Rapporto quotidiano dei messaggi in Club azzurro la clessidra & friends
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Nuovi messaggi di oggi
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Si sveglia dal coma il bimbo colpito da calcio di cavallo
>>Da: andreavisconti
Messaggio 1 della discussione
Il dramma era cominciato proprio il giorno di Pasqua. Luca, un bambino di nove anni, stava giocando nella casa di campagna dello zio, a Joppolo, in provincia di Vibo Valentia. Luca era lì, con il cavallo dello zio, ed era una giornata tranquilla. Poi il cavallo si spaventa, accade qualcosa di strano, forse per paura o solo per nervosismo. Scalcia con le zampe posteriori e colpisce Luca alla testa. Il bimbo cade, corsa all’ospedale, l’incoscienza che non va via. Luca non si sveglia, è in coma. La famiglia, i vicini di casa, il paese, tutti pregano. E pregano ancora. Ieri le preghiere sono state ascoltate. I medici sorridono. Ce l’hanno fatta. I familiari piangono: commossi. Luca si è svegliato. Accanto al piccolo, che è ancora ricoverato nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale «Pugliese Ciaccio» di Catanzaro, al momento del suo risveglio, c’erano i genitori Antonio e Lidia. La famiglia di Luca che risiede in Liguria era in Calabria per trascorrere le festività pasquali.
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Il Pd non esiste, ma c’è già rissa per guidarlo
>>Da: andreavisconti
Messaggio 3 della discussione
Verso il Partito democratico, patto D’Alema-Prodi contro Fassino e Veltroni. Il segretario ds sbotta: «Troppe critiche, sono indignato»
Dal Giappone, Romano Prodi manda a dire che «questo non è il momento di parlare della leadership del Partito democratico, è il momento dell’entusiasmo».
Ma a pochi giorni all’apertura dei congressi di scioglimento di Ds e Margherita che segneranno la nascita del Partito democratico, di entusiasmo se ne respira davvero poco.
A parte le scissioni annunciate e i tragici sondaggi sull’appeal elettorale della creatura post-ulivista, i dirigenti sembrano soprattutto impegnati in uno scontro feroce tra loro. Posta in palio, la futura leadership del partito e la candidatura alla guida del prossimo governo. Che secondo Massimo D’Alema devono stare insieme: «Un leader ora c’è ed è Prodi - afferma il vicepremier - ora bisogna costruire il partito ed è ovvio che la leadership coincide con la guida del governo». Ma «non mi pare che sia questo adesso il problema», ora bisogna occuparsi di dare «un profilo a questo partito», poi «ci saranno persone che aspirano, che vengono indicate, e molte hanno sicuramente le qualità per aspirare». D’Alema è preoccupatissimo per l’effetto dell’annunciata scissione del Correntone e in queste ore ha incontrato Mussi per un ultimo tentativo di frenarla. Senza risultato. Nel frattempo i suoi si danno un gran da fare a tagliare la strada a uno degli aspiranti, Piero Fassino, che ha incautamente (a loro parere) dichiarato di ritenersi un candidato leader con le carte in regola: contro il segretario sono scesi in campo uno dietro l’altro Nicola Latorre, Marco Minniti, e ieri Anna Finocchiaro: «No alle autocandidature, la scelta della leadership non può maturare nel coté dell’attuale dirigenza. Serve un ricambio generazionale vero», e più spazio anche alle donne: «Aria fresca», insomma.
E non è un caso che anche la capogruppo dell’Ulivo al Senato abbia messo i piedi nel piatto, ieri: secondo i dirigenti fassiniani, è proprio lei la carta su cui punterebbe D’Alema per la guida del Partito democratico, magari in tandem con l’emergente della Margherita Dario Franceschini, capogruppo alla Camera.
