I: STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE

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Da: "bianca benzi" <bianc...@hotmail.it>
Data: 28-giu-2017 9.55
A: "Giorgio Golisciani"<giorgiog...@libero.it>
Ogg: I: STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE



la prima

Da: piero pistolesi <piero.p...@fastwebnet.it>
Inviato: mercoledì 21 giugno 2017 18:51
A: bianca benzi; F.Pistolesi; Claudio Ortis; Claudio Nigro - gmail; mauro filosi; Giuliano.colaci; ricardo...@libero.it Ricardo; MPS Filippo Goslino; stefano gherardi; letim...@gmail.com; paoloca...@libero.it; antonell...@gmail.it; lega.do...@gmail.com
Oggetto: STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE
 
Diffondete il più possibile.
Ciao
Piero



Inizio messaggio inoltrato:

Oggetto: STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE
Data: 22 giugno 2017 01:18:51 CEST
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CI SIAMO !!   STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE!

una manifestazione a ROMA PER  IL 6 DI LUGLIO   contro costoro .

Il FMI (Fondo monetario Internazionale) ha dichiarato che in Italia è intollerabile che ci siano pensioni in essere pagate con il sistema retributivo, troppo generoso nei confronti dei pensionati di oggi, mentre per i giovani le pensioni saranno col contributivo, quindi inadeguate.

Quindi il problema non è aumentare le pensioni dei giovani, ma ovviamente colpire i cosiddetti “privilegi†dei pensionati di oggi con pensioni legate alla media degli ultimi 10 anni di lavoro.

L’obiettivo è di ricalcolare con il sistema contributivo tutte le pensioni attuali calcolate col retributivo, mediamente tutti i pensionati si troverebbero con una riduzione delle pensione pari al 30%.

 Si partirà da quelle più alte, anzi dagli odiati vitalizi così di avere il consenso della pubblica opinione infatti PD e M5S stanno proponendo di ricalcolare i vitalizi dei parlamentari con il contributivo.

 Ma una volta passato il principio di ricalcolare i vitalizi con il contributivo, sarà logico passare a tutte le altre pensioni prima quelle d’oro, poi quelle di argento, poi quelle di bronzo e poi tutte le altre, perché il risparmio, ricalcolando i vitalizi è di circa di 70 milioni di euro l’anno mentre il risparmio, ricalcolando  tutte le pensioni col contributivo è di 58 miliardi l’anno.

E per evitare di incorrere nella possibile censura da parte della Corte Costituzionale, sulla modifica del calcolo delle pensioni in essere dal retributivo al contributivo, sono state presentate da una trentina di deputati di area PD e AP delle proposte di legge di modifica dell’ art.38 della Costituzione, che è l’articolo al quale si riferirebbe la corte costituzionale per censurare la riforma.

Ovviamente l’obiettivo dichiarato è quello di trovare risorse per le future pensioni dei giovani, ma l’obiettivo vero è quello di creare le condizioni possibili per un attacco generalizzato alle pensioni in essere.

Tutto questo tentano di farlo avvenire nel silenzio generale, per rompere il Muro di tale silenzio il CONUP sta organizzando una manifestazione a ROMA PER  IL 6 DI LUGLIO.

PER ORGANIZZARE TALE MANIFESTAZIONE IL CONUP LOMBARDIA INDICE, PER VENERDI’ 30 GIUGNO ALLE ORE 9 PRESSO LA SALA CMM, A MILANO IN VIA SAN MARCO 45 (NEI PRESSI DI PORTA GARIBALDI),  UNA ASSEMBLEA GENERALE DI PENSIONATI.         

L’ ATTACCO CHE STANNO PREPARANDO E’ MOLTO GRAVE, INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE DEL CONUP.

 CONUP LOMBARDIA

E' necessario muoversi e partecipare per impedire queste iniziative sulle pensioni    (inviata a 42 indirizzi) si prega di diffonderlo

per Conup 

Boscolo

 
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48 deputati vogliono cambiare la Costituzione per abolire le pensioni          guardatevi bene dal votarli

 
Pensioni. Allarme rosso.
Ci sono 48 deputati di DESTRA e del PD (di DESTRA) che ve la vogliono portare via, vogliono cambiare la Costituzione per espropriarvi.
Pensionati, segnatevi i loro nomi e se saranno fra i vostri candidati alle prossime elezioni, guardatevi bene dal votarli: vogliono portarvi via la pensione. Ecco il loro nomi. Sono quelli che agli atti della Camera dei Deputati figurano come firmatari di un disegno di legge costituzionale, distinto dal numero 3478, così definito: PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE MAZZIOTTI DI CELSO ed altri: “Modifica all’articolo 38 della Costituzione per assicurare l’equità intergenerazionale nei trattamenti previdenziali e assistenziali†. MAZZIOTTI DI CELSO Andrea; BIANCHI Dorina; CAPEZZONE Daniele; CATALANO Ivan; LIBRANDI Gianfranco; MELONI Giorgia; NESI Edoardo; QUINTARELLI Giuseppe Stefano; RAVETTO Laura; RICHETTI Matteo; RIZZETTO Walter; TINAGLI Irene; ASCANI Anna; BERNARDO Maurizio; CALABRIA Annagrazia; CENTEMERO Elena; D’AGOSTINO Angelo Antonio; DAMBRUOSO Stefano; DI MAIO Marco; FAMIGLIETTI Luigi; FERRARI Alan; GALGANO Adriana; GASPARINI Daniela Matilde Maria; LATTUCA Enzo; MELONI Marco; MENORELLO Domenico; MISURACA Dore; MOLEA Bruno; MUCCI Mara; OLIARO Roberta; PINNA Paola; RABINO Mariano; SOTTANELLI Giulio Cesare; VECCHIO Andrea; VEZZALI Maria Valentina  
guardatevi bene dal votarli
 
