The first book discusses building materials and techniques. It documents five classical orders (Doric, Ionic, Corinthian, Tuscan, Composite) in all their parts (bases, columns, architraves, arches, capitals, trabeations), as well as discussing other building elements (vaulted ceilings, floors, doors and windows, fireplaces, roofs and stairs).[3]
The second book covers the designs of private urban townhouses and country villas[3] of the 1500s, in and around Venice, almost all designed by Palladio himself.[3] This includes nine palazzi, 22 villas (13 of them completed, another five partly completed), and a series of unrealized projects. The plates of completed projects sometimes differ from the buildings as actually constructed.
The third book addresses matters of city planning: streets, stone street paving, bridges of both stone and wood, and piazzas, with examples drawn from Roman origins alongside contemporary examples; also basilicas, including the basilica designed by Vitruvius in Fano and the important Basilica Palladiana in Vicenza.[4]
The fourth book contains five chapters of general introduction, then 26 chapters, each of which describe the designs of specific Roman temples dating from antiquity, along with one contemporary church design. (The exception is the San Pietro in Montorio, designed by Donato Bramante,[5] consecrated in the year 1500.) Palladio's selections range geographically from Rome, Naples, Spoleto, Assisi, Pola and Nmes. Illustrations of the temples include careful measurements of existing building elements, together with Palladio's own conjectural interpretations of the temple's facades where only fragments remained, as at the Temple of Trajan.
Palladio founded an architectural movement which takes its name from him, Palladian architecture. I quattro libri dell'architettura contains Palladio's own designs celebrating the purity and simplicity of classical architecture. Some of these ideas had got no further than the drawing board while others, for example villa plans, had been successfully built. The book's clarity inspired numerous patrons and other architects. Palladian architecture grew in popularity across Europe and, by the end of the 18th century, had extended as far as North America. Thomas Jefferson, President of the United States, was a keen admirer of Palladio and once referred to the book as "the Bible". The Four Books was used to inform his own work as the architect of Monticello and the University of Virginia and also architect William Buckland's at the 1774 Hammond-Harwood House in Annapolis, Maryland.
Palladio drew inspiration from surviving Roman buildings, Roman authors (especially the architect Vitruvius) and Italian Renaissance architects. However, The Four Books of Architecture provided systematic rules and plans for buildings which were creative and unique. Palladio's villa style is based on details applied to a structural system built of bricks. He offers two types of general rules in the corpus: design rules (those based on appearance) and construction rules (those based on the logic of villa construction). Here rules of the two types are identified in sets from which subsets of identifiers and rules can be written.
I quattro libri dell'architettura sono un trattato in quattro tomi pubblicato nel 1570 dall'architetto rinascimentale Andrea Palladio (1508-1580), che ispir lo stile detto palladianesimo. Secondo Howard Burns essi rappresentano la pi preziosa pubblicazione illustrata di architettura che si sia avuta fino a quel momento.[1]
Palladio inizi a scrivere il trattato a soli 22 anni e lo arricch poi con le proprie opere. La prima edizione de I quattro libri dell'architettura vide la luce a Venezia nel 1570. Seguono varie edizioni e rifacimenti posteriori, oltre a traduzioni in francese, olandese e inglese.All'interno di questo testo sono presenti illustrazioni atte a dimostrare le idee del Palladio circa la purezza e la semplicit dell'architettura classica, disegnate di suo pugno.
Il libro riscosse notevole successo e ispir l'opera di un gran numero di architetti fino a tutto il XIX secolo. L'architettura palladiana guadagn popolarit in tutta Europa e, per la fine del XVIII secolo, fu conosciuta anche in America settentrionale, divenendo la pi influente pubblicazione d'architettura mai prodotta e determinando gran parte dell'immagine architettonica della civilt occidentale.[2]
Nei Quattro libri sono indicate regole sistematiche per il costruire ed esempi di progetti, cosa che all'epoca non era usuale. Anzich modelli da copiare, le tipologie architettoniche assumono la fisionomia di schemi compositivi dove poter esercitare infinite varianti. L'inconfondibile stile della villa palladiana si basa sull'applicazione di dettagli ad un sistema strutturale costruito in laterizio, in pietra e in legno. Palladio present due canoni cui attenersi nelle costruzioni: regole di progettazione basate sull'aspetto e regole per l'edificazione basate sulla logica della costruzione della villa.
Thomas Jefferson, presidente degli Stati Uniti d'America e uno dei pi fervidi estimatori di Palladio, una volta si rifer a questo testo definendolo "la Bibbia" dell'architettura.[3][4] Jefferson possedeva cinque diverse edizioni del testo[4] e progett la propria residenza di Monticello in stile neopalladiano.
l quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio. Ne' quali dopo un breue trattato de' cinque ordini, & di quelli auertimenti, che sono piu necessarij nell fabricare; si tratta delle case priuate, delle vie, de i ponti, delle piazze, de i xisti, et de' tempij. In Venetia : appresso Dominico de' Franceschi, 1570 [i.e. Venezia : Pasquali, 1768?].
