Einstein Poesia su Spinoza

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jesko

unread,
Mar 6, 2008, 1:30:17 PM3/6/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
Wie lieb ich diesen edlen Mann
Mehr als ich mit Worten sagen kann.
Doch fuercht' ich, dass er bleibt allein
Mit seinem strahlenden Heiligenschein.

So einem armen kleinen Wicht
Den fuehrst Du zu der Freiheit nicht[.]
Der amor dei laesst ihn kalt
Das Leben zieht ihn mit Gewalt[.]

Die Hoehe bringt ihm nichts als Frost
Vernunft ist fuer ihn schale Kost[.]
Besitz und Weib und Ehr' und Haus
Das fuellt ihn vom oben bis unten aus[.]

Du musst schon guetig mir verzeihn
Wenn hier mir fellt Muenchhausen ein,
Dem als Einzigen das Kunststueck gediehn
Sich am eigenen Zopf aus dem Sumpf zu zieh'n.

Du denkst sein [replaces crossed out: 'Spinozas'] Beispiel zeigt uns
eben
Was diese Lehre den Menschen kann geben[.]
[crossed out original conclusion:
Mein lieben Sohn, was faellt dir ein?
Zum Nachtigall muss man geboren sein!]
Vertraue nicht dem troestlichen Schein:
Zum Erhabenen muss man geboren sein.
======

To Spinoza's Ethic

How I love that noble man
More than I can say with words.
Though I'm afraid he'll have to stay all alone
Him with his shining halo.

Thus a poor little dwarf
Whom you do not lead to Freedom.
Your 'love of god' leaves him cold
Life drags him around by force.

The high altitude brings him nothing but frostbite
Reason is stale bread to him.
Wealth & Women and Fame & Family
That's what fills him up between dawn and dusk.

You must be good enough to forgive me
For I can't help thinking of Munchhausen just now,
The only one ever to pull off the trick
Of hoisting himself out of the cesspool by his own hair.

You think his [Spinoza's] example shows us
What human teaching has to give.
[My dear son, what's gotten into you?
You have to be born a Nightingale!]
Don't trust the comforting mirage:
You have to be born to the heights.
=====
trans. Ben Thorn

Ciao

nupretto

unread,
Mar 8, 2008, 8:59:04 AM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao, la lettura di zourabichvili è passata in subordine ad altri testi
(malabou, simondon) quindi vi relazionerò tra qualche giorno, comunque
ho letto un capitoletto che riprende uno dei temi che erano passati in
lista, quello della pedagogia spinozista. Sono una quindicina di pagine
e si conclude con un riepilogo che vi trascrivo e traduco:
"Chiariamo infine a grandi linee le coordinate di un'educazione
spinozista: 1° coltivare egualmente tutte le attitudini del corpo e
sviluppare la potenza dello spirito; 2° sollecitare la speranza
piuttosto che il timore, insegnando a desiderare delle ricompense
immanenti (acquiescentia in se ipso, virtù); 3° adeguarsi alla
comprensione dello studente, seguendo il motivo portante della
concezione spinozista del profetismo (ovvero il nucleo comune a tutte le
religioni, amore del prossimo, giustizia e carità (ttpXIII), poi le
matematiche per quanto possibile (ttp XI), meno per il loro contenuto
che per la loro qualità formatrice); 4° e soprattutto mai dimenticare il
legame tra ragione ed affetto. I pedagoghi d'ispirazione spinozista,
ciascuno a suo modo, sapranno ritrovare questi quattro aspetti". Le
conservatisme paradoxal de spinoza: enfance et royauté, p 171-172.
Io mi ero dedicato al pensiero pedagogico quando qualche anno fa
collaboravo con una cattedra di didattica generale. Tutto ciò che salvo
del pensiero pedagogico è curiosamente un domenicano, Ivan Illic, che in
descolarizzare la società vede come la scuola serva essenzialmente per
modellare la vita del bambino sui tempi che poi saranno quelli della
fabbrica. Mi domando se sia possibile un pensiero pedagogico spinozista
in un'istituzione finalizzata essenzialmente alla riproduzione e
qualificazione del capitale variabile.
ciao
enrico.

