Riciclare l'olio esausto

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Fabrox

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May 5, 2012, 5:42:47 AM5/5/12
to energie-a...@googlegroups.com
Buongiorno ai lettori,
premetto che l'articolo non sara' assolutamente rigoroso, non me ne intendo molto, ma si e' acceso un certo interesse per questo tipo di rifiuto, considerato che l'olio domestico finisce spesso negli scarichi fognari, comportando parecchi problemi di successivo smaltimento e manutenzione degli impianti.
Mi ha colpito molto questa informazione: 
"ogni anno si consumano 3.5 Kg di prodotti oleosi a persona. Ricordiamo come la maggior parte di queste sostanze, una volta utilizzate in cucina, finisce nello scarico e, da qui, nelle fognature, nonostante il divieto imposto  dal Dlgs. 152/2006, il cosiddetto “Codice dell’Ambiente”.
C’è poca informazione a riguardo, ma mancano anche le strutture idonee, i centri di raccolta e delle organizzazioni adeguate. Un dato, per riflettere: ogni litro di olio nelle fogne corrisponde a 1.000.000 di litri di acqua non potabile, con aggravio dei costi per la manutenzione delle fognature e per la depurazione delle acque." 

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Prima di tutto una pagina interessante, dedicata al progetto Olly:

Una volta utilizzati per cucinare, gli olii alimentari solitamente prendono la via dello scarico del lavello. Vengono insomma considerati un inutile scarto. E invece, proprio dall’olio alimentare esausto si possono produrre calore ed energia elettrica.

Lo dimostrano i confortanti risultati del Progetto Olly, iniziativa di collaborazione avviata in Toscana dagli enti locali, insieme ad aziende di smaltimento rifiuti e operatori della grande distribuzione. Una sinergia vincente, ma non certo nuovo sulla scena europea:

Olly è stato introdotto per la prima volta nel 1999 dalle autorità del Tirolo austriaco, e da allora ha raccolto solo successi presso le utenze sia domestiche che industriali. Solo tra Austria e Germania oggi sono coinvolte ben un milione e mezzo di famiglie.

Questo processo virtuoso oggi ha un brevetto e un marchio registrato, e garantisce agli oli vegetali una seconda vita, attraverso una nuova immissione nel ciclo produttivo. Una panacea che risolverebbe molti mali anche per Belpaese, dove ogni anno si consumano 3.5 Kg di prodotti oleosi a persona. Ricordiamo come la maggior parte di queste sostanze, una volta utilizzate in cucina, finisce nello scarico e, da qui, nelle fognature, nonostante il divieto imposto  dal Dlgs. 152/2006, il cosiddetto “Codice dell’Ambiente”.

C’è poca informazione a riguardo, ma mancano anche le strutture idonee, i centri di raccolta e delle organizzazioni adeguate. Un dato, per riflettere: ogni litro di olio nelle fogne corrisponde a 1.000.000 di litri di acqua non potabile, con aggravio dei costi per la manutenzione delle fognature e per la depurazione delle acque.

Con Olly invece si eliminano dalle fogne circa 2.200 tonnellate di olio esausto all’anno ogni 650.000 abitanti e si producono circa 1 MWh di energia elettrica, pari al fabbisogno di 3000 famiglie, nonché 600 KWh termici, calore sufficiente per coprire i fabbisogni di 500 nuclei domestici. Numeri che hanno convinto dapprima gli amministratori del Trentino-Alto Adige, e ora della Toscana, a tentare la strada del recupero intelligente. Nelle sole Province di Prato e Firenze oggi troviamo oltre 30mila contenitori gialli per il conferimento degli oli esausti.

Al loro interno i cittadini posizionano appositi secchielli da 3 chili utilizzati tra le mura di casa per raccogliere i liquidi da smaltire: l’olio d’oliva, l’olio da frittura ma anche gli oli di conserve, delle scatolette di tonno e grassi di origine animale come strutto, burro sciolto o lardo. Una volta riempito, il contenitore ben chiuso viene appunto consegnato presso le “casette”: basta introdurre al loro interno uno specifico gettone riutilizzabile, ed ecco che si apre una fessura in cui va depositato il contenitore pieno e dalla quale si può ritirarne un altro, vuoto, lavato e pronto all’uso.

Una volta raccolti da aziende specializzate, gli oli alimentari vengono invece condotti presso un impianto di recupero che li trasforma in combustibile ecologico in grado, con la cogenerazione, di produrre elettricità e calore.
Signore e signori, questo è Olly: un’iniziativa che auspichiamo venga diffusa in tutto lo Stivale.


In questa pagina si parla di come alleviare questo problema.

Tra questi posts, metto in evidenza il seguente:
"Io ho provato a bruciare l'olio delle fritture nel camino, e non è che non ci si riesca in assoluto, ma...

Prima di tutto così, a temperatura bassa, da solo l'olio praticamente non brucia. Al limite, con uno stoppaccio, si comporta come per un lumino.
Secondo, quello che non brucerà e che sarà colato alla base del camino, fin dentro la vaschetta raccogli cenere, manderà un odore stomachevole ogni volta che il camino funzionerà e fino a quando non verrà bruciato tutto o ripulito.

