cosa può salvare l'industria degli ebook?

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arsenio bravuomo

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Mar 30, 2010, 3:17:39 PM3/30/10
to ebook-re...@googlegroups.com
da leggere!

http://www.thenewsleekness.com/index.php/only-branding-can-save-the-e-book-industry/

(se qualcuno ha bisogno magari posso tentare una traduzione alla
veloce... :O) )


a
b

LordMax AT simplicissimus.it

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Mar 30, 2010, 5:22:35 PM3/30/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Ciao da LordMax

Il 30 marzo 2010 21.17, arsenio bravuomo <arsenio....@gmail.com>
ha scritto:
> da leggere!
>
> http://www.thenewsleekness.com/index.php/only-branding-can-save-the-e-book-industry/
>

Articolo interessante ma devo dissentire.
Il brand è un elemento fondamentale per garantirsi la continuità e la
fidelizzazione non per la nascita di un mercato dove, per definizione,
il brand ancora deve nascere.
E' come se Armani si mettesse a fare macchine, non le compreremmo
certo solo perché sono di armani.
E lo stesso vale se l'IBM si mettesse a fare cravatte.

> (se qualcuno ha bisogno magari posso tentare una traduzione alla veloce...
> :O) )

Sarebbe molto gradita. ^_^


--
LordMax
Coautore di "Sì! Oscuro Signore" © by Zib & LordMax
www.flyingcircus.it : Siamo artisti del gioco. Siamo artisti per gioco.
Certo che se google funzionasse bene con Opera sarebbe meglio per tutti.

arsenio bravuomo

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Mar 30, 2010, 6:54:54 PM3/30/10
to ebook-re...@googlegroups.com
On 30/03/10 23;22, LordMax AT simplicissimus.it wrote:
> Ciao da LordMax
>
> Il 30 marzo 2010 21.17, arsenio bravuomo<arsenio....@gmail.com>
> ha scritto:
>> da leggere!
>>
>> http://www.thenewsleekness.com/index.php/only-branding-can-save-the-e-book-industry/
>>
>
> Articolo interessante ma devo dissentire.
> Il brand è un elemento fondamentale per garantirsi la continuità e la
> fidelizzazione non per la nascita di un mercato dove, per definizione,
> il brand ancora deve nascere.
> E' come se Armani si mettesse a fare macchine, non le compreremmo
> certo solo perché sono di armani.
> E lo stesso vale se l'IBM si mettesse a fare cravatte.
>
>> (se qualcuno ha bisogno magari posso tentare una traduzione alla veloce...
>> :O) )
>
> Sarebbe molto gradita. ^_^

ecchila!

http://www.bravuomo.it/2010/03/30/solo-il-branding-puo-salvare-lindustria-dellebook/

spero di non aver tradotto troppo in fretta.
attendo consigli sulle frasette rimaste in inglese :))

sciau tutti.

a
b


Provincia San Benedetto di Don Orione

unread,
Mar 31, 2010, 2:49:42 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Il giorno 31/mar/10, alle 00:54, arsenio bravuomo ha scritto:

>
> spero di non aver tradotto troppo in fretta.
> attendo consigli sulle frasette rimaste in inglese :))

grazie, interessante.

marco matteoli

unread,
Mar 31, 2010, 3:13:46 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Grazie, interessante e utile

> --
> Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Ebook Revolution" di Google Gruppi.
> Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a ebook-re...@googlegroups.com.
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>

Antonio Tombolini

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Mar 31, 2010, 3:42:39 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Nice job, Arsenio, grazie!

