Accordo MLOL-Bookrepublic

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Giulio Blasi

unread,
Feb 28, 2012, 1:36:51 PM2/28/12
to ebook e biblioteche
[scusandomi per il cross-posting, è anche su Facebook]

Buongiorno a tutti,

sto leggendo - e ne sono molto contento - reazioni, dubbi, critiche,
qualche complimento, da parte dei bibliotecari all'annuncio
dell'accordo MLOL-Bookrepublic (http://www.medialibrary.it/news/
news.aspx?id=3105). Sono intervenuti alcuni bibliotecari in alcune
liste di discussione (principalmente qui:
http://groups.google.com/group/ebook-e-biblioteche/browse_thread/thread/1ae57f156ccc2925/3035eb95b37f2d44?pli=1
), ne ha scritto Antonio Tombolini (antoniotombolini.simplicissimus.it/
2012/02/ebook-e-biblioteche-aridaje-ecco-la-mia-intemerata.html) con i
contributi di Nicola Cavalli, Virginia Gentilini, Marilena Puggioni,
di Luca Ferrieri, Pieraldo Lietti, Mario Guaraldi, Alessandro Gallo, e
altri. Ne ha riscritto Luca Ferrieri (http://
gruppodilettura.wordpress.com/2012/02/28/prestito-degli-e-book-in-
biblioteca-novita-potenzialita-e-dubbi-dopo-laccordo-bookrepublic-
medialibraryonline/ ) e se volete la rassegna stampa completa di MLOL
andate pure qui: http://www.medialibrary.it/pagine/pagina.aspx?id=136&PortalId=1.

Non credo sia il momento di rispondere a tutte le sollecitazione né di
proporre “sintesi” di questo dibattito che spero continui e si
sviluppi in modo proficuo (ho scritto un paio di articoli che verranno
fuori nei prossimi mesi, uno per il convegno AIB e un altro su
Digitalia, entrambi dedicati al digital lending, quindi il mio
contributo ci sarà). Nel frattempo però vorrei dire due/tre cose molto
semplici per evitare fraintendimenti e cattiva informazione su MLOL.

La prima è che su MLOL difendiamo con tutta la forza l'idea di
aggregare modelli eterogenei di digital lending (Casalini Libri,
Readme, Edigita, Bookrepublic, Freading, ecc. ecc. ). Per due ragioni
molto semplici: 1) bisogna focalizzarsi sulla costruzione di una
collezione e dato che editori diversi sono in schemi distributivi
diversi se si sceglie “una” soluzione si esclude gran parte dei
contenuti e questo è inaccettabile dal punto di vista di un servizio
bibliotecario; 2) Ferrieri dice che dobbiamo continuare a cercare e ha
perfettamente ragione. Ma temo si illuda se pensa che questo condurrà
nel tempo a un punto di equilibrio, alla soluzione finale
perfettissima che tutti metterà d'accordo e che finalmente pacificherà
il dibattito odierno.

L'ecosistema dei nuovi media è un ecosistema costitutivamente
caratterizzato da mutamenti continui e ciclici, senza interruzioni. Io
lavoro nel settore dei new media dal 1993 (data di fondazione della
Horizons Unlimited srl) e sono al mio terzo ciclo di cambiamento (ho
dovuto ripensare 3 volte la mia impresa per sopravvivere). Il mio
maestro all'università, Umberto Eco, scriveva nel 1964 (mia data di
nascita...) che si rischiava - ad occuparsi di comunicazione di massa
- di fare la “teoria di giovedì prossimo”. Da allora sentiamo una
pressione ciclica e continua a ripensare il nostro sistema mediale che
si è solo acuita e velocizzata nell'epoca di Internet e del web. Per
l'editoria digitale questo è assolutamente decisivo. Ho spesso
richiamato in interventi e articoli il fatto che il dibattito sul
futuro del libro e delle biblioteche è un dibattito (che con ben
maggiore complessità) è stato già fatto negli anni '90.

E dunque che fare, come comportarsi in una situazione così fluida?
Credo che l'unica soluzione sia l'esplorazione, la sperimentazione, la
ricerca di soluzioni pragmatiche, parziali, incomplete e sempre
potenzialmente migliorative. E' questa la soluzione che usano le
public library americane e non mi pare che il digitale abbia
diminiuito il loro “impatto” (popolazione/iscritti alla biblioteca)
che rimane circa 6 volte maggiore - media nazionale - di quello
italiano (69% contro 11.7%).