A tale disegno di legge si aggiunge quella col numero 3858, “Modifica all’articolo 38 della Costituzione per assicurare l’equità e la sostenibilità dei trattamenti previdenziali†, firmata da PREZIOSI Ernesto; BRAGANTINI Paola; CAPONE Salvatore; CASATI Ezio Primo; DONATI Marco; IORI Vanna; MANFREDI Massimiliano; MINNUCCI Emiliano; PICCOLO Salvatore; ROTTA Alessia; RUBINATO Simonetta; VENITTELLI Laura; ZAMPA Sandra                       guardatevi bene dal votarli
 
Entrambe le proposte mirano alla modifica dell’art. 38 della Costituzione.
La 3478 vuole che
1. Il quarto comma dell’articolo 38 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi e istituti predisposti o integrati dallo Stato secondo princìpi di equità, ragionevolezza e non discriminazione tra le generazioni».
La 3858 vuole che
1. Dopo il secondo comma dell’articolo 38 della Costituzione è inserito il seguente:
«Il sistema previdenziale è improntato ad assicurare l’adeguatezza dei trattamenti, la solidarietà e l’equità tra le generazioni nonché la sostenibilità finanziaria».
Il senso è: tagliamo le pensioni dei pensionati di oggi, così avremo soldi per quelli di domani. Il ragionamento è pura demagogia, una presa in giro per i giovani. I soldi tolti ai pensionati di oggi, per quanti anni e per quanti pensionati del futuro potranno bastare?
Ispiratore o comunque fonte di ispirazione per questi deputati sembra essere il presidente dell’Inps Tito Boeri, una delle tante nomine sbagliate fatte da Matteo Renzi.
Invece di distinguere la gestione pensionistica dei lavoratori dipendenti del privato dal disastro provocato sui conti Inps dagli interventi dello Stato sociale e dell’assorbimento della previdenza dei dipendenti pubblici, si è messo a testa bassa studiare come fottere quelli che i contributi li hanno versati davvero o che comunque hanno beneficiato di condizioni particolari per l’uscita garantite da leggi dello Stato. Vuole accreditarsi come leader di una nuova sinistra sinistra?
Farebbe bene a ricordare che i lavoratori sono andati in prepensionamento non per scelta ma per condizioni di miglior favore concesse da quello stesso Stato che oggi le vuole rinnegare, vuoi per accelerare il ricambio generazionale in settori come le Ferrovie o Alitalia, vuoi per risolvere problemi di aziende in crisi, a cominciare dai giornali. Le aziende non erano in crisi per colpa dei lavoratori ma dei suoi amici imprenditori, quegli stessi che oggi dimenticano e vorrebbero mandare i vecchi a chiedere l’elemosina, ignorando che i marciapiedi sono tutti già occupati da mendicanti organizzati dal racket.
 
La beffa ulteriore è che primo firmatario del progetto di legge 3478 è il deputato Andrea Mazziotti di Celso, di Scelta Civica, il partito fondato da quel Mario Monti, colui che più di tutti porta la colpa di averci precipitato in questo caos.
Con Monti la crisi, da cui tutto il mondo stava uscendo, in Italia si è aggravata, la disoccupazione è schizzata in su e Beppe Grillo anche.
 
Oggi Mazziotti dice:
“Pensioni, cambiare l’art.38 della Costituzione per un sistema più equo e più favorevole ai giovani†.
Per equità va detto che l’altro ddl ha come primo firmatario uno del Pd, Ernesto Preziosi, ex Azione Cattolica.
Le altre firme sono di deputati di vari partiti, inclusa Giorgia Meloni, dei Fratelli d’Italia, che sembra non avere perso il vizietto di odiare i pensionati.
Lei può anche riderci sopra: di pensioni ne ha due, sempre che Beppe Grillo gli lasci quella da deputato...
 
Il primo allarme lo ha lanciato Affari Italiani, quando i due ddl sono approdati in commissione Affari costituzionali alla Camera:
“Nella relazione che accompagna le proposte di legge, viene ricordato come “il nostro sistema pensionistico soffre oggi il peso di tre fattori concomitanti: la bassa età effettiva di uscita dal mercato del lavoro, il bassissimo tasso di occupazione per i lavoratori tra i 60 e i 64 anni e il fatto che ancora oggi molti pensionati ricevano pensioni generose, nonostante un basso livello di contributi versati. A ciò si aggiungano le carriere lavorative e dunque contributive instabili o scarsamente remunerative dei più giovani che rischiano di non maturare i requisiti minimi per la pensione contributiva anche dopo anni di contributi elevati.
Il presidente dell’Inps ha addirittura ipotizzato che “i trentenni di oggi potrebbero essere costretti ad andare in pensione a 75 anni per ricevere, se matureranno i requisiti, una pensione inferiore del 25 per cento rispetto a quanto ricevono i pensionati di oggi†. “Esiste insomma un fortissimo rischio di discriminazione in danno delle generazioni più giovani, per le quali il versamento dei contributi rischia di risolversi in una tassazione a fondo perduto oggi, piuttosto che uno strumento di costruzione della propria rete di protezione sociale per quando concluderanno la loro vita lavorativa†, è l’allarme lanciato, che spiega e sta alla base dell’obiettivo delle due proposte di legge: “porre al centro dell’attenzione politica la tematica della non discriminazione tra generazioni†.
E a questo fine vengono proposti dei semplici interventi costituzionali “per scolpire nella Carta un principio che protegga le prossime generazioni da politiche che scarichino sui figli i costi di nonni e padri. “Utile ricordare che le due proposte di legge si inseriscono sia nel dibattito pubblico che nella nuova giurisprudenza della Corte.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha evidenziato la sperequazione tra gli assegni degli attuali pensionati calcolati con metodo retributivo, e gli assegni dei giovani che oggi lavorano.
Di qui le proposte di ricalcolo, almeno parziale, delle Pensioni definite con metodo retributivo. Anche la Corte Costituzionale se in passato aveva bocciato il contributo di solidarietà alle Pensioni d’oro introdotto nel 2011, con la sentenza 173 del 2016 l’ha ammessa. Così come con la sentenza 88 del 2014 la Corte ha riconosciuto il nuovo principio della sostenibilità del debito pubblico quale responsabilità nei confronti delle generazioni future†.
Peronismo puro. E tutti possono vedere dove il peronismo ha portato l’Italia.
 
