Prop. 30 - Intellectus actu finitus aut actu infinitus Dei attributa Deique affectiones comprehendere debet et nihil aliud. (L’intelletto in atto finito o in atto infinito deve comprendere gli attributi di Dio e le modificazioni di Dio e niente altro)

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Foglio Spinoziano

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Mar 19, 2009, 7:01:18 AM3/19/09
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
In questa proposizione l'intelletto in atto (mi sembra che questa sia
una vecchia terminologia della scolastica o addirittura da Aristotele)
entra in gioco per spiegare il rapporto tra i modi e la sostanza?
ciao

jesko

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Mar 27, 2009, 12:21:21 PM3/27/09
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
A questo proposito si potrebbe obiettare in che modo l'intelletto
possa comprendere gli attributi. Gli attributi non sono in realtà che
modi
del pensiero astratto? E che l'essenza della Sostanza non sia
costituita
da tali modi?

On Mar 19, 12:01 pm, Foglio Spinoziano <fogliospinozi...@gmail.com>
wrote:

jesko

unread,
Mar 27, 2009, 12:25:38 PM3/27/09
to Foglio Spinoziano - gruppo di discussione
Spinoza ha il grande merito di aver compreso i limiti della ragione.
un modo è l'espressione certa e determinata...
ma l'esprimere è determinato?

No!

Quindi stabilire i limiti di ciò che non è limitato se non da se
stesso.
La ragione limita se stessa ma è non limitata da altro.
Questa è anche la potenza della Ragione. La ragione scopre di avere
solo se stessa come limite.
Le idee sono finite rispetto alla corporeità?

No!

Ciao

On Mar 19, 12:01 pm, Foglio Spinoziano <fogliospinozi...@gmail.com>
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