Capirete dunque perché non mi sembra davvero il caso di rispondere
direttamente alla “provocazione” di Tombolini. Il modello che lui,
monoteisticamente, ritiene decisivo e finale per le biblioteche è
nient'altro che UNO dei modelli oggi possibili. Un modello che
porteremo su MLOL attraverso la partnership con Freading, l'unico
portale al mondo che abbia sviluppato un servizio di pay-per-lending
specificamente orientato al mondo delle biblioteche. Si tratta di un
modello molto interessante (ed è per questo che lo sperimenteremo con
chi lo realizza davvero e non a chiacchiere) ma c'è una ragione
profonda per la quale non è un modello facilmente scalabile. Gli
editori (e a maggior ragione i distributori) non hanno alcun diritto
di gestire forme di noleggio degli ebook a meno che non siano
esplicitamente consentite nei contratti di edizione. L'editore (nella
stragrande maggioranza dei casi) per accettare un pay-per-lending
dovrebbe ricontrattare le condizioni di edizione con gli autori,
agenti, editori stranieri, ecc. Come ho avuto modo di dire più volte,
una svolta radicale sul digital lending richiede più investimenti in
spese legali che in tecnologia. Chi vuole mettere su rigorosamente
sistemi simili deve farli questi investimenti. Al contrario la mimesi
del meccanismo del prestito analogico (il modello one copy/one user
molto discusso) ha convinto tanti editori a procedere consentendo alle
biblioteche di accedere a questo canale distributivo senza aspettare
il XXII secolo per una riforma storica del copyright internazionale...
(eccovi una mappa della situazione negli USA:
http://www.thedigitalshift.com/2012/02/ebooks/a-guide-to-publishers-in-the-library-ebook-market/)

Veniamo alla questione della selezione dei titoli da parte dei
bibliotecari o da parte degli utenti finali. Come sa chiunque bazzichi
il mondo delle biblioteche, stiamo parlando del modello PDA (Patron
Driven Acquisition). Tale modello non è affatto vincolato al pay-per-
lending ma è associabile anche ad altri modelli. Su MLOL infatti verrà
implementato nel corso del 2012 (non solo per Freading ma anche per
tutti gli altri distributori) e prevede la disponibilità dell'intera
collezione per gli utenti e l'acquisto automatico da parte della
biblioteca sulla base di algoritmi di “approval plan” concordati con
le biblioteche stesse. Certo questo modello taglierebbe fuori - se
usato in modo troppo rigido - qualunque forma di intermediazione
selettiva da parte dei bibliotecari e quindi noi renderemo il modello
opzionale ed eventualmente misto (il budget può essere speso in parte
con modello PDA e in parte con modello pick & choose).

Concludo dando (semmai fosse possibile) una spiegazione degli “animal
spirits” di Tombolini. I distributori digitali italiani che lavorano
sul canale bibliotecario sono quattro: Bookrepublic, Casalini Libri,
Edigita, Readme (i distributori digitali - da non confondere con gli
shop - sono quegli operatori che vendono agli editori il servizio di
distribuzione sui canali commerciali). Come vedete all'alba del 2012
ne mancano alcuni (tra cui la struttura di Tombolini) che non offrono
ancora ai propri clienti (gli editori) un servizio di distribuzione in
biblioteca. Un problema rilevante dato che si tratta di un mercato
fatto di migliaia di acquirenti potenziali. Alcuni (Mondadori) evitano
le biblioteche per scelta speriamo temporanea, altri solo per incuria
ed è un danno grave per i loro editori.

MLOL aiuterà tutti gli editori distribuiti da piattaforme non “library
friendly” a orientarsi per trovare alternative: Bookrepublic, Casalini
Libri, Edigita, Freading, Readme e altri che verranno offrono tutte le
varietà di business model che possono soddisfare le diverse preferenze
degli editori in questo segmento distributivo. I primi ai quali ci
rivolgeremo sono, naturalmente, gli editori distribuiti da Tombolini
(senza esclusiva ci risulta): le 2.300 biblioteche aderenti a MLOL
(numero in rapidissima crescita) non vogliono rimanere senza i libri
di quegli editori. E siamo certi che quegli editori sono interessati
al pubblico dei lettori e al mercato delle biblioteche prima che alle
visioni monoteistiche (non fondate su conoscenze solide del digital
lending) del loro distributore. Ecco la lista, aperta a quanti
vogliano proporre loro servizi per il mondo delle biblioteche:
http://www.simplicissimus.it/prodotti-e-servizi/stealth/hanno-aderito-a-stealth/.

Mi scuserete per questa chiusa un po' aggressiva ma il bullismo
tomboliniano del “con me o contro di me per la salvezza delle
biblioteche” proprio non lo sopporto. Ma poi lo perdono perché mi
mette allegria l'idea che finalmente biblioteche ed ebook siano
diventate un tema caldo e sul quale comincia ad esserci un po' di
concorrenza (e non sto parlando di Tombolini, come tutti sanno).

;)

Giulio

marilena puggioni

unread,
Feb 29, 2012, 4:24:02 AM2/29/12
to ebook-e-b...@googlegroups.com
Continuo, per par condicio e perchè lo ritengo utile per il dibattito e i bibliotecari,  nel mio "lavoro" informativo.
Questa la replica di Antonio Tombolini a Giulio Blasi:

http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2012/02/giulio-blasi-mlol-gli-ebook-le-biblioteche-e-il-bullismo-tomboliniano.html
 
Marilena Puggioni

Da: Giulio Blasi <giuliob...@gmail.com>
A: ebook e biblioteche <ebook-e-b...@googlegroups.com>
Inviato: Martedì 28 Febbraio 2012 19:36
Oggetto: [ebook-biblioteche] Accordo MLOL-Bookrepublic
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