jesko

unread,
Mar 8, 2008, 9:12:09 AM3/8/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione


On 8 Mar, 14:59, nupretto <nupre...@inwind.it> wrote:
> Ciao, la lettura di zourabichvili è passata in subordine ad altri testi
> (malabou, simondon) quindi vi relazionerò tra qualche giorno, comunque
> ho letto un capitoletto che riprende uno dei temi che erano passati in
> lista, quello della pedagogia spinozista. Sono una quindicina di pagine
> e si conclude con un riepilogo che vi trascrivo e traduco:
> "Chiariamo infine a grandi linee le coordinate di un'educazione
> spinozista: 1° coltivare egualmente tutte le attitudini del corpo e
> sviluppare la potenza dello spirito; 2° sollecitare la speranza
> piuttosto che il timore, insegnando a desiderare delle ricompense
> immanenti (acquiescentia in se ipso, virtù); 3° adeguarsi alla
> comprensione dello studente, seguendo il motivo portante della
> concezione spinozista del profetismo (ovvero il nucleo comune a tutte le
> religioni, amore del prossimo, giustizia e carità (ttpXIII), poi le
> matematiche per quanto possibile (ttp XI), meno per il loro contenuto
> che per la loro qualità formatrice); 4° e soprattutto mai dimenticare il
> legame tra ragione ed affetto. I pedagoghi d'ispirazione spinozista,
> ciascuno a suo modo, sapranno ritrovare questi quattro aspetti".

Peccato che ho finito gli studi, o almeno quelli istituzionali ma
mi sarebbe veramente piaciuto frequentare una scuola così!

Ciao

giovanni sorrentino

unread,
Mar 8, 2008, 9:32:05 AM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Grazie mille, Enrico!
Anche io pensavo molto ad Ivan Illich  e al suo descolarizzare la società.
Così come a Paulo Freire e alla sua pedagogia degi oppressi.


>Mi domando se sia possibile un pensiero pedagogico spinozista
>in un'istituzione finalizzata essenzialmente alla riproduzione e
>qualificazione del capitale variabile.

E' il punto. Come già i suoi allievi fecero notare ad Illich, parlare di come descolarizzare la società può risultare addirittura anacronistico, tenuto conto dell'avanzamento della formazione extra-scolastica.

Illich però diceva:

"Un buon sistema educativo dovrebbe avere tre scopi:

a tutti coloro che desiderano apprendere dovrebbe offrire un accesso alle risorse disponibili in qualsiasi momento della loro vita;
dovrebbe incoraggiare tutte le persone che desiderano condividere la propria conoscenza a trovare le persone che vorrebbero apprenderlo da loro;
infine, dovrebbe fornire, a tutti coloro che desiderano presentare pubblicamente un argomento, l'opportunità di far conoscere la propria sfida."

Sembra una definizione dell'apprendimento costruttivista attraverso il web. (Descolarizzare è del 1971!)

E' una sfida. E la mia domanda era: Spinoza come può aiutarci? Le coordinate spinoziste di Zourabichvili sono un bel modo per cominciare a riflettere. Grazie ancora.


giovanni

 

Il 08/03/08, nupretto <nupr...@inwind.it> ha scritto:

nupretto

unread,
Mar 8, 2008, 9:36:29 AM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao, un articolo in memoria del nostro su samizdat.
http://multitudes.samizdat.net/spip.php?article2649
ciao
enrico.

jesko

unread,
Mar 8, 2008, 11:13:48 AM3/8/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
Scusate, dove posso trovare (comprare) il commento alla Prima Parte
dell'Etica di Pierre Macherey?

"Introduction à l'Ethique de Spinoza - La première partie - La nature
des choses, éditions PUF (coll. Les grands livres de la philosophie)
(réimpression, PUF, coll. Philosopher, 2001). 359 p."

Esiste una traduzione?