Nel merito: molto interessanti gli accenni che vanno nella direzione di ciò che può dare valore ad un ebook. Così a occhio mi pare un po' sbrigativo far rientrare tutto ciò nel vecchio concetto di "branding" e di marchio. La marca a cui siamo abituati, quella per cui paghiamo di più l'identico prodotto priva di essa, a me sembra piuttosto una posizione di rendita basata sulla ignoranza, sulla non-conoscenza relativamente a tale identità: quando imparo e mi rendo certo del fatto che il prodotto è davvero identico a quello "senza marca", il valore di quella marca immediatamente, almeno per me, decade, e non esito un istante a spostarmi sul no-brand. Pensate ai computer: ho un Dell, un HP, un iPhone, un Asus eee e un netbook Samsung (mio figlio ha un netbook Acer e un portatile Lenovo). Ogni volta l'acquisto è determinato dalla comparazione di caratteristiche e componenti, e il valore di marca tende a zero. Fa ancora eccezione a questo Apple, e continuerà a farla nella misura in cui sarà capace di incorporare valore aggiunto e differenziale rispetto ai competitor. Finora gli è riuscito, ma temo che sempre più lo otterrà non per via di oggettivi "plus" di prodotto, bensì di "chiusura" dello stesso in un ecosistema isolato e impenetrabile, e credo che questo sia il punto debole di Apple.

Ma non voglio che adesso riattacchiamo col dibattito Apple pros and cons ;) Tornando al nostro tema, gli ebook e perché mai io dovrei pagare qualcosa per averli, sono molto sensati gli accenni al "valore aggiunto" che un autore e un editore possono apportare agli stessi. Meno sensato mi pare ricondurre tutte queste cose nel concetto di "marca", quando si tratta, invece, del buon vecchio concetto di *qualità del prodotto*, di fare le cose per bene, e meglio degli altri, meglio di ciò che già esiste.

Un'enfasi eccessiva sull'importanza del concetto di marca rischia di deviare gli sforzi (e questo sarebbe letale) da uno sforzo di ricerca e di implementazione di qualità reale, alle solite "politiche di marketing", che nell'economia della rete valgono, quelle sì, qualcosa di sempre più vicino allo zero.

AT

2010/3/31 marco matteoli <matt...@mac.com>



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Domenico Monaco

unread,
Mar 31, 2010, 3:43:15 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Quello che secondo me manca ancora è una sorta di "standard di qualità", un "editore" che faccia del "suo marchio" una questione di "fiducia" a priori da parte dei lettori. Per esempio  consideriamo in automatico la carta stampata "migliore del digitale" in quasi tutti i settori, ma per quanto riguarda le informazioni di tipo tecnologico le cose stanno cambiando... anche se un magazine su carta suscita una fiducia che come sappiamo è intrinseca almeno in apparenza sinonimo di qualità. 

Gli eBook sono ancora un fenomeno di nicchia, oppure la trasposizione di un volume su carta resto disponibile anche in Digitale, ma nell'ultimo caso è il volume-editore che fà la differenza, in generale si proponesse ad un lettore due titoli completamente sconosciuti di autori completamente sconosciuti, uno su carta e l'altro in versione digitale, probabilmente assoceremmo la parola "Qualità" a quello cartaceo, in questo senso intendo dire che nel mondo eBook manca senza un Dubbio un "Brand", ma che può essere anche di per se un autore o comunque qualcosa che sia sinonimo di "buon e-book"...

Supponiamo che Simplicissimus (lo spero) diventi sinonimo di qualità, nel momento in cui viene distribuito un eBook marchiato simplicissimus, potremm considerlarlo in automatico un eBook ben scritto senza considerare il contenuto.....
--
Domenico Monaco | VISup srl
Via Santa Lucia, 9
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Happy Hacking (cit. R. Stallman)
www.kiuz.it | www.pillsofbits.com

Antonio Tombolini

unread,
Mar 31, 2010, 4:30:40 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Domenico, sono abbastanza d'accordo con te. Il mio è più che altro un timore di "scorciatoie" che inevitabilmente si attiverebbero in qualsiasi azienda (compreso Simplicissimus!) nel momento in cui si cominciasse a enfattizzare l'aspetto "brand". Anche perché in questo settore la "qualità" di un ebook è essa stessa una cosa ancora tutta da inventare. Che cosa significa, in cosa si traduce, come può esser fatta percepire rispetto ad un ebook di "bassa qualità"?

Un po' di idee ce le avrei, naturalmente, e anche nell'articolo segnalato da Arsenio non mancano suggestioni a questo riguardo: ma ritengo importante che sia proprio la "qualità del prodotto-ebook" al centro dell'attenzione, più che il concetto di "brand", che ha una micidiale tendenza a traformare tutto in... fuffa :)

AT


2010/3/31 Domenico Monaco <kiuz....@gmail.com>



--

Domenico Monaco

unread,
Mar 31, 2010, 5:43:10 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Tombolini, ho scoperto ora che hai scritto un commento del tutto in linea al mio quasi in contemporanea.

