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G8 - i poliziotti : «Speriamo che muoiano tutti»

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Paolo_cnv

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Jul 6, 2007, 12:52:19 PM7/6/07
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G8 - i poliziotti : «Speriamo che muoiano tutti»

«tanto uno già va beh e gli altri...1-0 per noi...».

ci sono ferite da taglio? «No, no teste aperte a manganellate !».

«Oh ragazzi le molotov non lasciatemele qui...».

Sono le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono introdotte nella Diaz
dagli stessi poliziotti.


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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/07/genova-diaz.shtml?uuid=80829fdc-2b9f-11dc-8bd0-00000e25108c&DocRulesView=Libero

6 luglio 2007
G-8 di Genova, le telefonate tra i poliziotti e la centrale: «Speriamo che
muoiano tutti»
di Serena Danna

Dopo sei anni di silenzio, le parole adesso si moltiplicano giorno dopo
giorno.
Dichiarazioni, intercettazioni, denunce su quell'inferno che è passato alla
storia come «i fatti di Genova 2001». Dopo le confessioni del vice-questore
Michelangelo Fournier che definì «macelleria messicana» la situzione nella
scuola Diaz, oggi, ultima udienza prima della pausa estiva, saranno
depositate dagli avvocati delle parti offese le registrazioni delle
telefonate arrivate al 113 la notte dell'assalto alla scuola.
Sono telefonate disperate, richieste d'intervento da parte di cittadini
inermi che da dietro le finestre di casa hanno assistito alla violenza di
quella notte.
Le registrazioni raccontano di un centralino anarchico e convulso la sera
del 21 luglio 2001. Carlo Giuliani,23 anni, era morto il giorno prima,
ucciso dal carabiniere Mario Placanica, 21 anni, in piazza Alimonda.
Sono le 22, una funzionaria della centrale operativa parla via radio con un
collega: «Speriamo che muoiano tutti» dice e aggiunge «tanto uno già va beh
e gli altri...1-0 per noi...».
Nonostante la confusione delle voci secondo le parti civili è possibile
ricostruire la situazione. Dalle 23.58 sono decine e decine le telefonate
che arrivano alla polizia per denunciare i disordini all'interno della Diaz,
telefonate a cui l'operatore risponde in maniera quasi automatica: «Sì, già
sapevamo grazie».
Dopo quasi un'ora e mezza, all'1.23 telefona il vicequestore Lorenzo Mugolo,
incaricato di gestire l'ordine pubblico all'interno della scuola: « E' tutto
il giorno che non rispondete a'sto c...di 113, c'avete una sala operativa
che sembra un reattore e non rispondete...Dov'è quel pullman, dove sono le
volanti che stanno scortando il pullman? Qui non c'è niente».
Poi c'è l'agente al posto di polizia dell'ospedale San Martino, che
incredulo chiama il 113: «Ascolta ha chiamato il 118 che sta arrivando una
valanga di feriti, è possibile?». 113: «Sì no, guarda io non te lo so
dire...». E due ore più tardi lo stesso agente spiega alla polizia, che
chiede se ci sono ferite da taglio: «No, no teste aperte a manganellate».

Uno degli imputati, il commissario Alfredo Fabbrocini, parla al telefono con
la centrale che chiede informazioni su quanto accaduto alla Diaz: «Allora
scusami esatto... quante persone avete accompagnato voi a Bolzaneto?»,
«Guarda ti direi una bugia, risponde un operatore, non lo so... c'era un
tale caos, guarda, anche perché noi non accompagnavamo, noi facevamo la
scorta... comunque c'era il funzionario della Digos, il funzionario della
mobile». Centrale operativa: «E lì ti fermi... perché non c'era altro». F:
«Non lo so se non c'era altro, c'era qualche funzionario addetto della
Digos, ce n'erano almeno tre o quattro.. c'era il dottor Sgalla, c'era anche
Ciccimarra che li conosco, quella là più alta in grado non so chi era,
comunque ce n'erano altri... ah c'era Gratteri, c'era il dottor Gratteri...
loro hanno disposto il servizio, noi abbiamo fatto manovalanza...».

Sono ormai le due di notte, Mario Viola funzionario collaboratore di Roberto
Sgalla capo ufficio stampa del capo della polizia chiama ripetutamente il
113 per avere una volante che li riporti indietro perché tutti i mezzi sono
partiti «scordando» i due dirigenti. Alle 2.44 richiama e dice che è stato
accompagnato dal capo della mobile «perché se aspettavamo una volante
stavamo ancora lì».
Viola parla con dei colleghi: «Che ha detto?... ha detto che non è stata
proprio una bella cosa quella che abbiamo fatto» e un altro ribatte «che se
ne andasse a fan... ».
Alle 3.05 Vincenzo Canterini («... sai che non connetto più io..
dissociato.. davvero so dissociato...») capo della celere romana parla con
un suo attuale coimputato, Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova
che agli agenti nel suo ufficio dice: «Oh ragazzi le molotov non
lasciatemele qui...».
Sono le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono introdotte nella Diaz
dagli stessi poliziotti.


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