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Cesare Damiano ha pubblicato:
" Ha ragione Renzi quando dice nella sua E-News che occorre “dare tempo al tempo e scoprire che oltre 10.000 persone aderiscono all'APE sociale voluta con forza nei Millegiorni...†. E fa bene a diventare più riflessivo e a rivendicare il risultato del s"
 

Nuovo articolo su Cesare Damiano

 

IL TEMPO È GALANTUOMO PERCHÉ RISTABILISCE LA VERITÀ

 

Ha ragione Renzi quando dice nella sua E-News che occorre “dare tempo al tempo e scoprire che oltre 10.000 persone aderiscono all'APE sociale e a quota 41 x precoci voluta con forza nei Millegiorni...”. E fa bene a diventare più riflessivo e a rivendicare il risultato del suo Governo. Non dovrebbe, però, avere la memoria corta: varrebbe la pena ricordargli che il tempo è stato galantuomo anche con la Commissione Lavoro della Camera che si è battuta unitariamente dal 2011 conquistando otto salvaguardie che hanno coinvolto quasi 170.000 lavoratori ( mia nota  = continua a semplificare sono 128.000 fino a 7^ + 15.000 i possibili salvaguardati in 8^ = 143.000  , mentre 170.000  sono i finanziati e ci sono 27.000 posti NON UTILIZZATI e già finanziati  - serviranno per la NONA salvaguardia)  ai quali è stato restituito il diritto di andare in pensione; che ha ispirato l'APE con le proposte di legge sulla flessibilità presentate nell'aprile del 2013, alle quali Renzi non ha inizialmente prestato orecchio. Siamo contenti di aver “forzato la mano” per convincere un Governo inizialmente restio a intervenire sulla legge Fornero e a vincere le sue paure circa le reazioni dell'Europa. Anche noi siamo contenti del successo dell'APE e del lavoro precoce e aggiungiamo che, se dovessimo superare l'obiettivo previsto, chiederemmo risorse aggiuntive nella legge di Bilancio perché nessuno può essere lasciato indietro.

mia nota  = Ci piacerebbe che On Damiano annunciasse  CHIEDIAMO la  9^ Salvaguardia  - o soluzione strutturale DEFINITIVA anche per gli ESODATI ESCLUSI  .....perché nessuno può essere lasciato indietro.

 

Cesare Damiano | giugno 21, 2017 alle 6:30 pm | URL: http://wp.me/p3aEF4-bsh

 
 
Dal Brancaccio inizia un nuovo percorso, non ancora un partito
Luciana Castellina     su   Il Manifesto    di mercoledì 21 giugno
una «Alleanza POPOLARE  per l’uguaglianza e la democrazia».
 
Se ci fosse stato ancora bisogno di dimostrare che i grandi giornali hanno smesso di raccontare quello che succede per dar spazio solo ai dettagli che servono a corroborare la loro linea politica, l’assemblea del Brancaccio rappresenterebbe la migliore prova. Qualche migliaio di persone, protagonisti molti giovani (di per sé una notizia), 40.000 che seguono in streaming, decine di interventi che raccontano l’Italia invisibile alla vecchia politica ufficiale ma che esiste ed è ricca.
La vera salvezza di una democrazia altrimenti ridotta a povera cosa: comitati di base che si occupano di ambiente, migranti, scuola, solidarietà, lavoro, guerre. Questo è stato soprattutto l’assemblea di domenica, e di questo non una parola è comparsa sui quotidiani. Chi ha accennato all’evento è stato solo per misurare la distanza fra il teatro Brancaccio e Pisapia, che – diciamo la verità – non è “odiato” perché vuole unire, ma perché nessuno sa ancora chi rappres+enta e cosa vuole. (Non basta aver fatto bene il sindaco di Milano per proporsi come leader di una nuova sinistra).
 
NON È UNA LAMENTELA, è l’ennesima drammatica prova che in Italia chi gestisce il potere, istituzionale e mediatico, non ha capito che qualcosa di grave è accaduto in questi ultimi decenni: la perdita di credibilità dei partiti e dei tradizionali corpi intermedi, ormai largamente incapaci di rappresentanza sociale e privi del loro tradizionale ruolo di organizzatori della partecipazione, ha prodotto una disaffezione per la democrazia gravida di possibili nefaste conseguenze.
La prima delle quali è il deliberato tentativo di sostituirla con l’accentramento del potere decisionale nelle mani di una governance che si vorrebbe neutrale (questa era la sostanza della posta in gioco del referendum costituzionale, e questa la principale ragione dell’opposizione al Pd di Renzi). Ebbene l’iniziativa di Falcone e Montanari prende le mosse da questa realtà per cercare di rigenerare la politica, e dunque la democrazia, ripartendo da quanto c’è di vivo: quelle forme di “cittadinanza attiva” che hanno dato vita ai tanti comitati di lotta sul territorio e, ultimamente, a coalizioni che le hanno raccolte a livello cittadino per tentare un nuovo tipo di presenza nelle istituzioni.
 
