Dalla trascendenza alla totalità

12 views
Skip to first unread message

Giovanni Gianni

unread,
Mar 25, 2025, 6:44:00 AM3/25/25
to La Filosofia
Anche nel caso della metafisica c'è
una sorta di etnocentrismo dovuto
al soggetto che indaga.
Il soggetto si colloca nell'immanente
per cui è da qui che parte per provare
a giungere al trascendente e quindi
comprendere la totalità.

Tuttavia cronologicamente è bene
partire dal trascendente per giungere
all'immanente e quindi al soggetto
stesso.

____LE ORIGINI DEL TRASCENDENTE_____

Noi riusciamo a pensare ad un passato
infinito, una assenza di inizio che al tempo
stesso ci è sconosciuto. Sconosciuto
e tuttavia ci deve essere in quanto
si tratta di cercare le cause da cui
tutto poi discende.
Queste cause però le troviamo in un passato
infinito. Un passato infinito
è fuori dalla nostra portata conoscitiva
per cui ci trascende.
Ed è esattamente in questo passato
che si trova la dimensione trascendente
e per noi incomprensibile.

Possiamo risalire indietro a piacimento
per miliardi di anni o migliaia di miliardi
di anni e anche oltre ma capiamo
solo che non troviamo un inizio.

Tuttavia possiamo perfino immaginare
la eterna presenza dello spazio vuoto
e poi d'improvviso la comparsa
della materia.

____L'INIZIO DELLA IMMANENZA____

Il trascendente via via che arriviamo
ai nostri giorni si trasforma, per gradi,
in immanente per dare luogo
quindi alla totalità.
Possiamo dire che l'immanenza
inizia a manifestarsi con la materia
a noi ben nota. Una materia
che resiste da miliardi di anni
e tuttavia non sappiamo da dove
sia venuta fuori e perché sia venuta
fuori.
In questo modo lo stesso spazio vuoto
grazie alla presenza della materia
al suo interno diventa immanente
perché circonda la materia stessa
e ne fa parte.
Lo spazio vuoto quindi è sia trascendente
(riguardo al suo passato infinito)
che immanente riguardo al suo stare
con la materia.

____LA TOTALITA'_____

Nel dualismo tra trascendente
e immanente si rischia di perdere
di vista la totalità e cioè l'insieme
di immanente e trascendente.
Si rischia cioè soprattutto di trascurare
l'immanente e di vederlo come
meno interessante. In realtà
l'immanente ci è estremamente
familiare ed è proprio questa familiarità
che ce lo fa vedere come immanente
cioè come opposto al trascendente.

Mentre il trascendente è estremamente
sconosciuto e misterioso, l'immanente
è il suo opposto e cioè estremamente
familiare. La familiarità non implica
una conoscenza approfondita e razionale.
Anche un bambino di tre anni conosce
lo smartphone ma cosa significa
conoscere lo smartphone
che si tocca ogni giorno?
Significa capire come è stato
costruito e come funziona al suo
interno? Significa conoscere
la storia delle conoscenze
che hanno portato alla costruzione
di questi oggetti?
In realtà conoscere (per il bambino)
lo smartphone significa toccarlo,
percepirlo coi sensi.
Ma questa non è la conoscenza
propriamente detta è invece
familiarità, consuetudine.

Pensare all'insieme di trascendente
e immanente ci porta a pensare alla
totalità. Una parte di questa
totalità ci è però estremamente
familiare ma non per questo
la conosciamo. Spesso si tratta
di conoscenza superficiale
o approssimativa. L'immanente
è percepibile coi sensi, diventa
familiare, si può perfino immaginare
ma mai comprendere fino
in fondo. Questo perché la materia
stessa di cui l'immanente è composto
proviene da una realtà trascendente.


Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages