Guido Cavalcanti,
Poeta dello stilnovo fiorentino, Firenze 1255 - 1300
Voi che per li occhi mi passaste 'l core
e destaste la mente che dormia
guardate a l'angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E' ven tagliando di si gran valore,
che deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.
Questa vertu' d'amor che m'ha disfatto
da vostr'occhi gentil' presta si mosse:
un dardo mi gitto' dentro dal fianco.
Si giunse ritto 'l colpo al primo tratto,
che l'anima tremando si riscosse
veggendo morto 'l cor nel lato manco.
[Guido Cavalcanti, Sonetto 13
Guittone d'Arezzo
Poeta provenzaleggiante, 1235 - Bologna 1300
Gentile ed amorosa criatura,
voi ch'avite d'angel la figura,
soprana di valore e di biltate,
lume che sovra ogn'altro ha claritate,
merze' vi chiede fideltate pura,
se v'aggio offeso, che mi perdoniate:
e piu' mi pesa di vostra rancura,
che se la morte di me ha podestate.
E dell'offesa fatene vengianza
in quale guisa piu' piacer vi sia,
ed io la soffriraggio umilmente.
E s'io usai inver di voi fallanza,
credettivi piacere in fede mia;
poiche' vi spiace, il mio cor se ne pente.
[Guittone d'Arezzo, Sonetto 127]
Un po' alto per questo gruppo, no? Ma bello, bellissimo.
(Che gruppo?)