Ciao

nupretto

unread,
Mar 8, 2008, 4:15:42 PM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao, di Macherey ho letto avec spinoza e hegel ou spinoza, non mi pare
sia stato tradotto niente di suo, a parte per una critica della
produzione letteraria, tanto tempo fa. Mi pare sia stato tradotto un
Balibar su spinoza, ma non macherey. Macherey mette a disposizione tanti
dei suoi testi sul suo sito
http://stl.recherche.univ-lille3.fr/sitespersonnels/macherey/accueilmacherey.html
Bertani aveva tradotto negli anni settanta la sua parte di leggere il
capitale, di althusser, che era stata tagliata dall'edizione feltrinelli
(con quella di establet).
Per procurarli, i testi francesi, io uso fnac.com, veloci ed efficienti.
ciao
enrico


jesko ha scritto:

jesko

unread,
Mar 8, 2008, 4:41:31 PM3/8/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione


On 8 Mar, 22:15, nupretto <nupre...@inwind.it> wrote:
> Ciao, di Macherey ho letto avec spinoza e hegel ou spinoza, non mi pare
> sia stato tradotto niente di suo, a parte per una critica della
> produzione letteraria, tanto tempo fa. Mi pare sia stato tradotto un
> Balibar su spinoza, ma non macherey. Macherey mette a disposizione tanti
> dei suoi testi sul suo sitohttp://stl.recherche.univ-lille3.fr/sitespersonnels/macherey/accueilm...
> Bertani aveva tradotto negli anni settanta la sua parte di leggere il
> capitale, di althusser, che era stata tagliata dall'edizione feltrinelli
> (con quella di establet).
> Per procurarli, i testi francesi, io uso fnac.com, veloci ed efficienti.
> ciao
> enrico

grazie. Anche Feltrinelli International e la Hoepli trattano questi
testi
ma le spese e i tempi sono notevoli.

Grazie.
Ciao

nupretto

unread,
Mar 8, 2008, 4:55:56 PM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao Giovanni, sì, salvo anche freire e qualcosa della pedagogia
libertaria, fatto salvo il mio dubbio di base sulla loro praticabilità
dentro gli apparati ideologici dello stato.
La scuola uccide ogni interesse, ci ho messo lustri per recuperare
leopardi, che mi aveva depresso al liceo, dopo la lettura di lenta
ginestra di negri, e sono riuscito a non detestare il manzoni dopo aver
letto Fortini (beh, per appassionarcisi ci vuol altro).
Rispetto al costruttivismo in educazione, mi sembra una consapevolezza
fondamentale, ma i piani bassi dell'accademia, la cattedra di didattica
generale era a scie(me)nze dell'educazione (familiarmente nota come
scienze delle merendine), riescono a rendere vaniloquio anche i discorsi
più significativi. Allora parodiavo la co-costruzione del sapere come
co-co-costruzione del sapere (chi si laureava finiva automaticamente
co-co-co). Mi ci è voluto poco per dover cambiare referente, così sono
passato prima alla pedagogia speciale, occupandomi di disability
studies, ed ora alla psicologia dinamica, occupandomi dei miei guai.
Se si cava qualcosa dall'università (dalla scuola in generale) è suo
malgrado, quando una relazione istituzionale (e sempre più commerciale,
studenti-utenti-clienti) riesce a trasformarsi in interazione dialogica
positiva e produttiva per entrambe le parti. Ma sono eccezioni. Fino al
liceo non mi è mai capitato.
ciao
enrico

giovanni sorrentino ha scritto:

> Il 08/03/08, *nupretto* <nupr...@inwind.it
> <mailto:nupr...@inwind.it>> ha scritto:

jesko

unread,
Mar 8, 2008, 5:09:26 PM3/8/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione


