Cosa è il mistero dell'essere?

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Giovanni Gianni

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Feb 16, 2024, 11:42:54 AM2/16/24
to La Filosofia
Per capire a fondo cosa è questo mistero dell'esistenza
non basta solo il ragionamento.
Bisogna anche esperire, cioè provare
la relativa emozione che la "percezione" di questo
mistero è in grado di provocare.

Solo la percezione del mistero potrà provocare
la relativa emozione. E solo questa emozione
potrà dare certezza di questo mistero e soprattutto
della sua essenza.

E' come quando si parla di amore e lo si descrive.
E' chiaro che siamo in grado di comprendere
di cosa si tratta. Ma solo la percezione
dell'amore come sentimento fatto proprio
ci fa poter dire di aver capito cosa è l'amore.

_____LA INIZIAZIONE AL MISTERO DELL'ESISTENZA_____

Negli anni mi sono convinto che questo mistero
lo si può comunicare in termini razionali ma per
farlo *percepire* si ha bisogno di essere iniziati
da qualcuno. 
Questo qualcuno diventerà quindi un maestro
per colui che viene aiutato.

____MAESTRO E ALLIEVO_____

La relazione tra maestro e allievo si fonda
sulla reciproca fiducia.
C'è da parte dell'allievo fiducia nel maestro
e che questo possegga abilità e conoscenze
che l'allievo non possiede.

Questo atto di fiducia permette all'allievo
di seguire passo passo le indicazioni del maestro.
Ma tali indicazioni *coinvolgono* l'allievo.

L'allievo quindi deve entrare in sintonia col maestro,
deve essere egli stesso un futuro maestro.

La sintonia tra maestro ed allievo funziona
al massimo livello solo quando l'allievo
è un potenziale maestro.

Detto altrimenti, non tutti possono essere
allievi!
Un po' come suonare il pianoforte.
Non tutti possono andare dal maestro
e imparare, bisogna essere predisposti,
avere cioè delle caratteristiche innate.
Se queste caratteristiche mancano,
non sarà possibile procedere.



Prima Idea

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Feb 16, 2024, 2:45:57 PM2/16/24
to La Filosofia

ideaprima 

un detto sapienziale dice :

"Quando l'allievo e' pronto arriva il Maestro".
A me successe esattamente questo.
Questa considerazione apre a molte considerazioni, 
interessantissime. 

Giovanni Gianni

unread,
Feb 18, 2024, 7:28:40 AM2/18/24
to La Filosofia
Il giorno venerdì 16 febbraio 2024 alle 20:45:57 UTC+1 ideap...@googlemail.com ha scritto:

ideaprima 

un detto sapienziale dice :

"Quando l'allievo e' pronto arriva il Maestro".
A me successe esattamente questo.
Questa considerazione apre a molte considerazioni, 
interessantissime. 

Un'altro aspetto che io stesso ho sottovalutato
è la storicità del mistero.
Noi umani sul pianeta ci siamo evoluti sia biologicamente
che culturalmente.
Questo significa che non siamo gli stessi di duemila
anni fa e neppure quelli di centomila anni fa.
Tuttavia la *percezione* del mistero c'era
anche allora, ma veniva a manifestarsi
con modalità diverse.

Le diverse "forme" di religione che risalgono a migliaia
di anni fa ne sono un esempio.
Le varie divinità (anche se non tutte) stanno lì
a simboleggiare esattamente questo mistero.

____LA DIVINITA' COME TRAMITE____

La divinità è percepita come un tramite
tra il mistero e l'essere umano.

Ancora oggi il credente non si chiede
perché è passata all'esistenza
questa divinità e non un'altra.
Non se lo chiede perché avverte
in certo senso la inutilità di tale domanda.

Per cui si preferisce immaginare che la divinità
in qualche modo (misterioso per noi umani)
sia a conoscenza di tutto, compreso il mistero.

Ma se la divinità conosce tutto, è onnisciente,
(per la divinità non ci sono misteri) ecco che
la divinità diventa tramite tra il mistero
e gli esseri umani.

___BYPASSARE LA DIVINITA' _____

Andare oltre la divinità significa due cose.
La prima è quella di non riconoscere alcuna entità
capace di spiegare tutto, cioè onnisciente.

Il mistero è talmente profondo, fitto, che nessuna
entità può in qualche modo annullarlo e cioè
evitarlo.
Per arrivare a questo però ci sono una serie
di passaggi logici che non sempre si trovano
nei libri spiegati passo passo.

Andare oltre la divinità significa
anche una seconda cosa e cioè
prendere su se stessi la responsabilità
di questa scelta.
Cioè rendersi conto che si è fatta
una scelta razionale ed emotiva e che
non c'è nessun medium tra l'individuo
ed il mistero stesso.
A questo livello si ha bisogno di una serie
di conferme che vanno oltre l'ambito razionale.
Deve cioè subentrare anche il correlato emotivo
che conferma tale scelta, altrimenti si rischia
di rimanere nel dubbio.