Diciamo che il "brand" da solo è una questione di "marketing", quindi se poi è sinonimo di qualità ben venga... ma come dici tu l'e-Book è ancora tutto da inventare sia come fenomeno in sè, sia come standard di scrittura, qualità ... target ecc.

....vediamo un po come si evolve la situazione.... :D

Provincia San Benedetto di Don Orione

unread,
Mar 31, 2010, 6:19:29 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Il giorno 31/mar/10, alle 10:30, Antonio Tombolini ha scritto:

> Domenico, sono abbastanza d'accordo con te.


Penso anche io che lavorare sul marchio sganciandolo dal discorso di
qualità ed innovazione sia alla fine una produzione di fuffa. Molte
dichiarazioni anche di case editrici importanti sul versante ebook
hanno questo problema, di mescolare cose che assieme ci possono state
molto relativamente: epub, multimedia, iPad e e-ink vengono usate un
po' come viene, come se si trattasse della stessa cosa. E anche per
quel che riguarda le buone notizie del mondo editoriale italiano,
spesso si tratta di prove di muscoli, come la conversione annunciata in
massa di titoli di best seller. Bene, intendiamoci, ma non credo che
il 'porting' di testi cartacei in digitale possa essere di per sé una
scelta di 'qualità' per la lettura di e-book.
Insomma, finché l'ebook viene visto come prodotto per consumare testi
creati per un altro media e poi 'convertiti' per ebook, sarà una
rivoluzione un po' a metà.
Quello in cui credo è invece la nascita di testi, romanzi, riviste,
'cose' create per l'ebook e che non potrebbero nemmeno esistere su
carta. Secondo me questa è una risposta (non la sola) ad Antonio quando
si chiede in che maniera si può discriminare un buon ebook da uno meno
buono.

Noi ad esempio (penso di poterlo anticipare) partiremo con una collana
di narrativa tra poco e il nostro primo 'romanzo' avrà circa diecimila
link interni per fare interagire il lettore con la storia che sta
leggendo. Questo secondo me è un prodotto 'nuovo' per ebook, ma non si
tratta di un porting di un romanzo fatto in un pomeriggio con calibre,
ma di un lavoro portato avanti per mesi e mesi.
Credo che la qualità del prodotto ebook possa essere riconosciuta dal
lettore anche sentendo il lavoro che c'è dietro alla creazione di un
progetto editoriale fatto appositamente per lui.


f.

arsenio bravuomo

unread,
Mar 31, 2010, 11:58:53 AM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
On 31/03/10 09;42, Antonio Tombolini wrote:
> Nice job, Arsenio, grazie!

grazie a voi per avermi dato l'entusiasmo di passare una seratina e
essere utile. :O)

> Ma non voglio che adesso riattacchiamo col dibattito Apple pros and cons
> ;) Tornando al nostro tema, gli ebook e perché mai io dovrei pagare
> qualcosa per averli, sono molto sensati gli accenni al "valore aggiunto"
> che un autore e un editore possono apportare agli stessi. Meno sensato
> mi pare ricondurre tutte queste cose nel concetto di "marca", quando si
> tratta, invece, del buon vecchio concetto di *qualità del prodotto*, di
> fare le cose per bene, e meglio degli altri, meglio di ciò che già esiste.


io mi sono fatto quest'idea: forse sarebbe tutto più chiaro se si
traducesse la parola "branding" con "reputazione".

l'editoria si sposta online e online la reputazione è tutto. più che nel
mondo offline, probabilmente.

allora, quando vendi beni intangibili probabilmente la tua reputazione
"fa" la qualità del prodotto. la reputazione fa sì che io mi "fidi" di
un produttore e che "rischi" i miei soldi per comperare un libro che,
per definizione, non so com'è fino a quando non ho finito di leggerlo
(semplifico, certamente, qualche libro so com'è dopo una pagina emmezza,
certo... :O) )

ecco che allora, come dice giustamente l'autore dell'articolo, la
reputazione dell'autore diventa fondamentale. l'editore rischia di
essere tagliato fuori da questo giro, non appena un autore è in grado di
impacchettare e distribuire (digitalmente) i suoi contenuti.