On 8 Mar, 22:15, nupretto <nupre...@inwind.it> wrote:
> Ciao, di Macherey ho letto avec spinoza e hegel ou spinoza, non mi pare
> sia stato tradotto niente di suo, a parte per una critica della
> produzione letteraria, tanto tempo fa. Mi pare sia stato tradotto un
> Balibar su spinoza, ma non macherey. Macherey mette a disposizione tanti
> dei suoi testi sul suo sitohttp://stl.recherche.univ-lille3.fr/sitespersonnels/macherey/accueilm...
> Bertani aveva tradotto negli anni settanta la sua parte di leggere il
> capitale, di althusser, che era stata tagliata dall'edizione feltrinelli
> (con quella di establet).
> Per procurarli, i testi francesi, io uso fnac.com, veloci ed efficienti.
> ciao
> enrico
>
> jesko ha scritto:


ho letto un brano a caso dal sito di macherey.
SPINOZA EST-IL MONISTE ?
[in : Spinoza : puissance et ontologie, Editions Kimé, Paris 1994, p.
39-53]
Per quanto c'ho potuto capire, io il francese lo conosco poco
Macherey riesce a criticare brillantemente la lettura di Hegel di
Spinoza
e questo per lo fa diventare un grande.

"

On passera ici rapidement sur les difficultés de lecture que soulève
cette interprétation. Signalons en quatre principales :

1) la réduction de l'intellect (intellectus) à l'entendement
(Verstand) ;


2) l'assimilation, au point de vue de la logique de l'essence, de
l'être (Sein) à l'étendue (Ausdehnung) ;

L'essere appartiene alla natura della sostanza, è la sua stessa
essenza. Ma l'Estensione è ciò
che l'Intelletto percepisce della Sostanza "Come se" costituisca la
sua essenza.


3) la confusion entretenue entre les déterminations modales et les
attributs, qui résulte de l'interprétation de l'attribut comme
détermination négative, donc nécessairement finie, de la substance ;

4) la représentation en vis-à-vis de la pensée et de l'étendue, qui
élimine la thèse de l'infinité des attributs pour pouvoir mieux
analyser leur rapport en termes de réflexion

In realtà sono le 4 difficoltà di tutta una serie di interpretazioni
del Monismo Spinoziano, di cui Hegel ne rappresenta
un punto centrale

jesko

unread,
Mar 8, 2008, 5:25:21 PM3/8/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
Nel senso che secondo la definizione essenziale di Dio
esso è un ente che consta di infiniti attributi.
il constare, secondo me, non è come il costituire ma come lo stare
unito.
Il concetto di unione in Spinoza è un punto basilare.
Si ripresenta nel rapporto tra Mente, Corpo , Idea Della Mente.
Nel senso che il Corpo è dato, la Mente è data e i due modi
sono uniti, in quanto espressione della stessa essenza.
Ora che sia il corpo anteriore alla mente o la mente anteriore al
corpo
non è più un problema, in quanto le due cose si presentano insieme.
Ad esempio è come dire che l'Oceano è unito alla Crosta terrestre.
Del resto nè si può pensare l'Oceano senza la Crosta, nè la Crosta
senza l'Oceano.
In realtà è il core della terra la loro vera e propria unione, la loro
"essenza"
per metafora, dato che la Terra è un modo etc.....

Ciao

nupretto

unread,
Mar 8, 2008, 5:26:45 PM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Io non ho mai capito cosa intendesse Hegel liquidando la filosofia di
spinoza come acosmismo.
Però dice anche che non ci si può dire filosofi se non si è stati
spinozisti.
Macherey ha dedicato un bel libro al rapporto Hegel-Spinoza.
L'ho letto una decina d'anni fa e dovrei riprenderlo.

giovanni sorrentino

unread,
Mar 8, 2008, 7:20:55 PM3/8/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ormai diversi anni fa, non lontano da una laurea in lettere che mi avrebbe aperto le porte di una (semi)colta disoccupazione, mollai tutto, lasciai la mia città e mi dedicai alla tecnologia, che non avevo imparato troppo ad amare ai tempi della scuola, ma che mi permetteva di vivere dignitosamente.
 
Da otto anni mi ritrovo a fare il tecnologo in una società di formazione. Ebbene, da allora vivo nella scomoda situazione di dover difendere io i valori pedagogici contro l'attacco massiccio della tecnologizzazione violenta, spesso solo opportunisticamente avallata.
Un buon viatico per la schizofrenia, in pratica.