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La missione di Fassino: un nuovo partito fondato sulle gaffe
>>Da: andreavisconti
Messaggio 3 della discussione
Nonostante una statura di quasi due metri, l’essenza di Piero Fassino sta tutta in una pallottolina situata nella trachea. Un’inezia di pochi millimetri e soli 40 grammi di peso, detta tiroide. Questa ghiandola è nel segretario ds la più attiva di tutto il mondo politico e fa di lui un ipertiroideo da manuale contrassegnato da scheletrica magrezza, scatti di nervi, irrefrenabile parlantina. Dominato dalla pallocchia, Fassino si agita da 57 anni per il solo bisogno di agitarsi, con poco costrutto, scarsi risultati, avare soddisfazioni.
Da quando, novembre 2001, è alla guida dei Ds sfoga le energie inseguendo la chimera del Partito democratico. L’idea è di accorpare gli ex pci e gli ex dc, ossia il diavolo e l’acquasanta. Non ci riuscirono negli anni '60 neppure il Psi di Nenni e il Psdi di Saragat che pure erano dello stesso ceppo. Figuratevi mettere insieme adesso Gerardo Bianco e Luciano Violante, Ciriaco De Mita e Ciccio Rutelli, Totò Di Pietro, Arturo Parisi, Cesare Salvi, ecc. Infatti già si annunciano scissioni e fioriscono rancori. Ma Fassino galoppa imperterrito verso il nulla, avendo solo il problema di smaltire di giorno il suo iperattivismo e buttarsi esausto nel letto la sera.
Oppresso dalla ghiandola, Piero è un continuo di uscite estemporanee. Recentemente ha proposto una conferenza di pace sull’Afghanistan invitando al tavolo anche i talebani, cioè il nemico da battere. Come chiedere a Hitler, sessant’anni fa, di fare pure lui una capatina a Yalta. Fassino è fatto così. Improvvisa, dà fiato alla bocca e si convince di esistere. Gli altri lasciano che parli e se ne infischiano di ciò che dice. Piero si prende tremendamente sul serio e non ride mai, sempre indispettito per ragioni imprecisate. In tv, la sua testa oligocefala fa capolino come un periscopio sul corpo filiforme. Chiude gli occhi, calando le palpebre sui globi sporgenti, e spara la bordata quotidiana.
La sua carriera è costellata di gaffe. Al fondo di ciascuna, c'è la sicumera. Convinto di essere un volpe, incappa in incidenti da dilettante.
Celebre quello di un paio di anni fa, quando le coop rosse scalarono l’Antonveneta. Fu intercettato mentre parlava con Consorte, capo dell’Unipol, che gli riferiva i progressi dell’operazione. Euforico, Fassino chiese: «Allora, abbiamo una banca?!». E con quel «abbiamo» scopriva il connubio finanziario tra il partito e le coop, ostinatamente negato dall’uno e dalle altre.
Una decina di anni prima gli accadde di peggio. Appena rientrato da una missione in Albania come sottosegretario agli Esteri del primo governo Prodi, corse al partito per riferirne ai compagni. Uno di loro gli chiese: «E con Berisha che si fa?». Sali Berisha era il premier albanese sgradito alle sinistre italiane perché anticomunista. Con la domanda, la compagna intendeva dire «Quand’è che lo cacciamo?». Fassino prese l’aria furba e replicò: «È ovvio, compagna, va cacciato. Ma se vogliamo farlo, non dobbiamo dirlo. Anzi, dire il contrario». Mentre parlava, Piero si sentiva un emulo del bifido Palmiro Togliatti, celebre per la doppiezza. Ispirato da costui, concluse: «Abbi fiducia, compagna, e lasciami fare. Ma resti tra noi». Per inavvertenza però il microfono di Fassino era stato collegato con la stanza vicina in cui erano appostati i giornalisti che sentirono tutto. Così, dieci minuti dopo il mondo intero era al corrente dell’astuto piano fassiniano. Ne nacque uno scandalo internazionale che riempì le pagine dei giornali per una settimana.
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Ricetta Ferrero: volontariato a spese dei datori di lavoro
>>Da: andreavisconti
Messaggio 2 della discussione
L’antipasto l’ha preparato delicatamente Romano Prodi, il giorno prima. Declamando, tutto sommato, un’ovvietà: «Il mercato non può tutto. Anche i legami sociali, la coesione fra persone, sono la premessa della crescita di un Paese». Tutti d’accordo.
