Così scrisse AntiKomunista
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Storie di comunisti e di Partigiani, #03
Il “triangolo della morte”, 1944/1948.
Dal 1944 al 1948 i PARTIGIANI COMUNISTI prima e gli EX COMBATTENTI
COMUNISTI poi operano una serie di delitti, il più delle volte sono solo
vendette mascherate da delitto politico.
Di particolare rilevanza sono quelli commessi dopo il 25 aprile 1945 e
cioè a GUERRA FINITA.
Subito viene alla mente il famoso «TRIANGOLO DELLA MORTE»,
Bologna/Modena/Reggio Emilia, ma il triangolo della morte si può
estendere da Torino a Locri, per non parlare di Gorizia e dell’Istria
con le foibe.
La PERSONALE GUERRA CIVILE COMUNISTA era cominciata prima del 25 aprile.
A Locri, per esempio, venne ucciso un parroco, nel marzo 1945, dai
militi della «repubblica comunista» di Caulonia.
Pasquale Cavallaro, il comunista presidente della repubblica delle
banane di Caulonia si vanterà direttamente con Togliatti di aver ucciso
un prete durante la presa del potere.
La vita della repubblica di Caulonia ebbe fortunatamente vita molto
breve, dopo qualche giorno i comunisti furono cacciati a calci nel
sedere dalla forze governative.
Di particolare efferatezza furono le STRAGI COMUNISTE di Schio, Oderzo,
Vercelli, Rovetta ed altre.
Ma la FOLLIA COMUNISTA colpì anche singoli, magari solo per vendette
personali che nulla avevano a che fare con la politica e la giustizia.
I comunisti COLPIRONO CON PARTICOLARE ACCANIMENTO I PARROCI, colpevoli,
secondo loro, di mettere in guardia la popolazione dalle strampalate,
antiumanitarie ed antipatriottiche idee comuniste.
Già trapelavavano notizie dall’URSS sul PESANTE FALLIMENTO del
“socialismo reale”, ovvero, DEL COMUNISMO.
E le notizie non facevano certo risaltare la dittatura comunista come
migliore della dittatura fascista, anzi, era molto più disumana e
sanguinaria.
In totale furono 722 i religiosi italiani rimasti uccisi nell’arco della
seconda guerra mondiale.
I PARROCI SIMPATIZZANTI DEL REGIME FASCISTA SI POSSONO CONTARE SULLE
DITA DI UNA MANO, la stragrande maggioranza contribuì in modo importante
alla guerra di liberazione dal nazifascismo.
Tra i simpatizzanti si possono citare Tullio Calcagno, fucilato a Milano
il 29 aprile 1945 (la chiesa lo aveva già scomunicato per i suoi eccessi
fascisti), Carlo Terenziani, la cui colpa era quella di essere stato
cappellano della milizia fascista; un'altra quindicina erano stati
cappellani militari, e per i comunisti questa convivenza militare
bastava per essere considerati simpatizzanti del regime ed uccisi.
Eppure mio padre ha fatto 9 (nove) anni di servizio militare nel regio
esercito, tra militare di leva, richiamato e servizio permanente, ed è
sempre stato socialista.
Ciononostante i COMUNISTI ASSASSINARONO 109 parroci: 54 uccisi durante
la Resistenza, 14 immediatamente prima del 25 aprile e 41 dopo. Si ebbe
anche un pesante strascico: 7 furono uccisi nel 1946, uno nel 1947 e un
altro nel 1951.
La maggior parte dei parroci venne uccisa da isolati ASSASSINI COMUNISTI
che invocavano il delitto politico, ma il vero scopo era soprattutto di
saccheggiare le canoniche.
Riportando per intero le macabre cifre dei rappresentanti del clero
morti risulta che:
- 422 morirono prima dell'8 settembre 1943: cappellani militari uccisi
in combattimento, parroci periti sotto i bombardamenti.
- 158 trucidati dai tedeschi durante la Resistenza.
- 33 furono uccisi dai repubblichini.
- 109 FURONO ASSASSINATI DAI COMUNISTI.
Nel “triangolo della morte” i partigiani comunisti assassinarono una
trentina di parroci, tra cui: 8 nel circondario di Bologna, 8 a Reggio
Emilia, 4 a Modena, 4 a Imola, 1 a Ravenna, 1 a Carpi.
AntiKomunista
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Giovanni Polito
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