E' un po' come quando si fa una moltiplicazione
con grandi numeri. Dopo aver fatto
più volte i calcoli ci si convince che il risultato
è quello e si prova anche una certa
soddisfazione nell'averlo raggiunto.

Poi però passati mesi e anni si DIMENTICA
il risultato raggiunto e COME (cioè i passaggi
logici) che ci si è arrivati.
Quindi arriva il dubbio!
Ma in realtà si tratta di DIMENTICANZA.

Come fare allora affinché una banale
dimenticanza non si trasformi
in dubbio?
La soluzione è il correlato emotivo.
Nel mentre è facile dimenticare il risultato
ed i passaggi logici sarà ben difficile
dimenticare il correlato emotivo.

Cioè ci si ricorda di aver provato
una certa emozione.
Non è che poi questa emozione
la si possa ricordare, RIVIVERE.
Ma ci si *ricorda* di AVER PROVATO
l'emozione.

Anni fa ho avuto un mal di testa?
Si, mi ricordo!
Ma nel mentre mi ricordo provo
quel mal di testa?
Fortunatamente no!
Però ho certezza di quell'evento
che è realmente avvenuto.

Ed è questa certezza che poi
fa si che il mistero dell'essere
si trasformi in qualcosa
di percepibile in qualcosa
che posso ricordare.

p.s. MI fermo, al momento
non continuo:)
Ora vediamo, se qui arriva qualcuno interessato
nelle prossime settimane, io continuo.
Altrimenti mi toccherà scrivere un libro
che aiuterà qualche allievo potenziale:)

Prima Idea

unread,
Feb 18, 2024, 8:12:22 PM2/18/24
to La Filosofia
Il giorno domenica 18 febbraio 2024 alle 19:28:40 UTC+7 giannigi...@gmail.com ha scritto:
Il giorno venerdì 16 febbraio 2024 alle 20:45:57 UTC+1 ideap...@googlemail.com ha scritto:

ideaprima 

un detto sapienziale dice :

"Quando l'allievo e' pronto arriva il Maestro".
A me successe esattamente questo.
Questa considerazione apre a molte considerazioni, 
interessantissime. 


 giannigi
Un'altro aspetto che io stesso ho sottovalutato
è la storicità del mistero.
Noi umani sul pianeta ci siamo evoluti sia biologicamente
che culturalmente.
Questo significa che non siamo gli stessi di duemila
anni fa e neppure quelli di centomila anni fa.
Tuttavia la *percezione* del mistero c'era
anche allora, ma veniva a manifestarsi
con modalità diverse.


ideaprima
 
ma riferendomi alla magia (specie se con la Maiuscola)
io non intendo riferirmi al mistero... e neppure a divinita'.
Semmai a qualita' ben precise e necessarie a date realizzazioni.
E vorrei  chiarire pure che il senso del mistero, cui tu alludi, e'
oggigiorno ormai irrimediabilmente sparito... andato a fottersi.
E pero'... per l'operare in magia non necessita certamente il 
mistero, anzi. Servono altre qualita''... e  sono di certo non comuni,
anche perche' ci si deve dedicare una vita per temprarcisi, e una
volonta' del tutto particolare ...,  certamente NON quella comune e 
scambiata per tale. .... E altro.


giannigi
ideaprima

ma.... pure riguardo  " alle divinita'".....
E' stato scambiato per divinita' di tutto e di piu',
mettendo di tutto, ed il divino pure, in uno stesso
calderone senza senso.
Oggi se ne e' perso completamente il senso antico,
che riguardava una dimensione umana interiore di
apertura al Mistero in un certo senso solo panteista,
in immersione nella natura e negli elementi e spiriti
della natura... nel suo humus con cui veniva impregnato 
pure il cielo.. ... e quanto di misterioso inquietava o
estasiava di entrambi.... terra e cieli.... ed elementi loro.
Chimiche, alchimie, panteismo.... e misteri.
Oggigiorno hanno dissacrato la natura.... e con essa pure
il senso che il divino assume per l'essere umano nella natura
ancora incontaminata.... e ad esso hanno sostituito oggetti 
inaanimati cui vendere l'anima per acquistarli. 
Non so quale "divino" ci trovi in questo.
Ma..... dovresti pure saper discernere tra "memorizzare" e ricordare,
poiche' pure tra queste due cose c' e' di mezzo il "sentire".
Se ti auguri di non rivivere certi mal di testa e' perche' in te li senti ancora
... stanne certo!...... ma rifiuti di varcare ancora quella loro soglia di allora,
potendotelo ora permettere... cosi' da non doverteli rivivere nel loro contesto
ora da te relegato in quelle loro coordinate spazio/temporali che ti puoi evitare.

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