discarica di masserano biella...continua

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mauro

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Nov 5, 2007, 3:22:49 PM11/5/07
to Ecoage
Spettabile
Organo Tecnico V.I.A
Settore Tutela Ambientale
Provincia di Biella


OGGETTO: osservazioni art.14 Leg. Reg. 40/98
Integrazioni volontarie avanzate dal proponente
a seguito degli approfondimenti condotti
in sede di conferenza dei servizi.
(Lettera SEAB spa a Prov. Biella prot. U307/2007)

Io, sottoscritto............................residente a Masserano

RITENGO

le integrazioni di cui all'oggetto riguardanti principalmente
l'allegato 1 -analisi del rischio- siano tali da peggiorare
maggiormente la sicurezza dell'abitazione della mia famiglia sita in
via............. distante 800 mt. dalla discarica.

A tal proposito
OSSERVO

- paragrafo 9.2 biogas
Non essendo possibile indicare il grado di rilevabilità associato ad
ogni tipologia di guasto si esprime un giudizio sulla probabilità e
sulle conseguenze dei rischi e si elenca una cifra esagerata di rischi
che viene definita grave e gravissima a seguito di incidenti
tecnologici:
rischio grave probabilità bassa 19 guasti possibili
rischio grave probabilità moderata 1 guasto possibile
rischio grave probabilità remota 6 guasti possibili
rischio gravissimo probabilità bassa 3 guasti possibili
Inoltre si afferma che i rischi associati agli incidenti tecnologici
aumentano con il progetto ampliamento a causa di un maggior volume di
biogas ma di contro si asserisce che non è possibile stimare quale sia
l'incremento di rischio.
Si ritengono critici i condotti di alimentazione che potrebbero
fessurarsi per invecchiamento interrompendo,di fatto, l'aspirazione di
biogas in modo efficiente rilasciando in ambiente circostante il
biogas stesso, liquidando poi tale ipotesi al paragrafo 10.4 ove si
avanza la certezza che la captazione perimetrale intercetterebbe tali
flussi; non si capisce la certezza in quanto pare vengano utilizzati
gli stessi tipi di condotti.

- paragrafi 10.1 e 10.6
Migliorando le coperture si riduce della metà la possibilità di
rilascio di percolato in falda quindi altro punto a sfavore del
progetto ampliamento come confermato successivamente equiparando i due
scenari e affermando che risultano invece essere le vasche 1, 2 e 3
necessarie di un intervento urgente di copertura.
Si mettono comunque in evidenza criticità sulla possibilità di
sversamenti di percolato che potrebbero fuoriuscire dal corpo
discarica.

- paragrafi 10.3 e 10.5
Si afferma che lo scenario di progetto
aumenta del 15% la produzione di biogas, lo stesso che il 23 dicembre
1995 è stato responsabile dello scoppio che ha portato alla morte
Severino Salvan, nella propria abitazione distante 100 metri dalla
discarica
accresce le fonti di carbonio,
accresce i rischi di incendio,
aumenta le emissioni superficiali,
aumenta le massime concentrazioni di cloroformio e xilene a causa dei
maggiori quantitativi di rifiuti e dei prodotti di combustione dovuti
alla maggiore presenza di biogas,
aumenta il rischio associato alla gestione del biogas per la maggior
produzione dello stesso ed al prolungamento dell'esercizio di
discarica,
aumenta il rischio cancerogeno rispetto allo scenario di sola
copertura.
Inoltre, dopo il 2040, lo scenario di progetto risulta essere il
peggiore (rispetto anche allo scenario attuale) per il maggior
quantitativo residuo di biogas.

