Movimento Dignità. Legge di Bilancio-Adeguamenti ISTAT per Docenti in servizio e in quiescenza. Firme per la lettera alla Ministra.

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Sergio Brasini

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Dec 3, 2023, 1:43:53 PM12/3/23
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Da: Carlo Ferraro <carlo....@movimentodignitadocenza.it>
Date: Dom 3 Dic 2023, 17:01
Subject: Movimento Dignità. Legge di Bilancio-Adeguamenti ISTAT per Docenti in servizio e in quiescenza. Firme per la lettera alla Ministra.

Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria

 

 

Cari Colleghi Professori e Ricercatori,

 

questa e-mail cumula quattro argomenti, ma per trovare notizie positive occorre arrivare al quarto. Ci sarebbe piaciuto dare notizie positive su tutto, ma non è così. Come suol dirsi, “ambasciator non porta pena”.

 

1. Legge di Bilancio.

 

La Legge di Bilancio per il 2024 presentata dal Governo al Parlamento è, più del solito, una vera delusione per l’Università. Crediamo che non cambierà molto nella discussione in Parlamento; ci auguriamo di essere smentiti.

Anche uscendo fuori dallo stretto ambito della Docenza Universitaria, nella Legge di Bilancio presentata c’è un solo articolo specifico sull’Università, sulle borse di studio Erasmus in Italia (con un finanziamento di qualche milione di euro annuo).

Di progressioni di carriera dei Professori di seconda fascia e dei Ricercatori a Tempo indeterminato messi a esaurimento dalla Legge Gelmini neanche a parlarne (eppure costano poco o nulla), meno che mai di adeguamenti delle retribuzioni dei Docenti ai livelli europei.

Uscendo fuori dall’ambito Universitario, c’è un articolo  sul rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti pubblici contrattualizzati (3 milioni di lavoratori), finanziati con 3 miliardi di euro per il 2024 e per il 2025: pochi o tanti che siano (corrispondono, a regime, a retribuzioni che aumentano di circa il 3-4%) riguardano il personale Tecnico, Amministrativo e Bibliotecario delle Università, ma di riflesso riguardano anche  i Professori e i Ricercatori, i quali percepiranno, nell’anno successivo alla stipula dei contratti collettivi della varie categorie, gli aumenti medi del personale contrattualizzato, certificati dall’ISTAT.

Dato che i contratti si diluiscono negli anni e l’aumento a regime è del 3-4%, si tratta di aumenti dell’ordine di grandezza dell’1% all’anno, per di più sempre slittati di un anno (previsto per legge) e dei ritardi ulteriori che si producono annualmente, e quest’anno tale ritardo è notevolissimo.

Per i Professori e i Ricercatori in quiescenza si ha una ulteriore stretta sulla rivalutazione della pensione, basata sui dati dell’inflazione certificati sempre dall’ISTAT, rispetto alla stretta che già era stata introdotta nel 2023.

Nei due paragrafi che seguono si parla con più dettaglio sia dei ritardi degli adeguamenti ISTAT delle retribuzioni dei Professori e Ricercatori in servizio, sia delle riduzioni delle rivalutazioni su dati ISTAT delle pensioni dei Professori e Ricercatori in quiescenza.

 

Poiché è facile fare confusione, in quanto entrambi gli argomenti citati fanno riferimento a indici ISTAT, ma diversi fra di loro, qui è bene ribadire che:

 

  • Ai Professori e ai Ricercatori in servizio spettano, ogni anno, in applicazione dell’art. 24 della legge n. 448/1998, aumenti delle retribuzioni in ragione degli incrementi medi delle retribuzioni, calcolati dall’ISTAT, sulla base dei contratti sottoscritti nell’anno precedente dalle categorie dei dipendenti pubblici contrattualizzati.
  • Ai Professori e ai Ricercatori in quiescenza spettano, ogni anno, aumenti pari a una percentuale dell’inflazione registrata dall’ISTAT nell’anno immediatamente precedente; percentuale che, nel campo specifico delle pensioni dei Professori e dei Ricercatori Universitari, è prevista, a regime, nella misura, del 75% dell’inflazione.