Ti capisco perfettamente. Conosco i vaniloqui di cui parli. Sai che secondo le direttive di Lisbona del 2000, l'Europa dovrà diventare entro il 2013 il primo produtore al mondo di conoscenza e di contenuti?
Saprai meglio di me che siamo già usciti dalla scuola. Che si stanno creando già le agenzie formative di cui parlava Illich; sindacati, aziende, pubblica amministrazione, ong ecc... si stanno attrezzando in questo senso. Ma forse non è esattamente quello che intendeva il nostro.

Saprai già che gli istituti ecclesiastici cominciano a vietare la pratica indiscriminata della carità, se non si è in possesso di una valida certificazione (se non lo sai, prova ad andare presso una caritas e chiedi di poter dare una mano nei piccoli compiti. Amici che anni fa lo facevano saltuariamente, mi hanno raccontato del divieto recente). E' come dire che se nel Vangelo il buon samaritano si è permesso di abbandonare la propria strada per soccorrere uno straniero, era perchè sicuramente aveva seguito un corso serale che ne autorizzava il comportamento, altrimenti irresponsabile.

Che sta accadendo? sta aumentando la nostra potenza d'agire (con la tecnologia casalinga) o sta diminuendo (con l'incremento della "professionalizzazione")?

Quello che manca è proprio il riferimento etico! 
E' roba di poco conto, come sappiamo noi, roba tipo: chi è l'uomo? qual è il suo compito? 
Eppure credo ci sia spazio, Enrico, credo ci sia spazio ancora, almeno per farsi un'idea adeguata. E non è poco, mi pare.

Ciao

Il 08/03/08, nupretto <nupr...@inwind.it> ha scritto:

nupretto

unread,
Mar 9, 2008, 9:15:42 AM3/9/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao, spero che non sembri fuori topic la discussione, se non si tratta
di filologia spinoziana mi sembra comunque qualcosa che ha a che fare
con la pratica del suo pensiero, digressione, scolio.
Secondo me sono in atto due dinamiche opposte riguardo all'istruzione,
per un verso, come scrivi giustamente, la formazione permanente e la
didattica extrascolare, che più che altro, penso ad alcuni corsi FSE
come esempio idealtipico, sono un modo per dare lavoro a qualcuno per
produrre economia, senza che ciò abbia nulla a che fare con i valori
dell'educazione (parlavi della caritas, io ho sempre detto che quando
preti e benpensanti parlano di valori pensano molto concretamente a
quelli sul conto in banca) o con la reale utilità per chi ne fruisce.
Per lo più, viste le modalità di tale istruzione, mi sembra esattamente
l'opposto di ciò di cui parlava Illich. Per un altro la produzione se ne
sbatte della certificazione dei saperi, gli basta che chi è addetto a
qualcosa lo sappia fare, un mio amico ingegnere informatico ha dei
colleghi pari grado pakistani e indiani senza neppure la certificazione
dei gradi di istruzione più bassi. Semplicemente hanno competenze
tecniche reali.
Mi sembra che nel mercato della formazione, ad ogni livello, la
dimensione etica sia assolutamente residuale, per questo riportarcela ha
qualcosa di gioiosamente eversivo. Malgrado il mio cinismo da dropout
che si avvia alla mezza età, ai principi dell'educazione spinozista
enunciati da Zourabichvili io ci credo, anche se mi sembra che si
possano far valere solo al di fuori o contro l'istituzione preposta alla
forgiatura dei cervelli.
Se ti interessa posso scannerizzare il capitolo sull'educazione del
libro di zourabichvili e metterlo a disposizione in rete.
ciao
enrico.


giovanni sorrentino ha scritto:

> > <mailto:nupr...@inwind.it <mailto:nupr...@inwind.it>>> ha scritto:

jesko

unread,
Mar 9, 2008, 9:22:02 AM3/9/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione


On 8 Mar, 23:26, nupretto <nupre...@inwind.it> wrote:
> Io non ho mai capito cosa intendesse Hegel liquidando la filosofia di
> spinoza come acosmismo.