Il pranzo, luculliano, visto che a spese dei privati, l’ha servito invece il fido Paolo Ferrero: anche i volontari usufruiranno di 150 ore l’anno di permessi retribuiti. Il che tradotto significa che lo Stato chiederà alle aziende di pagare i propri dipendenti per svolgere un servizio pubblico.
L’idea, come spesso accade negli ultimi tempi, è di Paolo Ferrero, Solidarietà sociale. «Come avviene per gli studenti lavoratori - spiega durante la terza e ultima giornata della Conferenza nazionale del volontariato a Napoli - i volontari potranno usufruire di permessi dal lavoro retribuiti». Applausi scroscianti dai 2182 astanti, in rappresentanza di 1764 associazioni e 418 altri enti. Il ministro rispolvera il modello anni ’70 delle «150 ore», quelle per permettere agli operai di studiare senza rinunciare al lavoro. Ecco. Ferrero pensa che la stessa cosa di possa fare con chi fa volontariato. «È un modello da proporre - dice - perché credo che possa tenere distinto il lavoro dal volontariato. No alle zone grigie che sono la madre della precarizzazione, ma sì a riconoscere il valore sociale del volontariato. E il modello delle 150 ore potrebbe essere utile in questo senso». Secondo Ferrero bisognerà studiare una qualche forma di «flessibilità» per il volontario che lavora sul modello delle «150 ore». «Così come allo studio è stato a suo tempo riconosciuta l'utilità sociale anche da parte dell'impresa che si faceva carico del problema accordando al lavoratore dei permessi di studio, anche al volontario va riconosciuta l'utilità sociale del suo impegno».
«Il nostro ministero - spiega poi - deve valorizzare il ruolo sociale della solidarietà sociale. Il volontariato non è una produzione di servizi, ma deve produrre relazioni sociali. Ma il volontariato non deve fare le stesse cose che dovrebbe fare lo Stato, ma piuttosto deve riuscire a provocare una riforma dello stato sociale. L'Italia senza volontariato sarebbe un Paese peggiore». E visto che ci siamo ecco la proposta finale: aprire la partecipazione al servizio civile anche a coloro che hanno scontato i reati e agli extracomunitari «che si sono ben integrati nel tessuto sociale».
Andrea Acquarone
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Boselli rifonda il Psi: "Prodi non ci convince"
>>Da: andreavisconti
Messaggio 2 della discussione
Il congresso dell'orgoglio socialista. Il segretario dello Sdi rivolto al premier: "Il suo progetto è basato sulla parte più vecchia della società italiana"
Rifatto il Psi, bisognerebbe ora rifare i socialisti. Buttare il cuore oltre l’ostacolo, ripensare in grande. Ne saranno capaci, il migliaio circa di dirigenti e quadri che ascoltano quasi in mistica contemplazione le note dell’Internazionale? «That’s the question», avrebbe esclamato Amleto, un probabile socialista ante litteram, per com’era divorato da dubbi e fantasmi nocivi. Eppure questo è il cimento, qui occorrerà misurare le proprie ambizioni.
La conclusione del congresso di Fiuggi sfila così sull’onda dei ricordi e della sfida al futuro più che sul confronto con un’attualità opprimente, impersonata dal Partito democratico di Fassino e Rutelli. L’entusiasmo febbrile per l’appuntamento con la storia («Mai perderli», ammoniva Nenni) si stempera nel peso del lavoro da fare, e il rieletto segretario Enrico Boselli, per sua intrinseca natura, non è tipo da alimentare illusioni. Vuole partire subito, con liste comuni già alle prossime amministrative. «Non possiamo perdere tempo, tante volte abbiamo avuto l’impressione di arrivare a un passo dall’unità, poi tutto è svanito come in un sogno».
