Paillettes, lustrini e fiori di plastica fanno da scenografia ad artisti
famosi e modelli sconosciuti che perdono ogni elemento di realtą nuda e cruda
per diventare metafore di un immaginario a metą tra il kitsch profano e quello
legato al culto religioso dei santi.
Tante foto e un'analisi approfondita qui:
http://www.queerway.it/dblog/queerart_articolo.asp?articolo=7
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