Ma più in generale, la mia perplessità è: ha senso confutare un filosofo
secondo argomenti logici? Non è meglio cercare di capire a cosa faccia
segno un'espressività concettuale?
Cosa ci torna dal confutare zenone, panezio o pomponazzi? Non sono in
primo luogo segni, tracce di un percorso di consapevolizzazione
individuale che va capito e non confutato? In nome di cosa? di una
verità logica? facile confutare chi crede che esista qualcosa di simile.
Non è indice di scarsa consapevolezza rispetto allo statuto dei
discorsi? Non è meglio porsi nell'incanto delle formulazioni cercando di
farle rivivere come questioni attuali?
Leggere tutto spinoza, ahimé, mi manca la gramatica ebraica, ma quasi, è
stato un percorso di arricchimento spirituale che sono contento di aver
seguito, ma cosa c'è da confutare? La negazione del vuoto? Ma siamo
sicuri di intendere con gli stessi termini le stesse cose? Vuol dire
avere letto come un pubblico ministero alcune delle pagine più belle mai
scritte, cosa oggettivamente avvilente.
rilanciamo più alto
ciao
enrico.
Foglio Spinoziano ha scritto:
> Non ho capito cosa intendi. Secondo te bisogna usare la logica o no?
>
>
>
>
>
> On 18 Nov, 09:36, Skeu <
frans...@gmail.com> wrote:
>
>> Si, ma sia nel lemma che nella propoettuale?sizione non vi è menzione della