RAPPRESENTANO di per sé una compiuta alternativa di governo? Certo che no, ma indicano che ci sono forze che stanno costruendo le condizioni per ricostruire una rappresentanza democratica e così ridare legittimità alle istituzioni. Il dialogo con le aggregazioni che sono nate dallo sfaldamento del Pd si fa su questo, evitando le scorciatoie del leaderismo (un “grimaldello” cui abbocca anche qualche pezzo della sinistra); così come la sacralizzazione di una società civile buona e innocente e la demonizzazione dei partiti.
 
Su questi punti Montanari è stato chiarissimo: senza i partiti non c’è democrazia, la nostra Costituzione resterebbe monca. E chiarissima è stata Marta Nalin, la rappresentante della coalizione civica di Padova (23 % alle ultime comunali): «Reinventare i corpi intermedi, senza demonizzare i partiti e senza santificare la società civile».
 
FALCONE E MONTANARI HANNO indicato un percorso, non ancora la fondazione di un nuovo partito: questa è stata la loro sfida coraggiosa e intelligente. Fra i partiti esistenti ha raccolto l’adesione impegnata di Sinistra Italiana, ma, nonostante le sue consuete recriminazioni e diffidenze, anche di Rifondazione. E ha ricevuto attenzione anche da Articolo 1, sia pure, come è ovvio, ancora titubante. Perché, sia pure in modi diversi, tutti si rendono conto che siamo in una fase di trasformazione epocale e lontani ancora dall’aver raggiunto la maturità politica e culturale per indicare una compiuta strategia all’altezza dei problemi posti dal nuovo mondo.
 
Il Brancaccio registra la consapevolezza di questa insufficienza, salva i partiti esistenti come essenziali laboratori politici per forze che hanno già riscontrato una propria omogeneità di ispirazione e che però, per ora, si propongono di lanciare la sola sfida possibile in questa fase di transizione: quella di una risposta unitaria nelle prossime scadenze di lotta e istituzionali, una «Alleanza – come è stato detto – per l’uguaglianza e la democrazia».
Grazie dunque alla buona volontà di Anna e Tomaso, come sono stati ormai amichevolmente chiamati da tutti. Hanno avuto il merito di non farsi risucchiare, come purtroppo ancora tanti, dal «non c’è niente da fare», come se stando a casa, ognuno per conto proprio, se ne potesse poi uscire con una soluzione. Già declinare il “noi” e riprendere a riflettere assieme è una conquista.
 
NON POCHI DEGLI ABITUALI pessimisti (gli anziani, i giovani per fortuna non sono reduci di tante sconfitte) hanno osservato che di belle assemblee unitarie come questa del Brancaccio ce ne sono state tante negli ultimi 20 anni. E’ vero. Ma c’è un dato fondamentale che i promotori dell’iniziativa hanno capito: che il tempo attuale è molto diverso. Più pericoloso ma anche più consapevole dell’urgenza di una svolta rispetto a quanto è stato fatto in questi anni da chi ha governato e da chi è stato all’opposizione. Questa è la ragione per cui oggi si può ricominciare a proporsi un’alternativa.
 
I FISCHI (NON POI TANTISSIMI, anche se deprecabili) a Gotor sono un segno delle diffidenze che questi difficili decenni che ci stanno alle spalle hanno creato. Non ci si può illudere che settarismi e estremismi, di cui anche il Brancaccio ha dato prova, potranno esser superati facilmente. Tocca a tutti ripensare se stessi e la propria parabola di questi anni: l’unità non si fa a partire da quel che siamo, ma da quello che ci si propone di diventare, ed è su questo che ci si confronta, se necessario anche duramente.
Mai col Pd, come ha detto Montanari? Ecco, su questo, solo su questo, un dubbio, ma forse siamo in realtà d’accordo: per quanto esangue, io credo ci sia ancora un corpo storico che viene dall’ormai dimenticato Pci, non solo vecchi ma anche una memoria, certo un po’ sbiadita, che coinvolge anche più giovani. Io credo che non dobbiamo ignorarli.
 
ULTIMO PROBLEMA: COME SI prosegue ora? Spero che nessuno si immagini che ci sarà un fantastico centro promotore di organizzazione dalle Alpi alla Sicilia. Bisognerà cercare di crearlo, ma questa nostra nuova sinistra deve soprattutto imparare a “fare da se”: ad ogni singolo militante in ogni singolo territorio l’onere e l’onore di promuovere l’”Alleanza”, e ogni altra forma di partecipazione che consenta a chi se la sente di costruirla. Reimparando a confrontarci, passo per passo, con gli altri compagni dell’avventura collettiva che abbiamo deciso di correre. Ripartire dai territori non vuol dire tornare all’Italia dei Comuni, ma all’Europa.
 
