Illich però diceva:
"Un buon sistema educativo dovrebbe avere tre scopi:
a tutti coloro
che desiderano apprendere dovrebbe offrire un accesso alle risorse disponibili
in qualsiasi momento della loro vita;
dovrebbe
incoraggiare tutte le persone che desiderano condividere la propria conoscenza
a trovare le persone che vorrebbero apprenderlo da loro;
infine, dovrebbe
fornire, a tutti coloro che desiderano presentare pubblicamente un argomento,
l'opportunità di far conoscere la propria sfida."
jesko ha scritto:
giovanni sorrentino ha scritto:
> Il 08/03/08, *nupretto* <nupr...@inwind.it
> <mailto:nupr...@inwind.it>> ha scritto:
giovanni sorrentino ha scritto:
> > <mailto:nupr...@inwind.it <mailto:nupr...@inwind.it>>> ha scritto:
jesko ha scritto:
Qualche tempo fa ho letto un articolo che credo di aver trovato su internet, ma non ricordo bene dove. Era proprio uno studio sul rapporto tra Hegel e Spinoza e si rifaceva ad un libro di Francesca Michelini, Sostanza e Assoluto, del 2004. Se posso riassumere la tesi dell'autore, che procedeva nel solco tracciato dalla Michelini, proverei a direi questo: Hegel parte dalla famosa frase spinoziana: omnis determinatio est negatio. In essa vi rintraccia una negatività verso l'esterno, abbastanza ovvia (per determinarmi devo negare altro), ma vi riscontra anche una negatività verso l'interno (la negazione ricade sul soggetto e si trasforma, in ultima istanza, in una mancanza, e questo malgrado il concetto di soggetto sia già del tutto hegeliano, il che induce a credere che Hegel stesse già parlando di sè ed usasse Spinoza come leva). Egli crede che la Sostanza venutasi a determinare negli attributi e nei modi non sia stata a ciò determinata da alcuna necessità (nega cioè che Spinoza abbia dimostrato la necessità che la Sostanza si determini). E, d'altra parte, da un modo, determinato così negativamente e non portando alle estreme conseguenze tale negazione, non vi è possibilità di ricondursi alla (o "cadere sulla") Sostanza infinita se non attraverso un procedimento estrinseco, anche esso quindi non necessario. Il finito rimane così privo di realtà, indistinto, poichè non si riflette nell'infinito, ma è costretto ad annullarsi in esso. Indistinto è ancora poco, Hegel nega che, così descritto, sia "reale" (secondo la sua interpretazione Spinoza nega la realtà del finito: la Sostanza non ammette contraddizione). Secondo Hegel, in Spinoza l'unica realtà è Dio. Per riabilitare il finito e l'individuo Hegel confuta Spinoza, e attua il suo superamento attraverso il concetto della negazione assoluta, la negazione che ricade su di sè consentendo il ricongiungimento con la Sostanza infinita che adesso è già l'Assoluto; riscrive così la frase spinoziana (il cominciamento) come "ogni determinazione è riflessione in sé".