Boselli definisce i contorni precisi della Costituente che si riconvocherà in autunno senza indugiare in Cose misteriose o barocche. La bussola è quella del socialismo europeo, le parole d’ordine libertà, equità, laicità. Il nome, precisa, poteva essere un’altra questione delicata, considerato che il cantiere non vuole chiudere la Rosa nel pugno, ma è aperto all’intero arco di forze - soprattutto di elettori - che praticano la sinistra. «Io non trovo di meglio - sorride Boselli - che chiamare il nuovo partito come si è sempre chiamato, almeno dal 1893 con il congresso di Reggio Emilia, a un anno dalla sua fondazione: Psi». Frase impegnativa, che obbliga l’intera platea a scattare in piedi come un sol uomo, nella standing ovation più liberatoria di questi giorni. «Non sarà un Psiup», aggiunge il segretario, per rassicurare l’ultimo dei resistenti, Del Turco, che aveva adombrato il dubbio. «Non abbiamo mai ceduto al massimalismo, né all’estremismo...».
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Milano. I rinforzi di Amato: tolti 276 poliziotti
>>Da: andreavisconti
Messaggio 2 della discussione
Pronto l’elenco dei trasferimenti del Viminale: 314 agenti lasciano la questura di Milano, in cambio ne arrivano solo 38
Forze di polizia, 276 agenti in meno per Milano. Una doccia fredda. Dopo le richieste del sindaco Letizia Moratti di avere 500 uomini in più e una manifestazione sulla sicurezza, il governo si era «convinto».
Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, alla fine aveva promesso 110 uomini, non uno in più. La città aspetta ancora. Ora anche il colpo di scena: hanno ottenuto il trasferimento 374 poliziotti (pronto l’elenco dal Viminale), molti di loro andranno a Roma o a Napoli, in certi casi in sedi dove l’emergenza criminalità non è fuori dai portoni (sedi ministeriali o per il Vaticano); gli agenti pronti ad arrivare invece saranno 38. Risultato: nel capoluogo quasi trecento unità in meno. Stando così le cose: assurdo.
I sindacati di categoria in questo momento sono allarmati: «Siamo già sotto organico, se non rimpiazzano per tempo chi va via, è molto grave». Il Coisp avverte che così si potrebbe andare sotto di 600 unità (allo stato ne mancano 300). Il Siulp mette in evidenza che comunque sia alla fine i conti non torneranno lo stesso. Anche con gli eventuali rimpiazzi e i rinforzi di Amato «di agenti ne mancheranno ancora...».
Paola Fucilieri
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Telecom, voci su una cordata italiana Colaninno-Fininvest
>>Da: andreavisconti
Messaggio 1 della discussione
E' Grillo show all'assemblea
Ma gli interessati non commentano i rumors su un'unione strategica. Passera (Intesa-Sanpaolo): "Possibili investimenti temporanei". A Rozzano via all'assemblea fiume. Il comico arringa i sindacalisti: "Attenti, se arriva il messicano caccerà 30mila dipendenti"
Milano - "Nessun commento in merito ai rumours riportati dalla stampa italiana". Questala reazione di un portavoce di Roberto Colaninno alle indiscrezioni di alcuni quotidiani secondo cui l'imprenditore mantovano potrebbe partecipare a una cordata con Silvio Berlusconi per conquistare Telecom. Colaninno ha lasciato la scoietà di telefonia nel 2001. E anche da Fininvest l'unica risposta alle indiscrezioni è il silenzio. Mentre all'aditorium di Rozzano è iniziata puntuale alle 11 l'assemblea fiume degli azionisti da cui dovrebbe uscire il nuovo cda del gruppo. Il vice presidente esecutivo Carlo Buora ha apeto i lavori: "Alle ore 11.10 gli azionisti partecipanti all'assemblea Telecom - in proprio o per delega - sono 832, rappresentanti il 36,06% delle azioni ordinarie". Confermati i numeri appena aggiornati degli azionisti sopra il 2%: Olimpia con il 17,99%, Hopa con il 3,7%, Brandes Investment con il 5,43%, assicurazioni Generali con il 4,06%. Buora ha notato "un'affluenza di azionisti decisamente superiore alla media".
Intesa Sanpaolo "Telecom è una società molto importante e con un potenziale non del tutto emerso. Potremmo prendere in considerazione una partecipazione se questa è un buona operazione e può contribuire allo sviluppo della società. Abbiamo già fatto investimenti in un certo numero di società su base temporanea come sostegno al management e a un cambiamento. Avremo la stesso atteggiamento". Lo ha detto l'ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. "Quello che abbiamo fatto in altri casi, nel chiaro interesse dei soci, non c'è ragione di non farlo per una società importante come Telecom", ha aggiunto.
