Paolo Nori - Secondo me la migliore vacanza è non andare proprio in vacanza

60 views
Skip to first unread message

Sergio Brasini

unread,
Jun 20, 2024, 12:48:03 PM6/20/24
to docentipr...@googlegroups.com
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/06/20/secondo-me-la-migliore-vacanza-e-non-andare-proprio-in-vacanza/7593965/ 

Secondo me la migliore vacanza è non andare proprio in vacanza

Stanno per cominciare la vacanze, che è una parola che, per me, ha a che fare con la scuola, nel senso che io insegno, in due università, a Milano e a Rimini, e quando ho finito le lezioni, quando ho finito di correggere le tesi e di controllare le proposte editoriali che i miei studenti hanno fatto alle case editrici alla fine dei loro corsi (insegno traduzione editoriale dal russo), non ho più impegni di lavoro fissi e, finalmente, posso mettermi a lavorare sul serio.
Posso scrivere, posso tradurre, posso leggere, posso presentare i libri, posso fare un sacco di cose.
Andare in vacanza nel senso in cui si intende la cosa comunemente, cioè andare in Costa Brava, o in Costa Azzurra, o in Costa Smeralda, o in Costa Rica, faccio per dire, è una cosa della quale io, devo confessare, faccio a meno volentieri.
Qualche settimana fa uno studente di un liceo di Milano che si chiama Costantino mi ha fatto un’intervista per il giornale del suo liceo; non erano le solite domande che ti fanno nelle interviste (Di cosa parla il suo libro?, Come mai questo titolo?), eran diverse e, chiarito che io, in generale, non so quasi niente, a rispondere mi sono divertito.
Come ultima domanda Costantino mi ha chiesto “un consiglio sul futuro, un consiglio per noi giovani (studiosi o meno) e, chiaramente, un consiglio di lettura”, e io gli ho risposto che non bevo alcolici, perché, verso i quarant’anni ho fatto una dieta, ho smesso di bere per qualche mese e mi sono accorto che bere non mi mancava, che non avevo fatto nessuna fatica, a smettere.
E quando la dieta è finita ho ricominciato a bere ma ho smesso poi subito, perché mi è stato evidente che bere non mi piaceva. E mi sono chiesto ‘Ma perché hai sempre bevuto, fin qui?’. E mi sono risposto che io, fin da quando avevo quattordici anni, bevevo perché ero un maschio. Bere era un modo di affermare la mia virilità e io avevo così bisogno, di affermare la mia virilità, di essere accettato, in quanto giovane maschio, dalla mia comunità, che bevevo nonostante non mi piacesse, non me ne accorgevo nemmeno, che non mi piaceva.
La cosa più difficile, per me, ho detto a Costantino, è stato capire quello che volevo fare, cioè capire quello che mi piaceva veramente, ci ho messo decenni, a capirlo. E se dovessi dare un consiglio a una persona giovane, ho detto a Costantino, gli direi di stare attento a quello che gli piace. E il consiglio di lettura è: leggete quello che vi piace. E così finiva la mia intervista con Costantino.
Ecco, io, la fatica più grande che ho fatto, è stata quella: capire quello che mi piaceva, e poi, quando l’ho capito, avevo 33 anni, mi sono messo a lavorare per provare a far diventare la mia passione, la letteratura, il mio mestiere. Ho fatto un po’ fatica, ma, più o meno, negli ultimi 25 anni, ci sono riuscito. Non so se ho fatto bene.
Perché mia figlia mi ricorda sempre una cosa che diceva Kant, se non lo confondo con un altro, cioè che bisogna comportarsi in modo che se tutto il mondo si comportasse come noi le cose andrebbero meglio e non peggio. Ecco io credo che se tutti facessero come me, se facessero diventare un lavoro la loro passione, ci sarebbero delle conseguenze non tanto positive, tra le quali il fatto che nessuno andrebbe più in vacanza. Fallimenti e disoccupazione in Costa Brava, Costa Smeralda, Costa Azzurra e forse anche in Costa Rica. Sarebbe un disastro. Speriamo che non succeda.
Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages