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Il fallimento della Legge OBIETTIVO (vedi TAV)

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Paolo_cnv

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Sep 19, 2007, 6:21:54 PM9/19/07
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Il fallimento della Legge OBIETTIVO (vedi TAV)

del 21 dicembre 2001 n. 443 promossa dal Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti Pietro Lunardi

Dichiarazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:
"La legge obiettivo trasformerà il nostro Paese in un grande cantiere. Una
volta inserite nella Finanziaria, le opere diverranno strategiche e nessuno
dovrà opporsi ritardandone la realizzazione".

Sarà il Governo - su proposta dei ministri competenti e delle Regioni
interessate - ad individuare infrastrutture pubbliche e private ed
insediamenti industriali "di preminente interesse nazionale". Le opere
saranno definite ''d'intesa'' solo con le autorità di livello regionale,
senza consultare comuni e province.
Si può notare il controsenso che lascia spazio a critiche nei confronti
della nuova svolta 'federalista' voluta dal governo centrale, sul
rafforzamento dell'autonomia dei poteri locali.

Altri punti critici affrontati dalla nuova normativa riguardano alcuni
chiarimenti sulla Valutazione di Impatto Ambientale per le grandi opere,
l'estensione dei poteri della DIA ed una modifica alla norma sui rifiuti
delle terre da scavo, introdotta anche la figura del general contractor.

Entro sei mesi devono essere prese le decisioni sulle modalita' di
realizzazione ma non sara' possibile, ha aggiunto Lunardi, un ''potere di
veto'' da parte di qualcuno. Nel caso di un conflitto paralizzante, ha
sottolineato il ministro, è il Cipe a trasformarsi in ''mediatore''. L'opera
strategica, complessivamente, partira' comunque non oltre 13 mesi dalla sua
approvazione al Cipe. (sei mesi per l'approvazione del progetto preliminare
e sette mesi per l'approvazione del progetto definitivo ("6+7").

E' stata praticamente eliminata la valutazione di impatto ambientale e i
rifiuti di scavo non sono più rifiuti:
Le modifiche in tema di trattamento dei rifiuti derivanti terre e rocce di
scavo "anche di gallerie": queste, dice il testo del provvedimento "non
costituiscono rifiuti e sono, perciò, escluse dall'ambito di applicazione
del medesimo decreto legislativo, anche quando contaminate, durante il ciclo
produttivo, da sostanze inquinanti derivanti dalle attività di escavazione,
perforazione e costruzione, sempreché la composizione media dell'intera
massa non presenti una concentrazione di inquinanti superiore ai limiti
massimi previsti
dalle norme vigenti".

Quindi se c'è inquinamento basta mescolarlo con una quantità sufficiente di
terreno per dimunuirne la concentrazione.

Il Senatore diessino, Paolo Brutti, capogruppo in commissione Lavori
Pubblici: ''Si apre una nuova fase di spartizioni tra affari e politica''.
Un provvedimento ''incostituzionale, confuso, pericoloso''.

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