Luciana Castellina su Il Manifesto di mercoledì 21 giugno



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leg.17.bol0824.data20170524.com01.pdf
modifica art. 38 costituzione.pdf

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Jun 28, 2017, 5:03:59 AM6/28/17
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Da: "bianca benzi" <bianc...@hotmail.it>
Data: 28-giu-2017 9.56
A: "Giorgio Golisciani"<giorgiog...@libero.it>, "Adelaide"<adela...@libero.it>

Ogg: I: STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE





Da: piero pistolesi <piero.p...@fastwebnet.it>
Inviato: giovedì 22 giugno 2017 06:26
A: michele...@fastwebnet.it
Cc: bianca benzi; F.Pistolesi; Claudio Ortis; Claudio Nigro - gmail; mauro filosi; Giuliano.colaci; ricardo...@libero.it Ricardo; MPS Filippo Goslino; stefano gherardi; letim...@gmail.com; paoloca...@libero.it; lega.do...@gmail.com Lega

Oggetto: STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE
 
Ciao Michele, poiché il giorno 6 luglio non potrò essere presente alla manifestazione che il Conup sta programmando, ti chiederei di informare le persone in indirizzo per conoscenza su data, luogo e ora.
Grazie.
Saluti 
Piero



Il giorno 22 giu 2017, alle ore 08:51, piero pistolesi <piero.p...@fastwebnet.it> ha scritto:

Diffondete il più possibile.
Ciao
Piero



CI SIAMO !!   STANNO PROVANDO AD ATTACCARE LE PENSIONI IN ESSERE!
una manifestazione a ROMA PER  IL 6 DI LUGLIO   contro costoro .
Il FMI (Fondo monetario Internazionale) ha dichiarato che in Italia è intollerabile che ci siano pensioni in essere pagate con il sistema retributivo, troppo generoso nei confronti dei pensionati di oggi, mentre per i giovani le pensioni saranno col contributivo, quindi inadeguate.
Quindi il problema non è aumentare le pensioni dei giovani, ma ovviamente colpire i cosiddetti “privilegi” dei pensionati di oggi con pensioni legate alla media degli ultimi 10 anni di lavoro.
L’obiettivo è di ricalcolare con il sistema contributivo tutte le pensioni attuali calcolate col retributivo, mediamente tutti i pensionati si troverebbero con una riduzione delle pensione pari al 30%.
 Si partirà da quelle più alte, anzi dagli odiati vitalizi così di avere il consenso della pubblica opinione infatti PD e M5S stanno proponendo di ricalcolare i vitalizi dei parlamentari con il contributivo.
 Ma una volta passato il principio di ricalcolare i vitalizi con il contributivo, sarà logico passare a tutte le altre pensioni prima quelle d’oro, poi quelle di argento, poi quelle di bronzo e poi tutte le altre, perché il risparmio, ricalcolando i vitalizi è di circa di 70 milioni di euro l’anno mentre il risparmio, ricalcolando  tutte le pensioni col contributivo è di 58 miliardi l’anno.
E per evitare di incorrere nella possibile censura da parte della Corte Costituzionale, sulla modifica del calcolo delle pensioni in essere dal retributivo al contributivo, sono state presentate da una trentina di deputati di area PD e AP delle proposte di legge di modifica dell’ art.38 della Costituzione, che è l’articolo al quale si riferirebbe la corte costituzionale per censurare la riforma.
Ovviamente l’obiettivo dichiarato è quello di trovare risorse per le future pensioni dei giovani, ma l’obiettivo vero è quello di creare le condizioni possibili per un attacco generalizzato alle pensioni in essere.
Tutto questo tentano di farlo avvenire nel silenzio generale, per rompere il Muro di tale silenzio il CONUP sta organizzando una manifestazione a ROMA PER  IL 6 DI LUGLIO.
PER ORGANIZZARE TALE MANIFESTAZIONE IL CONUP LOMBARDIA INDICE, PER VENERDI’ 30 GIUGNO ALLE ORE 9 PRESSO LA SALA CMM, A MILANO IN VIA SAN MARCO 45 (NEI PRESSI DI PORTA GARIBALDI),  UNA ASSEMBLEA GENERALE DI PENSIONATI.          
L’ ATTACCO CHE STANNO PREPARANDO E’ MOLTO GRAVE, INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE DEL CONUP.
 CONUP LOMBARDIA
E' necessario muoversi e partecipare per impedire queste iniziative sulle pensioni    (inviata a 42 indirizzi) si prega di diffonderlo
per Conup 
Boscolo
 
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48 deputati vogliono cambiare la Costituzione per abolire le pensioni          guardatevi bene dal votarli

 
Pensioni. Allarme rosso.
Ci sono 48 deputati di DESTRA e del PD (di DESTRA) che ve la vogliono portare via, vogliono cambiare la Costituzione per espropriarvi.
Pensionati, segnatevi i loro nomi e se saranno fra i vostri candidati alle prossime elezioni, guardatevi bene dal votarli: vogliono portarvi via la pensione. Ecco il loro nomi. Sono quelli che agli atti della Camera dei Deputati figurano come firmatari di un disegno di legge costituzionale, distinto dal numero 3478, così definito: PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE MAZZIOTTI DI CELSO ed altri: “Modifica all’articolo 38 della Costituzione per assicurare l’equità intergenerazionale nei trattamenti previdenziali e assistenziali”. MAZZIOTTI DI CELSO Andrea; BIANCHI Dorina; CAPEZZONE Daniele; CATALANO Ivan; LIBRANDI Gianfranco; MELONI Giorgia; NESI Edoardo; QUINTARELLI Giuseppe Stefano; RAVETTO Laura; RICHETTI Matteo; RIZZETTO Walter; TINAGLI Irene; ASCANI Anna; BERNARDO Maurizio; CALABRIA Annagrazia; CENTEMERO Elena; D’AGOSTINO Angelo Antonio; DAMBRUOSO Stefano; DI MAIO Marco; FAMIGLIETTI Luigi; FERRARI Alan; GALGANO Adriana; GASPARINI Daniela Matilde Maria; LATTUCA Enzo; MELONI Marco; MENORELLO Domenico; MISURACA Dore; MOLEA Bruno; MUCCI Mara; OLIARO Roberta; PINNA Paola; RABINO Mariano; SOTTANELLI Giulio Cesare; VECCHIO Andrea; VEZZALI Maria Valentina  
guardatevi bene dal votarli
 