Acosmico nel senso che non esiste un corpo unico, il cielo , il cosmo
a-privativo, non esiste un universo un cosmo ma la sostanza infinita.
Quindi questo impensieriva Hegel, per il fatto che la sostanza
infinita
non consente nessuna possibilità di riflessione essendo assoluta
affermazione!

> Però dice anche che non ci si può dire filosofi se non si è stati
> spinozisti.
Questo lo spiega bene Macherey, nel senso che Hegel vede in Leibniz e
Spinoza
i due aspetti contradditori del suo sistema, che la sintesi dello
Spirito doveva
riconciliare. Confronta le lezioni di storia della filosofia.
Spinoza è il momento negativo!

giovanni sorrentino

unread,
Mar 9, 2008, 9:16:02 PM3/9/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Sì, forse ti ho indotto a seguirmi su una discussione non proprio coerente con le finalità del gruppo. In realtà, però, credo che la riflessione sui più vari ambiti di applicazione del pensiero spinozista non sia deleteria. Insomma, a me faresti un grande piacere se mi permettessi di leggere le pagine di Zourabichvili, se non ti costa troppo. Grazie infinite.

ciao.


Il 09/03/08, nupretto <nupr...@inwind.it> ha scritto:

nupretto

unread,
Mar 11, 2008, 1:21:55 PM3/11/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao, questo è il link al capitolo sulla pedagogia spinozista.
http://faberlab.net/zourabichvili/zourabichvili.pdf
Riguardo all'acosmismo la non comprensione non era semantica ma del
perché avesse definito un pensiero compiutamente positivo in termini
negativi.
Forse era il modo per riportare al giochino della dialettica monologica
un pensiero che vi si sottrae costitutivamente.
ciao
enrico

jesko

unread,
Mar 11, 2008, 1:58:54 PM3/11/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione


On 11 Mar, 18:21, nupretto <nupre...@inwind.it> wrote:
> Ciao, questo è il link al capitolo sulla pedagogia spinozista.http://faberlab.net/zourabichvili/zourabichvili.pdf
> Riguardo all'acosmismo la non comprensione non era semantica ma del
> perché avesse definito un pensiero compiutamente positivo in termini
> negativi.

Quando si riferisce allo spinozismo come inizio di ogni filosofia
lo fa in termini positivi e quando invece individua il limite del
monismo
come un blocco in cui le determinazioni finite come momenti negativi
in esso si annullano,
ecco in quel passaggio pensa allo Spinozismo come un momento negativo.
Comunque anche se non conosco bene l'Hegelismo penso che il movimento
dello Spirito
come un tutto unitario sia lo sviluppo del momento negativo monistico
spinoziano
e della monade leibniziana.



> Forse era il modo per riportare al giochino della dialettica monologica
> un pensiero che vi si sottrae costitutivamente.

esattamente, anche se la dialettica non è proprio un giochino
o almeno per quanto ne sappia io, infatti ho poche nozioni di
dialettica.
Ho letto la descrizione della triade iniziale della scienza della
logica di Hegel
e la trovo molto interessante!

Ciao

> ciao
> enrico

nupretto

unread,
Mar 12, 2008, 4:18:45 AM3/12/08
to fogliosp...@googlegroups.com
Ciao, accidenti, pensavo di aver già dato con logica e fenomenologia ma
credo sia il caso che mi vada a recuperare le lezioni di storia della
dilosofia.
Detesto la scrittura di Hegel.
ciao
enrico.

jesko ha scritto:

