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Storie di comunisti e di Partigiani, #04

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Giovanni Polito

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Jan 23, 2018, 6:34:01 AM1/23/18
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Così scrisse AnmtiKomunista

https://groups.google.com/forum/#!search/Storie$20di$20comunisti$20e$20di$20Partigiani$2C$20$234/free.it.anticomunisti/e9pBOe7eojE/Md5wnJ6XnFsJ

Storie di comunisti e di Partigiani, #04

La strage di Schio (Vicenza), 1945
Nella notte tra il 6 ed il 7 luglio 1945 (A GUERRA AMPIAMENTE FINITA)
alcuni COMUNISTI ESAGITATI decidono di uccidere i detenuti fascisti nel
carcere di Schio.
Stanno agendo sulla spinta di un odio cieco, non hanno nemmeno l’elenco
dei detenuti politici e non sono in grado di distinguere tra detenuti
politici e detenuti comuni.
Dopo una discussione tra di loro sul modo di procedere, il loro capo
Valentino Bortoloso (in arte Teppa) si impone con la frase: «Gli ordini
sono ordini e vanno eseguiti» e decide di UCCIDERE TUTTI, chi capita capita.
Saranno VIGLIACCAMENTE ASSASSINATE a raffiche di mitraglia 54 persone,
uomini e donne, i feriti saranno 17, su un totale di 99 detenuti.
Sarà appurato in seguito che i detenuti politici fascisti erano soltanto
25 e non erano certamente condannati a morte.
Il commento di un onorevole comunista, Riccardo Walter, uno dei leader
del CLN, guardandosi bene dal condannare il feroce assassinio, sarà:
«All’indomani tutta la popolazione era esultante».
Gli esecutori di questa strage e degli altri innumerevoli delitti erano
convinti di passarla liscia in virtù di SOCCORSO ROSSO ovvero in virtù
di quel RIMBECILLITO DI TOGLIATTI che ricopre l’incarico di Ministro
della Giustizia.
Nell’immediato “dopo Mussolini” CASA SAVOIA sopravaluta la forza
comunista (ma quanti tragici errori ha fatto questa Casa Savoia!), e per
questo, nei primi governi del “dopo Mussolini”, Badoglio, Bonomi, Parri,
(voluti dal Re, naturalmente senza elezioni), Togliatti ricoprirà dal
1944 al 1946 il ruolo di Ministro della Giustizia.
Questo sarà L’UNICO INCARICO MINISTERIALE che avrà Togliatti nella sua
vita politica, cioè ministro senza portafoglio del Regno D’Italia agli
ordini dei SAVOIA.
Dopo le prime elezioni i comunisti saranno pesantemente ridimensionati e
nei successivi governi della Repubblica non avranno più incarichi
governativi (Spetta ad un altro rincitrullito, Oscar Luigi Scalfaro, di
incaricare di nuovo come ministro della giustizia un comunista: il prode
Diliberto, l’amico dei terroristi, così come amico dei delinquenti rossi
era stato il suo predecessore Togliatti).
Ma questa volta IL GIOCHETTO NON RIESCE, a Schio si trova casualmente un
ufficiale alleato, che avverte il suo comando.
Sarà proprio il comando alleato a fare le indagini e ad individuare una
parte dei 15 ASSASSINI COMUNISTI che avevano preso parte alla strage.
Quelli che riescono a sfuggire alle indagini scappano a Roma e si
rifugiano alle Botteghe Oscure.
Togliatti è immediatamente avvertito dal suo segretario Caprara e ordina
che i responsabili della strage vengano “trasferiti in luogo sicuro”.
IN PRATICA GLI ORGANIZZA LA LATITANZA A PRAGA.
Quelli che saranno arrestati e condannati, saranno in seguito amnistiati.
Dopo l’amnistia Togliatti li riceve alle Botteghe Oscure insieme a
Pajetta, Amendola e Longo, per felicitarsi personalmente con loro.
L’”Unità” non mancherà di titolare in prima pagina la notizia: gli
assassini sono stati felicemente liberati.
Oggi i comunisti accusano il CODICE ROCCO come fascista eppure il signor
Togliatti, pur avendone ampiamente facoltà (in quanto in quel
particolare periodo il potere legislativo era attribuito direttamente al
governo), NON CAMBIÒ UNA VIRGOLA DEL CODICE.
ERA MOLTO PIÙ INTERESSATO A COPRIRE I DELITTI COMUNISTI.
Non è male ricordare che teneva nella sua segreteria L’ASSASSINO Alvo
Fontani (tra il giugno del 1944 e il dicembre del 1945).
Costui è il responsabile dell’uccisione di Giovanni Gentile (uno dei
pochi politici illuminati del regime fascista), e anche in
quell’occasione l’assassinio era stato deciso dai comunisti SENZA NESSUN
AVALLO del CLN, esattamente come successe nella strage di Via Rasella.
È così che con il “prode” Togliatti ministro della Giustizia da un lato
NON SONO RIFORMATE LE LEGGI FASCISTE e dall’altro DILAGA LA CRIMINALITÀ
COMUNISTA.
Ancora oggi si cerca di COPRIRE, DI MINIMIZZARE, DI NASCONDERE LA
STRAGE, nel giugno del 1993 il RAPPRESENTANTE COMUNISTA nel Consiglio
comunale di Schio si è opposto all’apposizione di una lapide in memoria
delle vittime incolpevoli.

AntiKomunista
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Giovanni Polito


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