A tale disegno di legge si aggiunge quella col numero 3858, “Modifica all’articolo 38 della Costituzione per assicurare l’equità e la sostenibilità dei trattamenti previdenziali”, firmata da PREZIOSI Ernesto; BRAGANTINI Paola; CAPONE Salvatore; CASATI Ezio Primo; DONATI Marco; IORI Vanna; MANFREDI Massimiliano; MINNUCCI Emiliano; PICCOLO Salvatore; ROTTA Alessia; RUBINATO Simonetta; VENITTELLI Laura; ZAMPA Sandra                       guardatevi bene dal votarli
 
Entrambe le proposte mirano alla modifica dell’art. 38 della Costituzione.
La 3478 vuole che
1. Il quarto comma dell’articolo 38 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi e istituti predisposti o integrati dallo Stato secondo princìpi di equità, ragionevolezza e non discriminazione tra le generazioni».
La 3858 vuole che
1. Dopo il secondo comma dell’articolo 38 della Costituzione è inserito il seguente:
«Il sistema previdenziale è improntato ad assicurare l’adeguatezza dei trattamenti, la solidarietà e l’equità tra le generazioni nonché la sostenibilità finanziaria».
Il senso è: tagliamo le pensioni dei pensionati di oggi, così avremo soldi per quelli di domani. Il ragionamento è pura demagogia, una presa in giro per i giovani. I soldi tolti ai pensionati di oggi, per quanti anni e per quanti pensionati del futuro potranno bastare?
Ispiratore o comunque fonte di ispirazione per questi deputati sembra essere il presidente dell’Inps Tito Boeri, una delle tante nomine sbagliate fatte da Matteo Renzi. 
Invece di distinguere la gestione pensionistica dei lavoratori dipendenti del privato dal disastro provocato sui conti Inps dagli interventi dello Stato sociale e dell’assorbimento della previdenza dei dipendenti pubblici, si è messo a testa bassa studiare come fottere quelli che i contributi li hanno versati davvero o che comunque hanno beneficiato di condizioni particolari per l’uscita garantite da leggi dello Stato. Vuole accreditarsi come leader di una nuova sinistra sinistra?
Farebbe bene a ricordare che i lavoratori sono andati in prepensionamento non per scelta ma per condizioni di miglior favore concesse da quello stesso Stato che oggi le vuole rinnegare, vuoi per accelerare il ricambio generazionale in settori come le Ferrovie o Alitalia, vuoi per risolvere problemi di aziende in crisi, a cominciare dai giornali. Le aziende non erano in crisi per colpa dei lavoratori ma dei suoi amici imprenditori, quegli stessi che oggi dimenticano e vorrebbero mandare i vecchi a chiedere l’elemosina, ignorando che i marciapiedi sono tutti già occupati da mendicanti organizzati dal racket.
 
La beffa ulteriore è che primo firmatario del progetto di legge 3478 è il deputato Andrea Mazziotti di Celso, di Scelta Civica, il partito fondato da quel Mario Monti, colui che più di tutti porta la colpa di averci precipitato in questo caos.
Con Monti la crisi, da cui tutto il mondo stava uscendo, in Italia si è aggravata, la disoccupazione è schizzata in su e Beppe Grillo anche.
 
Oggi Mazziotti dice:
“Pensioni, cambiare l’art.38 della Costituzione per un sistema più equo e più favorevole ai giovani”.
Per equità va detto che l’altro ddl ha come primo firmatario uno del Pd, Ernesto Preziosi, ex Azione Cattolica.
Le altre firme sono di deputati di vari partiti, inclusa Giorgia Meloni, dei Fratelli d’Italia, che sembra non avere perso il vizietto di odiare i pensionati.
Lei può anche riderci sopra: di pensioni ne ha due, sempre che Beppe Grillo gli lasci quella da deputato...
 
Il primo allarme lo ha lanciato Affari Italiani, quando i due ddl sono approdati in commissione Affari costituzionali alla Camera:
“Nella relazione che accompagna le proposte di legge, viene ricordato come “il nostro sistema pensionistico soffre oggi il peso di tre fattori concomitanti: la bassa età effettiva di uscita dal mercato del lavoro, il bassissimo tasso di occupazione per i lavoratori tra i 60 e i 64 anni e il fatto che ancora oggi molti pensionati ricevano pensioni generose, nonostante un basso livello di contributi versati. A ciò si aggiungano le carriere lavorative e dunque contributive instabili o scarsamente remunerative dei più giovani che rischiano di non maturare i requisiti minimi per la pensione contributiva anche dopo anni di contributi elevati. 
Il presidente dell’Inps ha addirittura ipotizzato che “i trentenni di oggi potrebbero essere costretti ad andare in pensione a 75 anni per ricevere, se matureranno i requisiti, una pensione inferiore del 25 per cento rispetto a quanto ricevono i pensionati di oggi”. “Esiste insomma un fortissimo rischio di discriminazione in danno delle generazioni più giovani, per le quali il versamento dei contributi rischia di risolversi in una tassazione a fondo perduto oggi, piuttosto che uno strumento di costruzione della propria rete di protezione sociale per quando concluderanno la loro vita lavorativa”, è l’allarme lanciato, che spiega e sta alla base dell’obiettivo delle due proposte di legge: “porre al centro dell’attenzione politica la tematica della non discriminazione tra generazioni”. 
E a questo fine vengono proposti dei semplici interventi costituzionali “per scolpire nella Carta un principio che protegga le prossime generazioni da politiche che scarichino sui figli i costi di nonni e padri. “Utile ricordare che le due proposte di legge si inseriscono sia nel dibattito pubblico che nella nuova giurisprudenza della Corte. 
Per quanto riguarda il primo aspetto, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha evidenziato la sperequazione tra gli assegni degli attuali pensionati calcolati con metodo retributivo, e gli assegni dei giovani che oggi lavorano. 
Di qui le proposte di ricalcolo, almeno parziale, delle Pensioni definite con metodo retributivo. Anche la Corte Costituzionale se in passato aveva bocciato il contributo di solidarietà alle Pensioni d’oro introdotto nel 2011, con la sentenza 173 del 2016 l’ha ammessa. Così come con la sentenza 88 del 2014 la Corte ha riconosciuto il nuovo principio della sostenibilità del debito pubblico quale responsabilità nei confronti delle generazioni future”. 
Peronismo puro. E tutti possono vedere dove il peronismo ha portato l’Italia.
 