Sul frontespizio, il timbro di piccole dimensioni della Biblioteca; la copia, restaurata con parziale recupero del dorso in pergamena, ha subito danni da rosicature di topi in un piccolo gruppo di pagine (27-45) del Libro quarto.
"Ne' quali, dopo un breue trattato de' cinque ordini, & di quelli auertimenti, che sono piu necessarij nel fabricare; si tratta delle case priuate, delle vie, de i ponti, delle piazze, de i xisti, e de'tempij. In Venetia, appresso Dominico de' Franceschi, 1570".
Nel 1555 il letterato ed editore Anton Francesco Doni aveva suggerito a Palladio un titolo per l'opera a cui l'architetto padovano stava gi lavorando da tempo. Norme di vera architettura, era la proposta, ma il trattato venne pubblicato solo quindici anni pi tardi, per i tipi dello stampatore Domenico de Franceschi, "in Venetia", con il titolo pi semplice che tutti noi oggi conosciamo.
"Si tratta di un testo di architettura che ha esercitato una enorme influenza nel corso dei secoli, ma non solo, possiamo applicare una definizione data da Borges a proposito dell'opera di Franz Kafka e cio di un'opera capace di modificare non solo il futuro ma addirittura la percezione del passato", spiega il professor Stefano Zaggia, storico dell'architettura e docente all'universit di Padova.
"Molteplici sono le ragioni di questa fortuna e riguardano sia il messaggio contenuto all'interno e trasmesso da Palladio sia la struttura grafica efficace che combina testi e illustrazioni e utilizza un linguaggio piano, facile da seguire anche per i non addetti ai lavori. La stesura del trattato occup una parte consistente della vita di Palladio, che lo concep come un progetto vero e proprio che correva parallelo con la sua attivit professionale, sin dagli inizi delle sue esperienze pi approfondite, ed collegato alla sua affermazione come importante architetto che aveva a cuore la costruzione della nuova architettura del suo tempo". E Zaggia aggiunge: "Esistevano ovviamente dei precedenti, altri trattati di architettura, a partire da quello che ci giunto dal mondo antico scritto da Vitruvio. E poi nel corso del Rinascimento, dalla met del Quattrocento, con l'opera di Leon Battista Alberti, cominciano a susseguirsi testi teorici dedicati alla diffusione della conoscenza tecnica e linguistica dell'architettura".
Nel primo volume vengono presentati i materiali, le tecniche del costruire e i cinque ordini che caratterizzano le forme dell'architettura, nel secondo libro, strettamente collegato al primo, viene spiegato come progettare edifici moderni sulla base dei principi e delle forme del primo libro, qui Palladio parla delle ville e mostra esempi concreti elaborati da lui stesso. Nel terzo libro parla degli edifici pubblici, delle strade, delle piazze, dei ponti. Il quarto libro diverso dai precedenti e propone una serie di ricostruzioni di edifici antichi da lui studiati e ridisegnati. "La fortuna del trattato sta nella comunicazione di tutti questi elementi. Da un lato l'impostazione editoriale, l'utilizzo delle immagini, con le medesime caratteristiche e la stessa scala per poter essere rimisurate da chiunque e in qualsiasi parte d'Europa, dall'altro la comunicazione di un sistema architettonico componibile attraverso la combinazione la variazione degli elementi di base. Da questo punto di vista, Palladio non interessato a definire dei modelli fissi ma, piuttosto, a indicare il sistema compositivo, la grammatica che permette di aggiornare e migliorare l'architettura e il mondo in cui vivono gli uomini. Aspetti, questi, che colpirono gli architetti dei secoli successivi, che cominciarono a interessarsi all'opera di Palladio gi pochi anni dopo la sua morte: pensiamo a Inigo Jones, il primo grande architetto inglese, che soggiorn a lungo a Vicenza, acquist una copia dei Quattro libri e utilizz il testo per studiare le architetture di Palladio, a rimisurarle e a intervenire sul libro stesso, appuntandosi notizie, forme, caratteristiche delle architetture concrete realizzate da Palladio, in modo da creare un proprio repertorio formale".
Tantissime le traduzioni del trattato diffuse in tutta Europa, ma non solo: la lezione di Palladio raggiunse persino gli Stati Uniti. "Thomas Jefferson definiva I quattro libri la Bibbia dell'architettura". Nel 2010 il Congresso degli Stati Uniti d'America ha riconosciuto in Palladio il padre dell'architettura americana.
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