la nonviolenza laica e femminista di Barbara Deming - per la ricerca di maschilità non guerriere

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to fermiamo-il-...@googlegroups.com, semprecont...@googlegroups.com, no-nuclear...@googlegroups.com, NO ENERGIE DI GUERRA
CARE AMICHE CARI AMICI
Rinnovo a tutte/i l'invito ad essere presenti attivamente al nostro incontro online del 12 luglio...
Alfonso Navarra - Disarmisti esigenti - www,disarmistiesigenti.org - cell. 340-0736871
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Disonorare la guerra: la logica della vita contro la logica della spada

https://www.disarmistiesigenti.org/2026/07/03/spadaesigillo/

 
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Ecco altro materiale che consideriamo come preparatorio all'incontro online del 12 luglio sulle maschilità alternative di pace.

Da disarmisti esigenti per la nonviolenza poietica e la terrestrità, invitando Marco Deriu e l'Associazione Maschile plurale-  lo abbiamo organizzato domenica 12 luglio 2026, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, sul libro "DISONORARE LA GUERRA", curato dalla citata Associazione ed edito da Multimage.

Ecco il link per partecipare all'incontro del 12 luglio su piattaforma Zoom:

https://us06web.zoom.us/launch/edl?muid=b6722eca-1bff-4b0a-b8b9-961e2b4cac76

 
La nonviolenza poietica che proponiamo non è passività. È capacità di fare un mondo altro, atto creativo che si oppone alla distruzione. 
La riconciliazione tra uomo e natura è esercizio di nonviolenza poietica. Smettiamo di essere proprietari della terra per diventare custodi dell’ecosistema. La pace, in questo senso, è una costruzione materiale. Si disarma la spada ogni volta che si sottrae una risorsa al mercato della predazione per restituirla alla cura comune. La terrestrità è il superamento del confine. 
La terrestrità dei Disarmisti esigenti è la negazione radicale di quel passaggio. Se lo Stato nasce per gestire i vinti dentro un recinto, la terrestrità è il movimento opposto. È l’essere foglie della stessa foresta. 
L’idea di una Costituzione della Terra diventa allora la risposta politica più netta. È il superamento dei sigilli nazionali e proprietari a favore di un ordine fondato sull’interdipendenza vitale. Non c’è bisogno di difendere una risorsa se quella risorsa è parte di un sistema di cui anche noi facciamo parte.
Qui si apre il nodo delle maschilità alternative, tema dell’incontro del 12 luglio. La critica non dovrebbe rivolgersi al maschio in quanto sesso, ma al guerriero in quanto funzione. 
L’incontro può lanciare una obiezione di massa, una diserzione dalla funzione guerriera. 
Il simbolico femminile della relazione è il motore del nuovo sigillo, quello della cura, nel "potere con", che sostituisce il sigillo del potere, il "potere su". 
Agli "uomini" diciamo che essere maschi oggi significa obiettare alla funzione di guardiani del bottino. Non siamo meno uomini. Siamo terrestri che scelgono la foresta invece del recinto. 
Il campo di battaglia teorico diventa chiaro. La scienza antropologica dimostra che la guerra non è un destino, ma una tecnologia di bottino nata dal recinto. La nonviolenza indica che la via d’uscita è poietica. Disarmare subito quello che si può e creare forme di vita che rendano la spada obsoleta. 
La pratica, con Maschile Plurale, propone che il nuovo maschile sia l’atto concreto di chi, nato maschio dentro il simbolico della spada, obietta e diserta dal ruolo di predatore e guardiano per abbracciare la terrestrità. Se la proprietà è storicamente un bottino, la storia non è tanto una lotta tra sessi, ma una lunga guerra tra la logica della spada e la logica della Terra/Vita.
 
Disarmare la spada è l’unica condizione perché la "proprietà" possa trasformarsi in "custodia".
 
Sopra una citazione ispirata a Barbara Deming*, autrice da scoprire in Italia (per quello che ci risulta non esistono suoi libri tradotti), che possiamo considerare interessante per Maschile Plurale e per tutte le amiche e gli amici della nonviolenza.
 
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*Barbara Demingper questa "storica" femminista lesbica statunitense la nonviolenza è “androgina”: unisce autoaffermazione e cura, aspetti che il patriarcato ha separato in “maschile” e “femminile”. Sostiene che il genere è l’opposizione originaria: la costruzione dell’“Altro” è la fonte di tutte le violenze. Per eliminare la violenza occorre sfidare la menzogna del patriarcato: che le donne non appartengono a sé stesse. La sua strategia nonviolenta femminista rifiuta il concetto di “nemico”. Usa due leve insieme: pressione che costringe l’avversario a fare i conti con la propria coscienza, e riconoscimento della comune umanità. È “un equilibrio tra autoaffermazione e rispetto degli altri”.  Scritti principali: Prison Notes, 1966, sull’esperienza in carcere ad Albany, Georgia durante la marcia Quebec-Guantanamo; Revolution and Equilibrium, 1971; We Cannot Live Without Our Lives, 1974. Dirige anche la rivista Liberation, prima direttrice donna.
 
 
 
 
Ira Chernus
PROFESSORE DI STUDI
RELIGIOSI UNIVERSITÀ DEL COLORADO A BOULDER

NONVIOLENZA AMERICANA:

LA STORIA DI UN'IDEA

 

Gli attacchi dell'11 settembre 2001 e la risposta degli Stati Uniti spinse la spirale della violenza sempre più in alto. Sono possibili risposte non violente. Ora è più importante che mai considerare alternative non violente. Nonviolenza significa molto più che semplicemente "porgere l'altra guancia passivamente". Significa trovare modi attivi, positivi e creativi di vivere. C'è un intellettuale ricco Patrimonio della nonviolenza, e gran parte di questo patrimonio ha avuto origine qui negli Stati Uniti. Promuovere la consapevolezza di tale patrimonio e gli sforzi per arricchire Ho scritto un libro introduttivo sulla storia dell'idea della nonviolenza negli Stati Uniti. American Nonviolence: The History of An Idea è ora disponibile da Orbis Libri.

Indice:

Introduzione

Gli anabattisti

I Quaccheri

William Lloyd Garrison e gli abolizionisti

Henry David Thoreau

Gli anarchici

Prima Guerra Mondiale: Il Punto di Svolta Cruciale

Mahatma Gandhi

Reinhold Niebuhr

A. J. Muste

Dorothy Day e il Catholic Worker

Martin Luther King, Jr.

Barbara Deming

Thich Nhat Hanh

Conclusione

Bibliografia

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