grevi.
Descrizioni spesso dettagliate. Cronache senza censura riversate sui
nastri della procura. Racconti di cui Gianpi, a conoscenza fin nei
dettagli, era diventato il depositario.
Ma non era l’unico: la linea diretta di Gianpi con il premier, quel
telefono dedicato alle conversazioni sulle donne, fu scoperta e
intercettata dalla Finanza, nell’inchiesta condotta, all’epoca, dal pm
Giuseppe Scelsi.

Quelle telefonate – le stesse che, secondo la Procura di Napoli, erano
oggetto del ricatto ordito da Tarantini e Valter Lavitola al premier –
sono state trascritte e depositate in procura, per la chiusura
dell’indagine, che ormai è prossima alla scadenza. E si scopre che il
lenone barese puntava in alto, molto in alto, secondo l’ipotesi
dell’accusa. I due parlavano di donne come se scegliessero da un
campionario.

Il sistema corruzione

Il capitolo sulla prostituzione, però, è ormai soltanto un filone,
rispetto all’ipotesi principale: la corruzione per ottenere appalti
pubblici.

Un’intera associazione per delinquere, formata da ben 13 persone, per
ottenere soldi e affari grazie all’intimità di Gianpi con il premier.
Nelle intercettazioni baresi si sente la voce del ministro Raffaele
Fitto – sempre molto freddo, mai interessato ad alcuna donna, niente
di sconveniente insomma – e questo dimostra la familiarità di Gianpi
con il potere. E poi c’è l’interesse di un dalemiano doc,
l’imprenditore Enrico Intini, anch’egli abbagliato dall’ipotesi di
chiudere appalti con le grosse aziende statali. Non è un caso se
Tarantini, circa un anno fa, fu convocato dalla Procura di Napoli,
nell’inchiesta su Finmeccanica condotta dai pm Pierpaolo Filippelli,
Vincenzo D’Onofrio e Raffaello Falcone. Anche loro – già da allora –
ebbero la netta impressione che Gianpi (e con lui Intini) puntasse ai
grossi appalti di Finmeccanica.

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