La base della discussione è il libro collettivo, pubblicato da Multimage, "DISONORARE LA GUERRA"
Per partecipare ecco il link su piattaforma Zoom:
https://us06web.zoom.us/launch/edl?muid=b6722eca-1bff-4b0a-b8b9-961e2b4cac76
Oltre la Spada e il Cerchio – contro la logica del dominio (riflessione di Alfonso Navarra www.disarmistiesigenti.org cell. 340-0736871)
La questione centrale di questa riflessione è l'intersezione tra le categorie cosmologiche e la realtà politica. Analizzando il pensiero cinese classico (Yin-Yang) e la dialettica occidentale (da Eraclito a Engels), emerge una distinzione fondamentale: mentre l’Oriente ha storicamente cercato l'armonia ciclica e l'equilibrio dei contrari, l'Occidente ha interpretato il mutamento come un processo lineare guidato dal conflitto creativo.
Dalla cosmologia all'ideologia
Il problema sorge quando la coppia Yin-Yang — che descrive ritmi naturali (espansione/contrazione, ricettività/attività) — viene strumentalizzata per definire la differenza sessuale. Tradurre Yin come "donna/sottomessa" e Yang come "uomo/dominante" è stata l’operazione ideologica che ha permesso di "naturalizzare" la gerarchia sociale. In questo modo, una descrizione dell'ordine del mondo è stata convertita in una prescrizione politica, legittimando il patriarcato come un dato di natura e non come una costruzione storica.
La Spada e la struttura
L'analisi del potere porta a definire il patriarcato non come "il dominio degli uomini", ma come una struttura autonoma — definita qui come "la Spada" — fondata su tre pilastri: proprietà privata, guerra e gerarchia. La "logica del dominio" (il potere su) è il motore che organizza queste istituzioni.
Il paradosso storico delle "regine guerriere" chiarisce questo punto: la loro ascesa non smentisce il patriarcato, ma lo conferma. Poiché il sistema richiede la gestione di eserciti, burocrazia e confini, chiunque sieda al vertice — a prescindere dal genere — deve impugnare la Spada per conservare la posizione. Pertanto, la semplice inclusione delle donne nelle posizioni di comando, senza un mutamento strutturale, non scalfisce la gerarchia, ma ne rinnova solo i volti.
Disonorare la guerra: costruire nuovi immaginari
Il superamento strutturale della "Spada" richiede, in parallelo, una rivoluzione dell'immaginario: dobbiamo disonorare la guerra. La figura del "vero uomo", cristallizzata nel guerriero che difende con la violenza la proprietà e il dominio, è il pilastro simbolico su cui poggia l'intera impalcatura patriarcale. Finché la forza sarà identificata con il dominio e la virilità con la capacità di sopraffazione, la logica del "potere su" resterà indiscutibile.
Disonorare la guerra significa sottrarre onore alla distruzione. Significa promuovere modelli di maschilità alternativi che non cerchino la propria affermazione nella difesa bellica o nel possesso, ma nella capacità di abitare la complessità, nell'accoglienza e nella vulnerabilità come segni di una forza superiore. Non si tratta di indebolire l'individuo, ma di ridefinire la potenza: da "forza che annienta" la "forza che rigenera".
Allo stesso tempo, occorre svincolare la femminilità dal ruolo di ancillare della Spada o di vittima sacrificale. Una femminilità alternativa rifiuta di essere il contrappeso passivo di una maschilità aggressiva. Entrambi i generi devono approdare a un terreno comune dove la cura — della vita, delle relazioni, della terra — diventi il valore supremo. Cercare l'umano al di là del "vero uomo" significa ammettere che la vera dignità non risiede nel proteggere il bottino, ma nel costruire legami che rendano la spada superflua. È questo scardinamento culturale il primo passo per una società che non necessita di difendere recinti, perché ha imparato a condividere il mondo.
Prospettive future
La sintesi proposta è chiara: la liberazione non risiede né nella sola "donna al potere" (gestione della Spada) né nella pura negazione della differenza. La vera sfida politica è pensare una comunità che smantelli la Spada stessa. Bisogna passare dal potere su (coercizione, esclusione) al potere di (capacità di agire, cura, creazione).
Il compito critico contemporaneo è dunque duplice: recuperare la differenza sessuale come pluralità di modi di abitare il mondo e mettere in discussione la "logica di dominio" in quanto tale. La domanda fondamentale non è più "chi impugna la spada", ma "possiamo pensare una comunità senza di essa?". La risposta richiede una prassi politica che non cerchi la vittoria definitiva, ma una relazione basata sull'equilibrio e sulla trasformazione creativa delle strutture esistenti.
Scaletta Webinar: "Disonorare la guerra"
Data: 12 luglio 2026 - dalle ore 18:00 alle ore 20:00 - Promosso da: Disarmisti Esigenti con la collaborazione di Maschile Plurale Tema: Percorsi e proposte per una maschilità di pace (discutendo il libro edito da MULTIMAGE).
Link su piattaforma Zoom per partecipare:
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1. Introduzione e Contestualizzazione (10 minuti)
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Benvenuto e presentazione: Breve introduzione di Alfonso Navarra agli obiettivi dell'incontro. Il legame con la pace disarmata, orientata dalla "nonviolenza poietica" e dalla "terrestrità" perseguite dai Disarmisti esigenti: viene brevemente illustrato come la lotta contro la guerra (e la priorità della denuclearizzazione) includerebbe il cambiamento della mentalità maschile con il superamento del modello del "guerriero vincente".
2. Presentazione del volume e di Maschile Plurale - 20 minuti di intervento di Marco Deriu
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Chi è Maschile Plurale: viene presentata l'associazione (nata nel 2007) e l'impegno costante nella trasformazione dei paradigmi della mascolinità.
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Oltre il "problema di genere": perché la critica al patriarcato e alla cultura della violenza è una questione centrale per la libertà e l'identità di tutti gli uomini.
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Il libro: introduzione a "Disonorare la guerra": superare l'analisi puramente geopolitica per indagare le radici culturali della violenza bellica.
3. Interventi programmati di approfondimento tematico (10 minuti a testa = 40 minuti)
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La guerra come cultura del nemico da superare: analisi della guerra su tre livelli (materiale, simbolico, antropologico) e la necessità di "disarmare l'immaginario". Relatrice/Relatore proposta/o: Luigi Mosca
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Il mito del "Future Warrior": riflessione sul soldato-macchina come prodotto tecnologico e culturale, e come la sua logica stia colonizzando anche l'immaginario femminile. Relatrice/Relatore proposta/o: OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE
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Il rovesciamento antropologico: dalla figura del guerriero al corpo accudente. La vulnerabilità come risorsa e non come debolezza.Relatrice/Relatore proposta/o:
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L’obiezione di coscienza come pratica esistenziale: ampliamento del concetto di obiezione verso una dimensione ecopolitica: rifiutare non solo il fucile, ma il paradigma che trasforma tutto in strumento di guerra. Relatrice/Relatore proposta/o: Daniele Barbi
4. Conversazione e convergenza strategica (40 minuti)
5. Domanda strategica finale e giro di brevi interventi conclusivi (5 minuti a testa da parte di relatrici/relatori)