- paragrafo 10.7
Si conclude affermando che lo scenario che minimizza i rischi risulta
essere quello della sola copertura, di contro, però, si propone il
progetto ampliamento giudicando l'incremento di rischio associato non
particolarmente significativo.
Lo scopo di tale progetto pare perciò ricondursi esclusivamente
all'aspetto economico come più volte sostenuto dal consigliere SEAB
Dottor Morini, dal progettista Ing. Zoppei dal progettista Dottor
Brevi, aspetto economico clamorosamente smentito nella conclusione
generale ove si mette in dubbio anche questa tesi usando un verbo
condizionale "potrebbe" contribuire in termini economici ed
energetici.
Si precisa che sono interventi previsti dalle normative vigenti ed
improcrastinabili nel tempo in quanto come affermato dal Responsabile
del Servizio Gestione Rifiuti della Provincia di Biella Dottor
Stevanin: "una parte del biogas prodotto, per la quale, non è
effettuata in maniera completa l'aspirazione, esce, come nel caso
della 5^ vasca".
Si fa presente che, con la deliberazione n° 106 del 28/11/1997, il
Consiglio Provinciale, come massima garanzia, al fine di salvaguardare
il territorio di Masserano, stabilisce un limite di garanzia di 2500
metri entro cui non si possono aprire nuove discariche ma come
dichiara il progettista Dottor Brevi: "dal punto di vista strettamente
tecnico è una discarica ai sensi del Decreto Legislativo 36/03".
Nella relazione n° 3086 del febbraio 1996 approvata con deliberazione
G.P. n° 114 del 21/02/1996 la Società Golder Associates Geoanalysis di
Torino individua quattro zone a differente probabilità di diffusione
del gas intorno alla discarica per un'area di ampiezza complessiva di
circa 2000 metri, quindi, il progetto ampliamento, considerato non il
migliore fino all'anno 2040 ed il peggiore dopo tale data, non fa che
aumentare (con il maggiore apporto del 15% di biogas prodotto) i
rischi per tutta la zona abitata compresa la mia abitazione.
Inoltre, a precisa domanda se la normativa vigente impone di
intervenire sui dislivelli abbancando biocubi l'Ing. Zoppei afferma:
"assolutamente no!".
- paragrafo 10.7
Allarma constatare che un ente pubblico come SEAB, rappresentante di
tutti i Comuni del Biellese, titolare della discarica e proponente del
progetto, in fase di comparazione degli scenari, associ la revisione
di tutti gli impianti solo al progetto ampliamento, dimenticando che,
lo stesso trattamento dovrebbe essere associato, per essere credibile,
anche al progetto di sola copertura.
In conclusione pare di essere messi di fronte ad un gravissimo
"prendere o lasciare"come del resto affermato nella parte E sintesi
non tecnica " ci sarebbe il rischio di mantenere aperta la discarica
per un lungo periodo posponendo nel tempo tutti i necessari interventi
di ripristino ambientale".
Si osserva che:
Nessuna indagine conoscitiva è stata condotta sul campo, ovvero sul
territorio concentrato in un raggio non superiore ai 1000 metri dalla
discarica anche se all'epoca del tragico evento tracce di biogas erano
state rinvenute circa 600 metri oltre il perimetro di discarica. Una
seria analisi del rischio, soprattutto in casi delicati come questo
richiederebbe perlomeno un'attenta analisi del territorio, valutando e
rilevando casa per casa e caso per caso le diverse ed anomale
situazioni che esistono sul territorio; il riferirsi ai modelli Land
Sim e Gas Sim (Golder Associated, oh! chi si rivede) senza schiodarsi
dalla scrivania non può di certo favorire una analisi di rischio in
grado di fornire sicurezza a chi come me vive in questa realtà.
La delicatezza della situazione è confermata del fatto che,
mensilmente, dal 1996 ad oggi, presso le abitazioni nelle quali sono
installate le centraline di controllo per il biogas, si continuano ad
effettuare regolari controlli; da ciò si deduce che non è mai
tramontata la reale preoccupazione di una possibile/probabile
possibilità di fuga di biogas. Prova ne è che anche nell'abitazione
più distante (1200 mt.) le verifiche sulle centraline da parte
dell'Autorità Competente vengono effettuate con regolarità.
Un noto locale pubblico, frequentato settimanalmente da molte
centinaia di persone subordina la sua attività alla centralina di
rilevamento del biogas; se il progetto proposto aumenta del 15% la
produzione di biogas, si evince la paradossale situazione che si
verrebbe a creare per titolari e clienti.
Diverso discorso per un altro noto locale che è situato a circa 1000
mt. dalla discarica ma in un altro Comune che richiama, nei fine
settimana, migliaia di giovani, il quale non viene preso in
considerazione confidando, forse, che il biogas non sappia varcare i
confini sotterranei del territorio di Masserano.
In conclusione di deduce che, per le caratteristiche del progetto
proposto, questa situazione non avrà termine per almeno le prossime
due generazioni di abitanti , infatti, affermando che il progetto che
minimizza i rischi non è quello proposto e che dall'anno 2040 quello
dell'ampliamento è il peggiore , per i cittadini di Masserano la
condanna è già stata pronunciata.
Inoltre si porta a conoscenza che:
- Ci sono una ventina di abitazioni private sottoposte nel 1996 a
chiusura forzata dei pozzi per l'approvvigionamento idrico per
possibili migrazioni di biogas dal sottosuolo.
- Sono state costruite intorno all'anno 2000 le fognature che di
fatto hanno nuovamente messo in "comunicazione" sottosuolo/interno
abitazione le case come la mia che erano state "isolate" mediante la
chiusura dei pozzi.
A tal proposito richiedo l'installazione, anche a casa mia, di una
centralina di rilevamento del biogas in quanto altamente probabile (in
caso di migrazione) l'infiltrazione dello stesso mediante l'apparato
fognario.
- La funzionalità degli interventi di chiusura dei pozzi non è stata
più verificata da undici anni a questa parte.
- Alcuni pozzi non sono stati chiusi per l'opposizione dei proprietari
e sono rimasti tali da allora.
- Pozzi distanti meno di quelli chiusi a Masserano non sono stati mai
neppure controllati solo perché si trovano in un altro Comune.
- Transitano migliaia di mezzi al giorno sulle strade adiacenti alla
discarica.
- Ci sono innumerevoli attività industriali e commerciali, compreso un
famoso centro acquisti, che richiamano centinaia e centinaia di
persone al giorno.
- Ci sono, in un raggio non superiore ai 1000 metri, tre distributori
di carburante di cui uno di nuova costruzione con annesso impianto di
gpl.
- Sono stati costruiti innumerevoli insediamenti industriali e
commerciali ma nessuno è in grado di affermare se gli scavi hanno
influito o modificato il fragile equilibrio del sottosuolo.
Si ricorda altresì che il fallimento della sperimentazione della
cosiddetta "spugna" (attiva? viva?) bocciata inequivocabilmente
dall'A.R.P.A ha lasciato in sito
30.000 (?) tonnellate di biocubi che contribuiscono per quota parte ad
aumentare la produzione di biogas perché ci si è presto dimenticato
che, da progetto iniziale, andavano tolte se lo stesso avesse dato
esito negativo.