a me viene da pensare che un autore "affermato" (ovvero con una
community consolidata di propri lettori) non ha più davvero bisogno di
una casa editrice. (stiamo sempre parlando di ebook, eh)

quindi il lavoro "aggiunto" degli editori è quello di trovare scrittori
nuovi bravi e lanciarli. cosa mi fa comprare il libro di corrado
maisentito? il fatto che ha "dietro" la reputazione della tal casa editrice.

bon. la casa editrice deve metterci quel quid che fa sì che un autore
sconosciuto possa rapidamente essere conosciuto, perché sappiamo che
quella casa editrice non sbaglia un colpo, "sa" distinguere chi è bravo
a scrivere da chi non lo è.

scusate la lunghezza, son considerazioni a caldo...

a
b

Domenico Monaco

unread,
Mar 31, 2010, 3:50:01 PM3/31/10
to ebook-re...@googlegroups.com
Penso che siamo tutto sommato d'accordo, solo che al momento manca il "senso" qualità dell'eBook, come quando l'Apple produsse il primo Personal Computer l'IBM pensava che il mondo sarebbe andato avanti solo grazie ai suoi mastodontici Compueter, ed invece poi si è ricreduta. Riprendendo il discorso del "eBook a più mani" volevo dire che una cosa che mi piacerebbe apprendere, o meglio, sperimentare, è come un eBook deve essere caratterizzato a finchè "piaccia" come eBook, affinchè un eBook si distingua per quanto tale... e non un "porting" dal cartaceo, che per alcuni aspetti è utile, ma non Figo.

Ormai il libro cartaceo ha la sue forme consolidate, ma l'eBook no. Il marchio può certo "dare quel senso di fiducia" di cui Arsenio, come potrebbe, e sottolineo potrebbe, anche l'autore singolo riuscirci, sicuramente in internet più che in altri posti la singolarità è messa sullo stesso piano della pluralità, si acquista facilmente fiducia, come la si perde altrettanto facilmente... e se il pubblico perde la fiducia in un Autore, esso può anche essere compromesso in modo decisivo, per questo motivo forse un Brand, un Gruppo o semplicemente una forma di "professionalità" ed "esperienza" può aiutare affermare e/o gestire questa "reputazione" ....





a
b

--
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Ebook Revolution" di Google Gruppi.
Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a ebook-re...@googlegroups.com.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a ebook-revoluti...@googlegroups.com.
Per ulteriori opzioni, visita il gruppo all'indirizzo http://groups.google.com/group/ebook-revolution?hl=it.




--

Domenico Monaco

unread,
Apr 1, 2010, 11:08:08 AM4/1/10
to ebook-re...@googlegroups.com
conoscevate già http://www.scribd.com/ ? io no, :D

serena sangiorgi

unread,
Apr 7, 2010, 3:16:05 AM4/7/10
to ebook-re...@googlegroups.com
si. definibile come "imprecisato guazzabuglio", è arrivato alla fama
per essere stato usato da Obama nella sua campagna elettrorale per
diffondere e condividere i suoi programmi. personalmente ho fatto un
piccolo scandalo presentandolo in un intervento a Perugia nell'ottobre
scorso... indicabdo il testo pieno di La solitudine dei numeri primi,
abbastanza chiaramente piratato...
Serena

Il 01 aprile 2010 17.08, Domenico Monaco <kiuz....@gmail.com> ha scritto:
> conoscevate già http://www.scribd.com/ ? io no, :D

--
Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma
Viale Usberti 181, 43100 Parma. http://www.unipr.it
tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi

amal...@gmail.com

unread,
Apr 7, 2010, 4:53:38 AM4/7/10
to Ebook Revolution
ho cercato di chiarirmi le idee sugli e-book, categoria assai
eterogenea, e ho proposto questo :

http://forum.simplicissimus.it/quale-dovrei-comprare/glossario-per-i-futuri-acquirenti/msg23174/#msg23174

che ne dite, può essere utile ? ;D

Amalibri

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