giovanni sorrentino

unread,
Mar 12, 2008, 5:35:14 AM3/12/08
to fogliosp...@googlegroups.com

Qualche tempo fa ho letto un articolo che credo di aver trovato su internet, ma non ricordo bene dove. Era proprio uno studio sul rapporto tra Hegel e Spinoza e si rifaceva ad un libro di Francesca Michelini, Sostanza e Assoluto, del 2004. Se posso riassumere la tesi dell'autore, che procedeva nel solco tracciato dalla Michelini, proverei a direi questo: Hegel parte dalla famosa frase spinoziana: omnis determinatio est negatio. In essa vi rintraccia una negatività verso l'esterno, abbastanza ovvia (per determinarmi devo negare altro), ma vi riscontra anche una negatività verso l'interno (la negazione ricade sul soggetto e si trasforma, in ultima istanza, in una mancanza, e questo malgrado il concetto di soggetto sia già del tutto hegeliano, il che induce a credere che Hegel stesse già parlando di sè ed usasse Spinoza come leva). Egli crede che la Sostanza venutasi a determinare negli attributi e nei modi non sia stata a ciò determinata da alcuna necessità (nega cioè che Spinoza abbia dimostrato la necessità che la Sostanza si determini). E, d'altra parte, da un modo, determinato così negativamente e non portando alle estreme conseguenze tale negazione, non vi è possibilità di ricondursi alla (o "cadere sulla") Sostanza infinita se non attraverso un procedimento estrinseco, anche esso quindi non necessario. Il finito rimane così privo di realtà, indistinto, poichè non si riflette nell'infinito, ma è costretto ad annullarsi in esso. Indistinto è ancora poco, Hegel nega che, così descritto, sia "reale" (secondo la sua interpretazione Spinoza nega la realtà del finito: la Sostanza non ammette contraddizione). Secondo Hegel, in Spinoza l'unica realtà è Dio. Per riabilitare il finito e l'individuo Hegel confuta Spinoza, e attua il suo superamento attraverso il concetto della negazione assoluta, la negazione che ricade su di sè consentendo il ricongiungimento con la Sostanza infinita che adesso è già l'Assoluto; riscrive così la frase spinoziana (il cominciamento) come "ogni determinazione è riflessione in sé".



2008/3/12, nupretto <nupr...@inwind.it>:

jesko

unread,
Mar 12, 2008, 2:32:03 PM3/12/08
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
Infatti, è questo il punto che induce in errore gli interpreti,
compreso Hegel.
Non è che la sostanza non ammetta contraddizioni, ma se consideriamo
le idee particolari
in nessuna di esse si potrà individuare un forma del pensare che
costituisca
una forma di falsità. In questo senso, ovvero se le idee sono riferite
a Dio
come termine assoluto allora nessuna idea si potrà dire essere falsa.
Ma questo non elimina la contraddizione all'interno della sostanza,
(la contriddizione della sostanza in sè non esiste), attraverso le
singole
espressioni finite. Ricordiamo che la mente umana è continuamente
soggetta
all'influsso delle forze esterne con le quali si può armonizzare o
non.
Inoltre il credere che la sostanza, in quanto termine assoluto
sia opposta ai singoli individui finiti, che ne rappresenterebbero
la negazione è pura fantasia. Infatti se Dio, costituendo l'essenza
della Mente
attraverso il corpo, per quanto riguarda l'essenza si può
meteforicamente identificare
con l'uomo, l'uomo non potrà mai identificarsi con Dio, nel senso che
non solo l'umanità
ma ogni espressione modale finita o non, permanente o non non potrà
mai eguagliare Dio.
Quindi la riflessione dialettica mal si applica ad un simile contesto!


Secondo Hegel, in Spinoza l'unica realtà è Dio. Per
> riabilitare il finito e l'individuo Hegel confuta Spinoza, e attua il suo
> superamento attraverso il concetto della negazione assoluta,

Si può facilmente dimostrare che la negazione assoluta è un Ente
Metafisico Immaginario.
Infatti se un modo qualsiasi esiste o esisterà perchè deriva da un
modo finito
o dall'assoluta natura della sostanza, (in questo caso si tratta di
modi infiniti permanenti o non)
quindi l'assoluta negazione non può esistere come un momento separato
anche se solo
nella fase di analisi del divenire. In quanto da esso non può emergere
nulla! Ma i modi sono dati, quindi...



la negazione
> che ricade su di sè consentendo il ricongiungimento con la Sostanza infinita
> che adesso è già l'Assoluto; riscrive così la frase spinoziana (il
> cominciamento) come "ogni determinazione è riflessione in sé".
>
> 2008/3/12, nupretto <nupre...@inwind.it>:
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