Cartesio (sopravvalutato come filosofo) che amava fare
la guerra e la matematica era in errore.
Ma a mio parere non lo dice solo Antonio Damasio in
l'Errore di Cartesio.
Cartesio era in errore perché si era limitato
a due sole sostanze senza tenere conto
così della trascendenza. Anche se per lui
la trascendenza era la divinità e quindi
la res cogitans.
Spinoza va oltre, capisce che ci può essere
qualcosa di incommensurabilmente diverso
e che neppure siamo capaci di immaginare.
Da qui la necessità allora di dare infiniti attributi
alla sostanza e non solo le due res.
La sostanza però è qualcosa di unitario, è l'essere
in quanto tale.
Tutto quello che potenzialmente potrebbe
realizzarsi o si è realizzato è sostanza è l'essere.
A noi sfuggono gli infiniti attributi eppure
per comprendere perché questo universo
è un vero mistero dobbiamo capire
che c'era la POSSIBILITA' di averlo completamente
diverso da come è.
Ma diverso da COSA?
Cosa poteva essere e non è stato?
Certamente non una configurazione
diversa di atomi e molecole.
Non una configurazione diversa di spazio
e tempo e cose del genere.
Ma una diversità tale che neppure
siamo capaci di immaginarla.
Da qui allora la necessità degli infiniti
attributi alla sostanza.
Dei quali attributi siamo capaci
di conoscerne solo due ma nulla
vieta che ve ne siano altri che non siamo
capaci di percepire.
Oppure che non siamo capaci di capire, comprendere.
E' un dato di fatto tuttavia che questo universo
c'è, esiste e non sappiamo il perché c'è
ed è esattamente così come ci si presenta.