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Cesare Damiano ha pubblicato:
" Ha ragione Renzi quando dice nella sua E-News che occorre “dare tempo al tempo e scoprire che oltre 10.000 persone aderiscono all'APE sociale voluta con forza nei Millegiorni...”. E fa bene a diventare più riflessivo e a rivendicare il risultato del s" 

Nuovo articolo su Cesare Damiano

 
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IL TEMPO È GALANTUOMO PERCHÉ RISTABILISCE LA VERITÀ

 

Ha ragione Renzi quando dice nella sua E-News che occorre “dare tempo al tempo e scoprire che oltre 10.000 persone aderiscono all'APE sociale e a quota 41 x precoci voluta con forza nei Millegiorni...”. E fa bene a diventare più riflessivo e a rivendicare il risultato del suo Governo. Non dovrebbe, però, avere la memoria corta: varrebbe la pena ricordargli che il tempo è stato galantuomo anche con la Commissione Lavoro della Camera che si è battuta unitariamente dal 2011 conquistando otto salvaguardie che hanno coinvolto quasi 170.000 lavoratori ( mia nota  = continua a semplificare sono 128.000 fino a 7^ + 15.000 i possibili salvaguardati in 8^ = 143.000  , mentre 170.000  sono i finanziati e ci sono 27.000 posti NON UTILIZZATI e già finanziati  - serviranno per la NONA salvaguardia)  ai quali è stato restituito il diritto di andare in pensione; che ha ispirato l'APE con le proposte di legge sulla flessibilità presentate nell'aprile del 2013, alle quali Renzi non ha inizialmente prestato orecchio. Siamo contenti di aver “forzato la mano” per convincere un Governo inizialmente restio a intervenire sulla legge Fornero e a vincere le sue paure circa le reazioni dell'Europa. Anche noi siamo contenti del successo dell'APE e del lavoro precoce e aggiungiamo che, se dovessimo superare l'obiettivo previsto, chiederemmo risorse aggiuntive nella legge di Bilancio perché nessuno può essere lasciato indietro.

mia nota  = Ci piacerebbe che On Damiano annunciasse  CHIEDIAMO la  9^ Salvaguardia  - o soluzione strutturale DEFINITIVA anche per gli ESODATI ESCLUSI  .....perché nessuno può essere lasciato indietro.

 

Cesare Damiano | giugno 21, 2017 alle 6:30 pm | URL: http://wp.me/p3aEF4-bsh
 
 
Dal Brancaccio inizia un nuovo percorso, non ancora un partito
Luciana Castellina     su   Il Manifesto    di mercoledì 21 giugno
una «Alleanza POPOLARE  per l’uguaglianza e la democrazia».
 
Se ci fosse stato ancora bisogno di dimostrare che i grandi giornali hanno smesso di raccontare quello che succede per dar spazio solo ai dettagli che servono a corroborare la loro linea politica, l’assemblea del Brancaccio rappresenterebbe la migliore prova. Qualche migliaio di persone, protagonisti molti giovani (di per sé una notizia), 40.000 che seguono in streaming, decine di interventi che raccontano l’Italia invisibile alla vecchia politica ufficiale ma che esiste ed è ricca.
La vera salvezza di una democrazia altrimenti ridotta a povera cosa: comitati di base che si occupano di ambiente, migranti, scuola, solidarietà, lavoro, guerre. Questo è stato soprattutto l’assemblea di domenica, e di questo non una parola è comparsa sui quotidiani. Chi ha accennato all’evento è stato solo per misurare la distanza fra il teatro Brancaccio e Pisapia, che – diciamo la verità – non è “odiato” perché vuole unire, ma perché nessuno sa ancora chi rappres+enta e cosa vuole. (Non basta aver fatto bene il sindaco di Milano per proporsi come leader di una nuova sinistra).
 