Si vuole sottolineare, a questo punto, che già in fase di
progettazione del polo tecnologico si conosceva la durata della
discarica di servizio (cinque anni), nonostante i quindici
contrattuali, quindi nessun pregio ha la giustificazione che non si sa
dove abbancare i rifiuti.

Con l'autorizzazione ai rialzi della 5^ vasca a Masserano, si è di
fatto preparato il terreno per questo progetto che era già stato
presentato uguale nelle dimensioni, nella localizzazione della 6^
vasca e nel tipo di rifiuti derivati da frazione secca nel 1997 da
ASTC sas (Ambiente Sicurezza Tecnologie Consulenze Milano) per ordine
e conto di STA spa.
Già allora si contestava
- l'intestazione del progetto imprecisa e fuorviante,
- l'inserimento di un bacino di discarica in un contesto ad elevato
rischio ambientale,l'inaccettabile conformazione molto irregolare del
bacino proposto derivante dalla necessità di sfruttare al massimo la
limitata superficie a disposizione tra le vasche esistenti.
- Si riteneva inaccettabile la conformazione molto irregolare del
bacino proposto a causa delle difficoltà di realizzazione del sistema
di impermeabilizzazione su superfici assai irregolari.
Osservazione condivisa ancora oggi dal progettista attuale Dottor
Brevi quando afferma che "l'impermeabilizzazione per quanto possibile
sulle pareti perché c'è una esigenza di raccordo con gli impianti
esistenti".

Le conclusioni furono: "in questa situazione non sembrerebbe
proponibile altro che la rapida cessazione dei conferimenti e l'inizio
di un'efficace opera di risanamento dell'area".
Era il febbraio 1998 e come si può notare
la storia si ripete e sono passati quasi 10 anni

Di fatto si sta volutamente trascinando il Biellese in continua
emergenza rifiuti, perché "emergenza c'è" come afferma il Dottor
Morini (Consigliere di amministrazione di SEAB) nonostante i proclami
che il polo tecnologico avrebbe risolto i problemi del Biellese per 15
anni.

Questa situazione non può e non deve ripercuotersi a livello fisico e
psichico sulla vita della mia famiglia e mia personale, sono dodici
anni che conviviamo con la paura biogas, abbiamo l'innegabile diritto
ad una vita serena presente e futura in casa nostra ma con il progetto
proposto esiste la ragionevole preoccupazione che i biocubi si
trasformino in necrocubi.


Alla luce di tutto quanto sopra osservato

C H I E D O

L'ABBANDONO DEL PROGETTO DI AMPLIAMENTO PROPOSTO E L'IMMEDIATO
RIPRISTINO AMBIENTALE INTEGRALE DELL'INTERA AREA DI DISCARICA MA
INNANZITUTTO LA GARANZIA DELLA TOTALE SICUREZZA DELLA MIA ABITAZIONE

attuando tutti gli interventi necessari tra cui quelli indicati dal
progettista
Ing. Zoppei quali la realizzazione nella zona di raccordo tra 5^, 4^ e
3^ vasca di un doppio sistema di captazione per il mantenimento in
depressione del biogas mediante la costruzione di due nuove barriere
di pozzi in sostituzione di quelli che sono li da oramai molti anni
che si ritiene possano avere qualche problema. L'attuazione di un
"revamping" di tutti i piezometri delle acque sotterranee, una
revisione di tutti i pozzi vecchi che stanno li da molti anni e sono
assolutamente improduttivi e recuperando in pieno tutte le
funzionalità soprattutto per quanto riguarda tutta la rete di
monitoraggio del biogas.

Si richiede ai sensi dell'art.14 comma 4 L.R. 40/98 e ss.mm.ii. un
confronto con il proponente.

Si invita l'autorità Competente di tenere conto delle argomentazioni
ivi contenute nel provvedimento conclusivo ai sensi dell' art.12 comma
3 L.R. 40/98e ss.mm.ii.


In fede

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