Purtroppo non basta ragionare sul mistero dell'universo per
comprenderlo.
I ragionamenti, le riflessioni sono fondamentali ma il tutto rimane
a livello razionale.
A questo livello però è come quando si ipotizza l'esistenza di qualcosa
ma mai lo si va a vedere a verificare a sperimentare.
La contemplazione quindi non è altro che andare a vedere e quindi
a sperimentare cosa è questo mistero dell'esistenza.
____LA RAGIONE ALLA PRESE COL MISTERO DELL'ESISTENZA_____
Ci vogliono tante ore, tanti giorni e spesso anni, per giungere a meditare
su questo mistero in modo organico e compiuto. La meditazione
(cioè una serie di riflessioni, di ragionamenti ecc) è fondamentale
per costruire il mistero stesso.
Costruirlo a partire dai dati della esperienza. L'esperienza del mondo
circostante come lo studio delle leggi di natura, come l'osservazione
dell'universo per quanto è possibile osservare coi nostri sensi.
Questa serie di ragionamenti ci fanno via via pervenire ad una serie
di domande sulla esistenza dell'universo inteso come totalità.
Chiedersi da dove sia originato il tutto è la domanda essenziale.
Ma a questa domanda bisogna sforzarsi di rispondere
e per farlo c'è bisogno di studiare tutte le conoscenze
che abbiamo a disposizione.
C'è sempre il rischio di pensare che altri conoscono le risposte
a queste domande e quindi di non impegnarsi in prima persona.
Da bambini ci hanno abituati al fatto che alle nostre domande
sanno rispondere gli adulti. Ci hanno abituato che certe risposte
le possiamo capire solo dopo che siamo cresciuti e diventati
capaci di capire.
Ci hanno abituato a pensare che le risposte le hanno
i sapienti, i religiosi, gli scienziati e quindi non bisogna
fare altro che studiare per avere tutte le risposte.
Tuttavia questo è vero solo in parte. Tante risposte
non le ha nessuno. Ed è qui che arriva il problema
e cioè bisogna prendere consapevolezza che
certe risposte sono il frutto di una fede e non
di ragionamenti logici.
Oppure a certe domande la risposte semplicemente
non c'è.
_____PERCHE' ESISTE IL DIO CREATORE_____
Il credente non si pone questo genere di domanda
che sarebbe essenziale per fargli capire che in realtà
quella divinità non esiste ed è solo una teoria
non confermata.
Questo universo poteva non esistere e tuttavia
esiste.
Questo universo poteva essere diverso da come è
e tuttavia è come lo conosciamo.
Poteva essere fatto solo di spazio vuoto ma c'è anche
la materia.
Poteva essere fatto diversamente, per esempio
senza spazio vuoto e senza materia ma di pure
entità spirituali. E tuttavia c'è spazio vuoto e materia.
Noi non sappiamo rispondere a queste domande
perché c'è un tempo passato infinito che non siamo
in grado di esplorare.
Il credente inoltre (visto che pensa ad un dio creatore)
dovrebbe chiedersi perché c'è un dio creatore
piuttosto che una entità diversa.
Perché dio è esattamente come viene raccontato
e non diverso.
Ecco, in questo modo il credente si pone davvero
difronte ad una domanda a cui non riesce a rispondere
e per rispondere non può usare più la divinità stessa.
Infatti la stessa divinità non è in grado di rispondere
a tale domanda.
Non c'è nulla del genere nei testi sacri dove
la divinità si pone questa domanda ed è in grado
di dare la risposta.
Tale domanda la divinità non se la pone perché
non è in grado di darsi la risposta, quindi
neppure mette a conoscenza il lettore
di tale problema per il semplice
fatto che non si pone tale problema.
____GLI ESSERI UMANI SONO SUPERIORI ALLA DIVINITA' ?
Noi esseri umani siamo capaci di porci questa domanda
e cioè sappiamo chiedere perché esiste questo
universo e non un altro o nulla.
La divinità questa domanda non se la sa porre.
E tuttavia si continua a pensare a questa divinità
come ad un essere superiore agli umani.
Ma la vera risposta è che quella divinità è pura invenzione
di menti umani che avevano bisogno di spiegarsi
l'ordine dell'universo. Quindi pensarono alla esistenza
di una divinità intelligente capace di creare e porre
in essere un universo ordinato.
Se si trattasse davvero di una divinità superiore
agli umani ecco che certe domande verrebbero
poste anche se non troverebbero la risposta.
Ma queste domande non vengono poste.
Ed è qui esattamente che la riflessione filosofica
supera quella religiosa perché capace
di elaborare concetti che il religioso non elabora
col suo credo.
Il credo religioso è meglio di nulla ma è pur
sempre limitato.
____LA DIVINITA' NON E' MISTERIOSA____
Per quanto i religiosi si siano sforzati, la divinità in definitiva
non rimane davvero misteriosa.
La divinità è paradossalmente conosciuta, nota.
Si dice che dio esiste e che ha creato questo universo
per determinati motivi.
Ma in questo non c'è nessun mistero, ci sono domande
e precise risposte.
Ovviamente la divinità non la si conosce con gli organi
di senso ma al tempo stesso la si conosce dal punto
di vista razionale.
____CONTEMPLARE LA DIVINITA'_____
Contemplare la divinità non è difficile perché bisogna
provare ad immaginare una entità creatrice e che
esiste da sempre.
E' qualcosa di talmente antropomorfo che è facile
farsene una immagine mentale e pregarla.
Una volta che ci si convince della sua esistenza
e del fatto che possa ascoltare chi prega
ecco che sarà facilissimo contemplarla.
La facilità della contemplazione è dovuta
al fatto che si tratta di una entità antropomorfa
facile da immaginare.
Ma alla fine non si fa una vera esperienza
del mistero. Tuttavia il vantaggio è che
la contemplazione è più semplice
e anche più intensa.
Tuttavia non si va oltre, si rimanda tutto
ad una futura vita dopo la morte
per trovare poi certe risposte ulteriori.
_____LA CONTEMPLAZIONE DEL MISTERO DELL'ESISTENZA____
Questa contemplazione arriva solo dopo aver elaborato
razionalmente il mistero stesso. Cioè lo si elabora si crea
una immagine mentale ed è tale immagine (fatta di concetti)
che si andrà poi a contemplare.
Questa contemplazione provocherà delle emozioni talmente
forti, tali che assicurano della esistenza del mistero stesso.
Ovvero si ha una sorta di certificazione del fatto che
il mistero è davvero tale e non una mancanza
di conoscenza.
Il mistero diventa tale quando si comprende a fondo
che non è possibile trovare le risposte.
Non è un difetto di conoscenza.
Non si tratta di aspettare perché poi un giorno
si riuscirà a trovare la risposta
Si tratta di capire che ad un certo punto
la risposta non c'è. Ma non c'è perché
c'è un mistero.
Questo mistero però va esperito e cioè contemplato
e solo così ci si può accertare della sua esistenza.