DISONORARE LA GUERRA POSSIBILMENTE EVITANDOLA (da parte di Alfonso Navarra - www,disarmistiesigenti.org - cell. 340/0736871)
TESTO COMPLETO AL LINK: https://obiezioneallaguerra.webnode.it/l/disonorarelaguerraevitandola/
Alcune considerazioni sulla necessità di evitare la guerra verso cui, da italiani ed europei, ci stanno coinvolgendo in modo diretto (i gazawi rischiamo di diventarlo proprio noi!) possono essere aggiunte in preparazione del webinar del 12 luglio 2026, incentrato sulla discussione del libro "DISONORARE LA GUERRA", a cura di MASCHILE PLURALE.
La priorità "oggettiva" che abbiamo sempre individuato è la DENUCLEARIZZAZIONE; ma esiste una priorità "soggettiva" da coltivare, focalizzabile sul TAGLIO DELLE SPESE MILITARI. Essa deriva dal fatto inoppugnabile che esiste una precisa volontà maggioritaria della massa "tiepida" della comunità nazionale, cui pure da "cittadini terrestri", nel settore delle "avanguardie calde", apparteniamo (e ci sentiamo convintamente interni e solidali ad essa).
L'opinione pubblica che si riconosce nel tricolore della Repubblica italiana, votante o non votante, orientata a destra, a sinistra o al centro, giovane o anziana, maschile, femminile o quanto altro, tutto il nostro "popolo", insomma, non vuole "nostre" politiche di riarmo, di militarizzazione, di complicità in massacri ovunque nel mondo.
Obiettare all'immaginario patriarcale che nutre il consenso bellico comporta, a nostro avviso con logica stringente, anche darsi da fare per evitare innanzitutto che il nostro "prossimo" localizzato, vicino, compartecipe dello stesso patto politico espresso dalla Costituzione italiana, sia tradito nella sua profonda aspirazione ad una vita tranquilla, pacifica e di progresso materiale e relazionale.
L'incontro si terrà dalle ore 18:00 alle ore 20:00 e per partecipare ecco il link su piattaforma Zoom:
L'editoriale di Avvenire del 7 aprile evidenzia come l'opinione pubblica italiana rifiuti il riarmo, mentre Lucio Caracciolo su Repubblica del 16 giugno avverte del rischio concreto di finire coinvolti in una guerra globale, tra Ucraina e Medio Oriente. La dottrina russa dell' "Escalate to de-escalate" e lo schieramento di testate nucleari in Bielorussia rendono la minaccia atomica un'opzione politica gestibile, trasformando la deterrenza in un ricatto costante.
Di fronte a tale scenario, occorre unire l'imperativo oggettivo della denuclearizzazione (rimozione delle testate USA in Italia) alla necessità soggettiva popolare di ridurre le spese militari.
Proposte d'azione:
Mobilitazione permanente: superare la protesta episodica con un'azione diretta e radicata nei territori, presidiando le basi militari per trasformare la minaccia bellica in un tema di sicurezza pubblica locale.
Unificazione degli obiettivi: collegare in modo tangibile il disarmo alla giustizia sociale, dimostrando che le risorse sottratte al welfare per il riarmo alimentano l'apocalisse e negano il futuro.
Nuovo linguaggio umanista: adottare una comunicazione empatica basata sulla "Terrestrità", presentando la denuclearizzazione come un atto di alto patriottismo/matriottismo; e soprattutto di cittadinanza globale.
Non serve più "fare accademia", ma agire: porre il disarmo come condizione necessaria per la sopravvivenza è il ponte indispensabile per trasformare la paura diffusa in un movimento per la pace inarrestabile.