Aggiornamento del 6 luglio 2026
Ripartiamo da quanto deciso nell'incontro del 15 maggio 2026.
E salutiamo con favore la scelta del sindaco di Capaci di sostenere il diritto dei giovani che hanno compiuto 17 anni a rifiutare l’iscrizione automatica alle liste di leva. Ma questo segnale positivo rischia di restare isolato.
I governi europei, di segno opposto, vanno nella direzione contraria:
prevedono, già nei prossimi anni, lo scontro diretto tra UE e Russia e per questa preparazione al combattimento spingono a un riarmo massiccio e a una militarizzazione profonda.
Tra le misure in campo c’è anche il ritorno a forme ambigue di servizio militare obbligatorio. La "guerra mondiale a pezzi", come la chiamava Papa Francesco, si sta generalizzando e avvicinando alle nostre vite. Di fronte a questo, l’obiezione di coscienza di massa non è più un gesto simbolico.
È una risposta etica e politica necessaria e urgente.
Esistono già movimenti importanti - dal Movimento Nonviolento a Emergency, dall'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole ad altri - che, al pari di noi, chiedono di dichiarare pubblicamente la propria opposizione alla guerra.
Tuttavia non sempre mettono al centro la difesa civile e non armata, prevista e garantita dall’articolo 11 della Costituzione.
Nutriamo dubbi che la Legge di iniziativa popolare, lanciata dalla Rete italiana Pace e Disarmo, che pure si propone UN'ALTRA DIFESA POSSIBILE, lo faccia in modo adeguato.
Altri invece scivolano nell’estremismo: invocano la diserzione di massa con parole roboanti, ma dimenticano che esistono conquiste giuridiche a cui è giusto e utile "aggrapparci".
Noi rivendichiamo quelle conquiste.
Serve anche un richiamo alle Chiese, abituate all’obbedienza storica alle autorità.
Chiediamo loro di prendere esempio da Don Milani e di stare più diffusamente dalla parte di chi dice no.
L’obiezione oggi deve essere plurale:
obiezione professionale, bancaria, alla ricerca scientifica militare.
E anche obiezione ALGORETICA, come sollecita la MAGNIFICA HUMANITAS di Papa Leone XIV.
Tutte queste forme vanno presentate e praticate come scelta di OBBEDIENZA COSTITUZIONALE. E vanno collegate ad un impegno internazionale.
Per non lasciare soli, ma sostenere, gli obiettori di coscienza russi, ucraini, israeliani, palestinesi e di ogni altro paese in guerra.
Per questo ribadiamo la richiesta del 15 maggio 2026:
vogliamo un Albo Pubblico Nazionale di chi dice NO alla guerra e SÌ alla difesa nonviolenta, dentro il modello di difesa difensiva compatibile con la Costituzione italiana.
E ci muoviamo per dare respiro europeo a questo sforzo, in sintonia con la volontà di pace dei popoli.
Alfonso Navarra - coordinatore dei Disarmisti esigenti (cell. 340-0736871)