NON È UNA LAMENTELA, è l’ennesima drammatica prova che in Italia chi gestisce il potere, istituzionale e mediatico, non ha capito che qualcosa di grave è accaduto in questi ultimi decenni: la perdita di credibilità dei partiti e dei tradizionali corpi intermedi, ormai largamente incapaci di rappresentanza sociale e privi del loro tradizionale ruolo di organizzatori della partecipazione, ha prodotto una disaffezione per la democrazia gravida di possibili nefaste conseguenze.
La prima delle quali è il deliberato tentativo di sostituirla con l’accentramento del potere decisionale nelle mani di una governance che si vorrebbe neutrale (questa era la sostanza della posta in gioco del referendum costituzionale, e questa la principale ragione dell’opposizione al Pd di Renzi). Ebbene l’iniziativa di Falcone e Montanari prende le mosse da questa realtà per cercare di rigenerare la politica, e dunque la democrazia, ripartendo da quanto c’è di vivo: quelle forme di “cittadinanza attiva” che hanno dato vita ai tanti comitati di lotta sul territorio e, ultimamente, a coalizioni che le hanno raccolte a livello cittadino per tentare un nuovo tipo di presenza nelle istituzioni.
 
RAPPRESENTANO di per sé una compiuta alternativa di governo? Certo che no, ma indicano che ci sono forze che stanno costruendo le condizioni per ricostruire una rappresentanza democratica e così ridare legittimità alle istituzioni. Il dialogo con le aggregazioni che sono nate dallo sfaldamento del Pd si fa su questo, evitando le scorciatoie del leaderismo (un “grimaldello” cui abbocca anche qualche pezzo della sinistra); così come la sacralizzazione di una società civile buona e innocente e la demonizzazione dei partiti.
 
Su questi punti Montanari è stato chiarissimo: senza i partiti non c’è democrazia, la nostra Costituzione resterebbe monca. E chiarissima è stata Marta Nalin, la rappresentante della coalizione civica di Padova (23 % alle ultime comunali): «Reinventare i corpi intermedi, senza demonizzare i partiti e senza santificare la società civile».
 
FALCONE E MONTANARI HANNO indicato un percorso, non ancora la fondazione di un nuovo partito: questa è stata la loro sfida coraggiosa e intelligente. Fra i partiti esistenti ha raccolto l’adesione impegnata di Sinistra Italiana, ma, nonostante le sue consuete recriminazioni e diffidenze, anche di Rifondazione. E ha ricevuto attenzione anche da Articolo 1, sia pure, come è ovvio, ancora titubante. Perché, sia pure in modi diversi, tutti si rendono conto che siamo in una fase di trasformazione epocale e lontani ancora dall’aver raggiunto la maturità politica e culturale per indicare una compiuta strategia all’altezza dei problemi posti dal nuovo mondo.
 
Il Brancaccio registra la consapevolezza di questa insufficienza, salva i partiti esistenti come essenziali laboratori politici per forze che hanno già riscontrato una propria omogeneità di ispirazione e che però, per ora, si propongono di lanciare la sola sfida possibile in questa fase di transizione: quella di una risposta unitaria nelle prossime scadenze di lotta e istituzionali, una «Alleanza – come è stato detto – per l’uguaglianza e la democrazia».
Grazie dunque alla buona volontà di Anna e Tomaso, come sono stati ormai amichevolmente chiamati da tutti. Hanno avuto il merito di non farsi risucchiare, come purtroppo ancora tanti, dal «non c’è niente da fare», come se stando a casa, ognuno per conto proprio, se ne potesse poi uscire con una soluzione. Già declinare il “noi” e riprendere a riflettere assieme è una conquista.
 
NON POCHI DEGLI ABITUALI pessimisti (gli anziani, i giovani per fortuna non sono reduci di tante sconfitte) hanno osservato che di belle assemblee unitarie come questa del Brancaccio ce ne sono state tante negli ultimi 20 anni. E’ vero. Ma c’è un dato fondamentale che i promotori dell’iniziativa hanno capito: che il tempo attuale è molto diverso. Più pericoloso ma anche più consapevole dell’urgenza di una svolta rispetto a quanto è stato fatto in questi anni da chi ha governato e da chi è stato all’opposizione. Questa è la ragione per cui oggi si può ricominciare a proporsi un’alternativa.
 
I FISCHI (NON POI TANTISSIMI, anche se deprecabili) a Gotor sono un segno delle diffidenze che questi difficili decenni che ci stanno alle spalle hanno creato. Non ci si può illudere che settarismi e estremismi, di cui anche il Brancaccio ha dato prova, potranno esser superati facilmente. Tocca a tutti ripensare se stessi e la propria parabola di questi anni: l’unità non si fa a partire da quel che siamo, ma da quello che ci si propone di diventare, ed è su questo che ci si confronta, se necessario anche duramente.
Mai col Pd, come ha detto Montanari? Ecco, su questo, solo su questo, un dubbio, ma forse siamo in realtà d’accordo: per quanto esangue, io credo ci sia ancora un corpo storico che viene dall’ormai dimenticato Pci, non solo vecchi ma anche una memoria, certo un po’ sbiadita, che coinvolge anche più giovani. Io credo che non dobbiamo ignorarli.
 
ULTIMO PROBLEMA: COME SI prosegue ora? Spero che nessuno si immagini che ci sarà un fantastico centro promotore di organizzazione dalle Alpi alla Sicilia. Bisognerà cercare di crearlo, ma questa nostra nuova sinistra deve soprattutto imparare a “fare da se”: ad ogni singolo militante in ogni singolo territorio l’onere e l’onore di promuovere l’”Alleanza”, e ogni altra forma di partecipazione che consenta a chi se la sente di costruirla. Reimparando a confrontarci, passo per passo, con gli altri compagni dell’avventura collettiva che abbiamo deciso di correre. Ripartire dai territori non vuol dire tornare all’Italia dei Comuni, ma all’Europa.
 
Luciana Castellina su Il Manifesto di mercoledì 21 giugno
<modifica art. 38 costituzione.pdf>
<leg.17.bol0824.data20170524.com01.pdf>



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