Un'altro aspetto che io stesso ho sottovalutato
è la storicità del mistero.
Noi umani sul pianeta ci siamo evoluti sia biologicamente
che culturalmente.
Questo significa che non siamo gli stessi di duemila
anni fa e neppure quelli di centomila anni fa.
Tuttavia la *percezione* del mistero c'era
anche allora, ma veniva a manifestarsi
con modalità diverse.
Le diverse "forme" di religione che risalgono a migliaia
di anni fa ne sono un esempio.
Le varie divinità (anche se non tutte) stanno lì
a simboleggiare esattamente questo mistero.
____LA DIVINITA' COME TRAMITE____
La divinità è percepita come un tramite
tra il mistero e l'essere umano.
Ancora oggi il credente non si chiede
perché è passata all'esistenza
questa divinità e non un'altra.
Non se lo chiede perché avverte
in certo senso la inutilità di tale domanda.
Per cui si preferisce immaginare che la divinità
in qualche modo (misterioso per noi umani)
sia a conoscenza di tutto, compreso il mistero.
Ma se la divinità conosce tutto, è onnisciente,
(per la divinità non ci sono misteri) ecco che
la divinità diventa tramite tra il mistero
e gli esseri umani.
___BYPASSARE LA DIVINITA' _____
Andare oltre la divinità significa due cose.
La prima è quella di non riconoscere alcuna entità
capace di spiegare tutto, cioè onnisciente.
Il mistero è talmente profondo, fitto, che nessuna
entità può in qualche modo annullarlo e cioè
evitarlo.
Per arrivare a questo però ci sono una serie
di passaggi logici che non sempre si trovano
nei libri spiegati passo passo.
Andare oltre la divinità significa
anche una seconda cosa e cioè
prendere su se stessi la responsabilità
di questa scelta.
Cioè rendersi conto che si è fatta
una scelta razionale ed emotiva e che
non c'è nessun medium tra l'individuo
ed il mistero stesso.
A questo livello si ha bisogno di una serie
di conferme che vanno oltre l'ambito razionale.
Deve cioè subentrare anche il correlato emotivo
che conferma tale scelta, altrimenti si rischia
di rimanere nel dubbio.
E' un po' come quando si fa una moltiplicazione
con grandi numeri. Dopo aver fatto
più volte i calcoli ci si convince che il risultato
è quello e si prova anche una certa
soddisfazione nell'averlo raggiunto.
Poi però passati mesi e anni si DIMENTICA
il risultato raggiunto e COME (cioè i passaggi
logici) che ci si è arrivati.
Quindi arriva il dubbio!
Ma in realtà si tratta di DIMENTICANZA.
Come fare allora affinché una banale
dimenticanza non si trasformi
in dubbio?
La soluzione è il correlato emotivo.
Nel mentre è facile dimenticare il risultato
ed i passaggi logici sarà ben difficile
dimenticare il correlato emotivo.
Cioè ci si ricorda di aver provato
una certa emozione.
Non è che poi questa emozione
la si possa ricordare, RIVIVERE.
Ma ci si *ricorda* di AVER PROVATO
l'emozione.
Anni fa ho avuto un mal di testa?
Si, mi ricordo!
Ma nel mentre mi ricordo provo
quel mal di testa?
Fortunatamente no!
Però ho certezza di quell'evento
che è realmente avvenuto.
Ed è questa certezza che poi
fa si che il mistero dell'essere
si trasformi in qualcosa
di percepibile in qualcosa
che posso ricordare.
p.s. MI fermo, al momento
non continuo:)
Ora vediamo, se qui arriva qualcuno interessato
nelle prossime settimane, io continuo.
Altrimenti mi toccherà scrivere un libro
che aiuterà qualche allievo potenziale:)