Già dal titolo possono procedere un'infinità di considerazioni.
Etica non si differenzia da morale solo per l'origine greca e non
latina, ma anche perché l'etica fa riferimento alla norma di condotta
individuale (ciò che Georg Simmel con un mezzo ossimoro chiama das
Individuelle Gesetz), mentre la morale fa indice a un orizzonte di norme
condiviso. Quindi non si tratta di una precettistica morale ma dello
studio delle modalità razionali della relazione individuale al mondo.
In effetti, il discorso è preso ai suoi fondamenti, un'ontologia e una
teoria della conoscenza (primi libri de deo, de natura et origine
mentis), evidentemente per potersi muovere razionalmente nel mondo è
necessario essere consapevoli della sua forma e della forma della
relazione che ci intratteniamo.
D'indole mangiapreti, mi son sempre domandato la ragione per cui Spinoza
abbia cominciato da dio, quando evidentemente ha in mente tutt'altro che
una teodicea o una summa theologiae. Credo interpreti dio come pura
positività, tenendo il termine, con forzatura semantica, per non far la
fine di bruno e vanini.
Anche se dalla biografia non sembra che fosse uno molto pragmatico e
attento a non turbare gli animi (il cherem che lo ha espulso dalla
comunità ebraica).
Qualunque cosa ne dicano i manuali di storia della filosofia, per cui è
una metafisica razionale post cartesiana e l'attenzione è posta
sull'ontologia, io credo che quella di spinoza sia effettivamente nella
sostanza una filosofia pratica, per cui il titolo ci sta benissimo.
ciao
enrico.
Foglio Spinoziano ha scritto: