ecco il link per un "programero" sulla giornata e una ulteriore riflessione
LAURA
La Memoria non è una ricorrenza, ma una responsabilità che si rinnova ogni giorno.
Oggi non ricordiamo solo il filo spinato di Auschwitz o lo sterminio del popolo ebraico, ma ogni vita spezzata dal pregiudizio: i Rom e Sinti, i disabili, gli omosessuali, i perseguitati di allora e di sempre.
Troppo spesso diciamo "mai più", mentre il mondo resta a guardare nuovi massacri, dai popoli dimenticati come i Curdi alle moderne pulizie etniche.
L’odio non appartiene solo ai libri di storia; respira ancora nell'indifferenza, nelle discriminazioni presenti e nei muri che continuiamo a alzare (e purtroppo anche tra esperantisti e con l'esperanto).
Celebrare questa giornata significa smettere di guardare al passato come a un evento isolato e iniziare a difendere i diritti di chiunque, oggi.
La storia non si ripete mai identica, ma l'orrore della discriminazione ha sempre la stessa radice.
-- Prof. LAURA BRAZZABENI
Presidente FEI
“La interna ideo de Esperanto estas: sur neŭtrala lingva fundamento forigi la murojn inter la gentoj kaj alkutimigadi la homojn, ke ĉiu el ili vidu en sia proksimulo nur homon kaj fraton.” (L. L. Zamenhof)