Ehica more geometrico demonstrata - Etica dimostrata secondo l'ordine geometrico

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Foglio Spinoziano

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Sep 5, 2008, 8:28:50 AM9/5/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
L'Ethica more geometrico demonstata chiarisce subito dal titolo ciò
che contiene: parlerà di etica in maniera geometrica (cioè logica
secondo la geometria, scienza ritenuta perfetta).
Di ciò Spinoza non scrive una prefazione o un'introduzione come in
genere nei manuali di filosofia si faceva (e si fa) avvertendo il
lettore dell'argomento del libro (non c'è nulla di tutto questo poiché
Spinoza inizia subito con la Parte Prima trattando di Dio ma ne parla
di sfuggita (o forse esplicitamente per il senso del discorso) nella
Prefazione della Parte III in cui, alla fine, afferma che considererà
le azioni e le passioni umane come se fosse questione di linee,
superfici e piani.
C'è da dire che l'intento di Spinoza non si ferma solo a questo
argomento: egli sa bene che il metodo è ciò da cui parte il suo
pensiero e sceglie il metodo più sicuro che ha: la matematica e la
geometria. Da qui il richiamo agli elementi di Euclide e alla
struttura "Proposizione/Definizione" preceduta da Definizioni,
Assiomi, Postulati e seguita da Corollari e Scolii.
In filosofia ci sono stati altri autori che hanno approfittato di una
struttura simile (es. Proclo nei suoi "Manuali di fisica e teurgia")
ma Spinoza vuole usare il metodo geometrico poiché forse pensa che,
per il suo tipo di filosofia così innovativa e differente, è l'unico
al quale non si può obiettare; tuttavia egli dice "more
geometrico" (=ordine geometrico) e le considerazioni sul metodo sembra
non gli interessi esplicitarle, se non con l'esempio fatto sopra nella
Pref. Parte III.

Giovanni

nupretto

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Sep 5, 2008, 10:25:37 AM9/5/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Già dal titolo possono procedere un'infinità di considerazioni.
Etica non si differenzia da morale solo per l'origine greca e non
latina, ma anche perché l'etica fa riferimento alla norma di condotta
individuale (ciò che Georg Simmel con un mezzo ossimoro chiama das
Individuelle Gesetz), mentre la morale fa indice a un orizzonte di norme
condiviso. Quindi non si tratta di una precettistica morale ma dello
studio delle modalità razionali della relazione individuale al mondo.
In effetti, il discorso è preso ai suoi fondamenti, un'ontologia e una
teoria della conoscenza (primi libri de deo, de natura et origine
mentis), evidentemente per potersi muovere razionalmente nel mondo è
necessario essere consapevoli della sua forma e della forma della
relazione che ci intratteniamo.
D'indole mangiapreti, mi son sempre domandato la ragione per cui Spinoza
abbia cominciato da dio, quando evidentemente ha in mente tutt'altro che
una teodicea o una summa theologiae. Credo interpreti dio come pura
positività, tenendo il termine, con forzatura semantica, per non far la
fine di bruno e vanini.
Anche se dalla biografia non sembra che fosse uno molto pragmatico e
attento a non turbare gli animi (il cherem che lo ha espulso dalla
comunità ebraica).
Qualunque cosa ne dicano i manuali di storia della filosofia, per cui è
una metafisica razionale post cartesiana e l'attenzione è posta
sull'ontologia, io credo che quella di spinoza sia effettivamente nella
sostanza una filosofia pratica, per cui il titolo ci sta benissimo.
ciao
enrico.


Foglio Spinoziano ha scritto:

Foglio Spinoziano

unread,
Sep 8, 2008, 4:16:15 AM9/8/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
Il concetto di filosofia pratica viene preso anche da Deleuze che
titola così un suo libro, intuendo la stessa cosa. Inoltre è
interessante che Spinoza proceda con l'esposizione della Sostanza-Dio
per finire, attraverso l'Uomo e le passioni, sempre alla stessa
Sostanza-Dio nel senso che da una definizione iniziale di Dio si
arriva alla partecipazione da parte dell'uomo utilizzando l'Amore
intellettuale. Un siffatto processo è peculiare dell'Etica perché
rende quest'opera non solo uno sterile manuale di filsofia ma anche un
mezzo di conoscenza che porta a Dio. Nel titolo, a differenza delle
altre opere, si evidenzia ciò di cui si parlerà e il mezzo con cui se
ne parlerà; ad esempio nel Breve Trattato su Dio, l'Uomo e la sua
felicità viene definito solo l'argomento, oltre il fatto che sarà un
"breve trattato" e non una lunga esposizione. Lo stesso dicasi per gli
altri. Con l'Etica invece Spinoza è consapevole della portata del
proprio pensiero e sceglie questo titolo quasi per avvertire che il
suo metodo sarà rigoroso e preciso, cioè lontano dai dubbi
interpretativi e certo della sicurezza che offre la geometria.
Ciao
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