Presidio Sono una cinquantina i sindacalisti di varie sigle sindacali in presidio all'ingresso dell'auditorium di Rozzano. I sindacati confederali sono presenti con le tre sigle di categoria, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl e Cub. Secondo Stefano Dell'Acqua, segretario Uilcom-Lombardia i sindacati del settore delle telecomunicazioni si presentano uniti per chiedere il mantenimento dei livelli occupazionali, un impulso alla concertazione e un ruolo attivo di governo nell'intera vicenda che riguarda il riassetto di Telecom. Luciano Orsenigo, dell'Slc-Cgil, sottolinea che quella di oggi è più una presenza simbolica che una manifestazione di forza: il grosso delle rappresentanze di Telecom si riuniscono oggi a Roma.
Show Piccolo spettacolo del comico Beppe Grillo prima dell'avvio dei lavori dell'assemblea. Grillo, presente come azionista, ha detto: "Tronchetti non c'è, non è venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell' informazione con Andreotti!". Grillo ha anticipato alcuni argomenti del suo intervento in assemblea: "Chiederò - ha detto - dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perché questi non possono avere una rappresentanza vera". Il comico ha ricordato come la Consob "mi ha mandato tre lettere dicendo che posso creare turbativa, con il presidente della Consob Cardia ormai ho un rapporto di affetto". Grillo ha quindi mostrato il bilancio Telecom giudicandolo come "una cosa da neuropsichiatria, si sono venduti tutto". A ch
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Modello Sarkozy. Così funziona l’antiterrorismo alla francese
>>Da: andreavisconti
Messaggio 1 della discussione
Nicolas Sarkozy, ex ministro dell’Interno e candidato dell’Ump alle elezioni presidenziali francesi, ne è certo: dopo gli attentati di Algeri e Casablanca, per la Francia “la minaccia è reale” perché “al Qaida è l’avversario della democrazia”. Nel suo messaggio dello scorso settembre – il numero due della rete terroristica, Ayman al-Zawahiri – aveva designato il paese come uno degli obiettivi. “La principale minaccia viene dall’Algeria, dal Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) che si è trasformato in al Qaida nel Maghreb islamico”, spiega Sarkozy: “Quello che è accaduto a Londra, Madrid e New York sarebbe potuto accadere anche a noi”. Ma è proprio grazie alla sua politica muscolosa se, per ora, la Francia è stata risparmiata. E’ lui, ministro dell’Interno dal 2002 al marzo 2004, che ha organizzato il dispositivo antiterrorismo del dopo 11 settembre. E’ sempre lui, ritornato allo stesso dicastero il 31 maggio 2005, che dopo gli attentati di Londra ha rafforzato la legge antiterrorismo del 1986. In Francia i presunti terroristi non sono sospettati qualunque: il fermo di polizia dura 96 ore, le perquisizioni sono facilitate, la carcerazione preventiva è più lunga, il giudizio si svolge davanti a una corte d’assise speciale e le condanne arrivano a 30 anni. Con il Patriot Act francese, sul modello di quello americano e britannico, Sarkozy ha generalizzato la video-sorveglianza e la conservazione dei dati elettronici, istituito le carte di identità biometriche e imposto i controlli sui viaggi verso i paesi a rischio. La strategia preventiva è semplice quanto efficace: monitorare le attività legate ai luoghi di culto e alle associazioni culturali islamiche, moltiplicare gli arresti di presunti militanti e predicatori d’odio. L’obiettivo è mantenere una pressione costante sui potenziali terroristi. Il risultato sono 138 islamisti arrestati nel 2006, altri 32 dall’inizio dell’anno, decine di espulsioni e nessuno attentato dal 3 dicembre 1996, quando il Gruppo islamico armato algerino colpì la metropolitana di Parigi.
La campagna elettorale non è stata influenzata dagli attentati di Algeri. Il piano Vigipirate è a livello rosso e le autorità hanno “in mente il precedente spagnolo”, dice l’intelligence.
IL FOGLIO
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Tra Telecom e Corriere
>>Da: andreavisconti
Messaggio 2 della discussione
Benetton preoccupati perché rivedono il film di Abertis
I soci Rcs cercano un compromesso sul cda dei quotidiani. Sconfitti i lacustri
Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo, ieri uscendo dalla riunione del patto di sindacato di Rcs ha detto ai cronisti di non credere che “ci siano novità” su Telecom Italia, spiegando però che “io non seguo direttamente la vicenda”. I colloqui fra la banca guidata da Corrado Passera e i tex-mex proseguono. Il rallentamento, al momento, non giustifica i toni allarmati usati da Repubblica, che è arrivata a ipotizzare un’interruzione delle trattative. Passera sta discutendo sia sulla governance sia sul prezzo. Nel dettaglio sta cercando di ottenere per Intesa il potere più ampio possibile nella nomina del management e di pagare un prezzo più basso rispetto ai 2,82 messi sul piatto dai due colossi d’oltreoceano. In pratica cerca di pagare meno e contare di più, forte dell’appeasement della politica che comporterebbe l’ingresso di Intesa Sanpaolo in Telecom. I tex-mex chiaramente cercano di abbassare il costo dell’intermediazione (politica) di Intesa Sanpaolo, chiedendole di arretrare su almeno uno dei due punti oggetto di discussione. E’ chiaro quindi che al tavolo negoziale ci saranno dei momenti di tensione. Anche perché, nelle ultime ore, qualcuno ha notato un nuovo aventinismo di Mediobanca, che ha sempre pronto il progetto di scissione di Olimpia da Pirelli qualora le trattative fra Intesa e il duo At Movil dovessero saltare. Una strategia, quella di piazzetta Cuccia, non priva di rischi. Qualora Passera dovesse riuscire nella quadratura del cerchio il suo peso nel capitalismo italiano aumenterebbe a discapito di Mediobanca.
Sul fronte dei venditori si registra la preoccupazione crescente dei Benetton che temono, ogni giorno di più, una riedizione in chiave tlc della telenovela Autostrade-Abertis. Gli indizi non mancano. Il più evidente è il comportamento del ministro Antonio Di Pietro che, dopo aver invocato interventi dirigisti, ha ripiegato sull’argomento degli investimenti necessari per l’ammodernamento della rete Telecom, che ammonterebbero a circa 10 miliardi di euro, cifra già fatta dal collega Pierluigi Bersani e che curiosamente corrisponde alla valutazione dell’infrastruttura fatta dagli analisti. Simile anche l’atteggiamento del governo che da un lato professa rispetto per il mercato e dall’altro si prepara, come annuncia il ministro Paolo Gentiloni, a inserire in un ddl un emendamento (su cui aleggia una maliziosa fumosità) che impatterà sulla rete, con l’attribuzione di maggiori poteri all’autorità delle tlc e forse con la fissazione di un termine oltre il quale, se l’operatore e l’autorità non avranno trovato un accordo, quest’ultima potrà intervenire con la separazione d’imperio. Tra i venditori affiora la preoccupazione che Passera e Prodi stiano giocando la stessa partita. Il primo con il compito di stancare i tex-mex e il secondo con quello di porre ostacoli legali.
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Si uccide 13enne dopo violenze del vicino
>>Da: andreavisconti
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Era stata affidata a un istituto di accoglienza, ma domenica era andata con i genitori a trovare alcuni parenti
TARANTO - Una ragazzina di 13 anni si è uccisa domenica sera a Taranto buttandosi nel vuoto dall'ottavo piano di una casa nel popolare quartiere Paolo VI. Alcuni mesi fa la giovane aveva subito violenze da parte di un vicino di casa ed era stata affidata a un istituto di accoglienza, anche perché la sua famiglia si trova in difficoltà economiche. Domenica la ragazzina era tornata in famiglia con i genitori per la giornata festiva e con loro in serata si è recata a far visita ad alcuni parenti. Ma a un certo punto è andata in bagno e si è buttata giù dalla finestra. A quanto si è saputo la ragazzina non avrebbe lasciato messaggi.