Se la fiamma è vivida ed abbondante (buona temperatura del braciere), l'olio delle fritture brucia molto bene, e scalda molto, anche.
In un primo tempo ho provato depositando sulla fiamma vivida ed abbondante dei grossi pezzi di ovatta imbevuta d'olio. Funzionerebbe pure, se non fosse che parte dell'olio, direi inevitabilmente, finisce per colare a terra e, come detto prima, successivamente a bruciare male e mandare cattivo odore.
Allora ho provato con un altro sistema: ho messo l'olio dentro un pentolino (senza manici) con un grosso batuffolone di ovatta sperando di poter così regolare la combustione, e l'ho poggiato su due mattoni, sotto i quali ho acceso la fiamma.
Per un bel pezzo: niente.
Poi, salita la temperatura, l'olio ha cominciato prima a friggere, per successivamente incendiarsi. Tutto sembrava andare per il meglio, con il batuffolone di ovatta che, limitando in un certo modo la disponibilità di olio in superficie, funzionava da "dilazionatore" della combustione. Purtroppo, però, ad un certo momento la temperatura è salita tanto che l'olio ha cominciato a bollire e, facendo un'abbondante schiuma, a fuori uscire dal pentolino: un macello!

Ci vorrebbe proprio qualche sistema studiato a bella posta, tipo impregnare qualcosa, o fare cadere dall'alto l'olio goccia a goccia sul fuoco: non saprei.

Però gettarlo via, quando altri lo utilizzano come carburante, mi sembra una stupidaggine, specialmente oggi che alla classe di risparmio si fa tanto caso. "

Mauro Valle

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May 7, 2012, 5:03:57 AM5/7/12
to Energie alternative
Io lo uso come "esca" per accendere il caminetto.
Mescolato con segatura di legno proveniente dai lavori di bricolage
nella proporzione di 1:10 (1 cm di olio e 10 cm di segatura) in un
barattolo di plastica, si forma un pastone che brucia bene per molto
tempo.
Volevo anche provare a impregrare leggermente il pellet per aumentarne
la resa calorica, ma non ho ancora osato. :)

Gustavo De Filippo

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May 7, 2012, 5:12:53 AM5/7/12
to energie-a...@googlegroups.com
Attenzione alla canna fumaria... restano dei residui che con il tempo possono creare problemi.
Bene per l'accesione, ma per migliorare la resa compra pellet di diversa qualità e miscelali.


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Fabrox

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May 7, 2012, 5:15:40 AM5/7/12
to energie-a...@googlegroups.com
Niente male come idea,
sono convinto anch'io che la modica quantità permetta di evitare gli inconvenienti, cattivi odori o peggio sporcare l'impianto in modo eccessivo.
Secondo me non sarebbe una cattiva idea, provare a nebulizzare l'olio e spruzzarlo tipo spray sulla superficie dei ceppi, per aiutare l'ignizione iniziale.
Mentre ci siamo, vi chiedo anche se qualcuno ha provato ad usare l'olio dei barattoli delle conserve, compresi sottoaceti e simili...

Buona giornata,
Fabrox

Edi Mattioli

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May 7, 2012, 5:25:15 AM5/7/12
to energie-a...@googlegroups.com
nei sottaceti dubito che ci sia olio

concordo che bruciare olio a basse temperature (come quelle di una stufa domestica) NON sia una buona idea,la loro combustione incontrollata genera emissioni e residui dannosi per l'ambiente, oltre che per la stufa.
un'idea migliore che fa bene anche alla salute ... mangiate pochissimi cibi fritti !!! e avrete pochissimo olio esausto da smaltire!
Edi




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Fabrox

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May 7, 2012, 5:39:07 AM5/7/12
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Il giorno lunedì 7 maggio 2012 11:25:15 UTC+2, Edi Mattioli ha scritto:
nei sottaceti dubito che ci sia olio

Scusa, mi sono espresso in modo impreciso, quello che mi ha dato l'idea di pubblicare questo articolo era il residuo di un piccolo barattolo di funghetti campagnoli, con una miscela di 54% di olio di girasole, e l'aggiunta di passata di pomodoro concentrata 3%, acido citrico, acido lattico.
Il sapore di tutto questo era simile agli acetelli, per quello mi aveva dato la mia sensazione, smentita dall'etichetta che ho ricontrollato ora.

 

concordo che bruciare olio a basse temperature (come quelle di una stufa domestica) NON sia una buona idea,la loro combustione incontrollata genera emissioni e residui dannosi per l'ambiente, oltre che per la stufa.
un'idea migliore che fa bene anche alla salute ... mangiate pochissimi cibi fritti !!! e avrete pochissimo olio esausto da smaltire!
Edi




Concordo pienamente, ridurre alla fonte i rifiuti dannosi (a noi stessi oltre che all'ambiente).
Se pero', una volta che il danno e' fatto, si deve scegliere se utilizzare questi rifiuti come combustibile, anche se a malapena tollerabile, mi sembra una scelta decisamente meno dannosa che inquinare pesantemente le condotte fognarie e poi ritrovarsi problemi grossi di smaltimento.

Fabrox
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