SOFFIANTINI: FALSI DOSSIER, 8 A GIUDIZIO
TRA LORO PAZIENZA, RICATTI A VIOLANTE E NAPOLITANO PER PROCESSO BOLOGNA
Roma, 30 giu. (Adnkronos) - Otto rinvii a giudizio nell'inchiesta sui falsi
dossier nei confronti di Luciano Violante e Giorgio Napolitano a proposito
del sequestro dell'imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini. A deciderlo
e' stato il giudice dell'udienza preliminare Claudio Carini, sollecitato dai
pubblici ministeri di Roma, Maria Monteleone e Luca Pescaroli. Gli 8
imputati risponderanno delle accuse il prossimo 9 gennaio davanti alla VI
sezione del Tribunale penale di Roma.
(Mel/Pe/Adnkronos)
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Socio del Luigino Fans Club.
Tessera n° 0086.
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4 aprile 2003 - FALSI DOSSIER: CHIESTI OTTO RINVII A GIUDIZIO, TRA CUI
PAZIENZA
ANSA:
Per la vicenda del presunto confezionamento di falsi dossier su Luciano
Violante, Gianni De Gennaro, il sequestro Soffiantini e l'omicidio di Ilaria
Alpi, avvenuto a partire dal 1998, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a
giudizio di otto persone tra le quali l' uomo di affari Francesco Pazienza e
alcuni ex poliziotti.
I pm romani Maria Monteleone e Luca Tescaroli contestano agli indagati, a
seconda delle posizioni, reati che vanno dalla corruzione all' estorsione,
dalla sottrazione e rivelazione di documenti alla tentata truffa, dal falso
alla tentata violenza privata ai danni di Violante.
La richiesta di rinvio a giudizio, il cui esame e' previsto il 12 maggio
prossimo davanti al gip Claudio Carini, riguarda anche Massimiliano De
Cristoforo, Roberto Fracassi e Davide Canzano, tutti poliziotti all' epoca
dei fatti, Giulio Rocconi, Massimo Centanni, Emilio Paolella e Giuseppe
Picci. I falsi dossier, per i pm romani, servivano, presumibilmente, per
attivita' di ricatto e di pressione.
Un ruolo preminente, secondo l' accusa, sarebbe stato ricoperto da Pazienza
il quale, oltre ad avere una funzione di raccordo tra gli indagati, sarebbe
anche stato la mente dell' organizzazione. Resta fitto, tuttavia, il mistero
sul mandante, sulla persona cioe' che avrebbe commissionato i documenti
fasulli. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, De Cristoforo e Fracassi
avrebbero sottratto piani di scorta di personalita', documenti contenenti
misure di protezione, mappe di localita' protette,piani di servizi di
sicurezza (tra cui quelli quelli per la visita in Italia di esponenti
palestinesi) e, tra l' altro, il verbale di un pentito che riguardava
Marcello Dell' Utri. Molti documenti furono ritrovati dagli inquirenti
nell'abitazione di De Cristoforo.
Le carte sottratte servivano per confezionare falsi dossier. L' inchiesta
della procura di Roma fu aperta nel 1998 in seguito alle perquisizioni e
alle intercettazioni fatte al sedicente ex ufficiale del Sios della Marina,
Angelo Demarcus in relazione alle indagini sul falso dossier contro Stefania
Ariosto. A questo filone si aggiunse anche la denuncia presentata nel 1997
da una funzionaria della questura di Roma, secondo cui Giulio Rocconi e
Massimo Centanni, ritenuti legati a Gelli e Pazienza, avevano tentato di
corromperla.