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L'Aeronautica: avvistati tre Ufo nel 2006
>>Da: andreavisconti
Messaggio 1 della discussione
Gli avvistamenti sono stati segnalati da alcuni cittadini e registrati dai tecnici dell'aviazione militare. Casi a Procida e nel Palermitano
ROMA - Tre presunti avvistamenti di Ufo sono stati registrati, nel 2006, dall'Aeronautica militare: uno a maggio e due a settembre, secondo i dati raccolti dal Reparto generale sicurezza della Forza armata, che si occupa anche di queste cose. Tra i compiti del Reparto, infatti, c'è pure quello di «seguire e trattare le segnalazioni di oggetti volanti non identificati, per le quali viene redatto un riepilogo annuale». Ma, viene precisato, «per uso esclusivamente statistico»: non vengono cioè espresse valutazioni sull'attendibilità dei casi segnalati, provenienti da diverse fonti.
GLI AVVISTAMENTI - Il primo avvistamento dell'anno scorso - di cui è stata data notizia all'Aeronautica militare - è avvenuto il 3 maggio, alle 8. Ad accorgersi di quello che in gergo aeronautico viene definito un «Ovni», cioè un Oggetto volante non identificato, è stato un cittadino, all'isola di Procida. L'Ufo in questione aveva «forma ellittica e colore giallo». Gli altri due avvistamenti a settembre. Il 3, alle 18,47, un pilota civile ha avvistato a circa un chilometro dall'aeroporto di Punta Raisi, tra i 200 e i 500 metri di quota, un oggetto volante non meglio specificato. Lo stesso giorno, alle 21,15, sempre nel palermitano, tra montagna Longa e monte Saraceno alcuni cittadini hanno detto di aver visto un oggetto volante «luminoso» solcare i cieli, in direzione Carini.
I PRECEDENTI - Nel 2005 i presunti avvistamenti di Ufo registrati dal Reparto generale sicurezza dell'Aeronautica erano stati quattro. I primi due - riguardanti presumibilmente lo stesso oggetto - a Grazzanise (Caserta), rispettivamente alle 23,35 e alle 23,45 dell'8 febbraio. La segnalazione è giunta in entrambi i casi dal controllore radar militare: l'oggetto volante procedeva a «velocità ridotta», con «moto variabile», ad una quota compresa tra i 1.000 e i 3.000 piedi. Nel pomeriggio del 25 luglio, invece, alcuni passeggeri a bordo di un aereo di linea, nel tratto di costa tra Pescara ed Ancona, hanno visto «una specie di missile, di circa due metri di ampiezza e con delle alette sulla parte terminale, bianco e con la punta ogivale rossa», solcare il cielo ad alta velocità, prima in modo orizzontale e poi verticale. Il giorno di Santo Stefano, poi, altro avvistamento a Monzuno (Bologna): alle 16 una donna ha visto sfrecciare ad alta velocità, a circa 10-20 metri di altezza, un oggetto «romboidale di 10 metri di lunghezza, verde e luminescente».
STELLA CAMBIA COLOR - Nel 2004 solo due segnalazioni: la prima, all'alba del 4 settembre, da parte di alcuni cittadini che «a quota altissima» giurano di aver visto sui cieli di Budrio (Bologna) un Ufo «di forma sferica, come una stella», procedere a velocità variabile, assumendo diversi colori, «prima arancione, poi bianco». La sera del 13 ottobre, a Vibo Valentia, altri hanno segnalato un oggetto «ovale, bianco», ma che «durante il movimento diventava viola, giallo e arancione», procedere ad alta quota «con movimenti zig-zagati in tutte le direzioni».
CIELI AFFOLLATI - Cinque le segnalazioni nel 2003: una a febbraio nel novarese, una sul golfo della Spezia il 18 marzo, due a giugno - una a Pomigliano d'Arco e l'altra in provincia di Torino, riguardante un Ovni «composto da tre cerchi collegati» che ha schiacciato un campo di grano - e l'ultimo (un «dardo con scia luminosa» avvistat
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