   

Pertanto, ognuna delle due categorie (in servizio o in quiescenza) ha propri meccanismi di adeguamento ISTAT, ma basati su indici ISTAT diversi fra di loro.

 


2. Adeguamenti ISTAT delle retribuzioni dei Professori e Ricercatori in servizio.

 

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per l’adeguamento delle retribuzioni secondo l’indice ISTAT degli aumenti delle retribuzioni di tutto il resto del pubblico impiego tarda ancora ad arrivare, con un ritardo sempre più inusuale.

Avevamo già inviato alla Ministra dell’Università e della Ricerca il 14 ottobre scorso una richiesta per sollecitare l’adeguamento delle retribuzioni. Qui è bene ribadire che il MUR non ha alcuna responsabilità del ritardo, essendo il DPCM curato da altre Istituzioni (ISTAT, Ministero dell’Economia e della Finanza, Ministero della Funzione Pubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Corte dei Conti), e che il MUR poteva solo sollecitarle a sua volta.

Visto il ritardo ulteriore, abbiamo inviato una nuova richiesta, salendo di livello: l’abbiamo inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, e ai Ministri dell’Università e della Ricerca, dell’Economia e delle Finanze, della Funzione Pubblica. Anche il tono della richiesta è cambiato, dato che alcune delle Istituzioni in indirizzo sono coinvolte direttamente.

Trovate nel primo allegato il messaggio che abbiamo inviato e le richieste avanzate, riguardanti l’immediato e il futuro: è chiaro che non basta risolvere il problema di quest’anno, perché lo stesso problema si è presentato troppe volte in passato e occorrono interventi che fermino la deriva ingiustificabile che sembra ormai essersi stabilizzata.

Certo, non è bello dover sollecitare qualcosa che è dovuto per legge, e da tempo, ma abbiamo ritenuto doveroso farlo.

 

 

3. Adeguamenti ISTAT delle retribuzioni dei Professori e Ricercatori in quiescenza.

 

La Legge di Bilancio dell’anno passato (del 29 dicembre 2022, n. 197) prevedeva, nel campo specifico delle pensioni dei Professori e dei Ricercatori Universitari, che la percentuale di rivalutazione, prevista al 75% dalla Legge 160 del 2019, scendesse al 32% per gli anni 2023 e 2024: applicando così, per un biennio, una rivalutazione ridotta.

La misura, in quanto dettata per il 2023 e il 2024, appariva, a una analisi sommaria, avere effetti temporanei, confinati al 2023 e al 2024: in realtà aveva (ed ha) effetti strutturali, come illustrato in dettaglio nell’apposito allegato a questa e-mail: le decurtazioni comportano danni economici in tutti gli anni successivi, accompagnando i pensionati penalizzati fino all’ultimo anno di vita.

La Legge di Bilancio per il 2024, proposta quest’anno al Parlamento dal Governo in carica, all’articolo 29, abbassa ulteriormente la percentuale di rivalutazione, per il 2024, dal 32% al 22%, aggravando ulteriormente sia la riduzione temporanea, sia quella strutturale.

 

Pertanto, abbiamo inviato al Presidente del Consiglio e a tutto il Consiglio dei Ministri il messaggio che trovate nel secondo allegato, contenente le richieste avanzate, riguardanti l’immediato e il futuro. È chiaro che non basta risolvere il problema di quest’anno, perché lo stesso problema si è presentato l’anno scorso (e tante altre volte in passato) e occorrono interventi strutturali. È inoltre necessario risolvere il problema degli effetti strutturali derivanti dagli interventi fatti nel 2023 e 2024, che comportano, come già detto, danni economici in tutti gli anni successivi; anche a questi, dunque, occorre porre rimedio.

 

 

4. Lettera alla Ministra per le progressioni di carriera dei Professori e dei Ricercatori.

 

Qui, finalmente, le notizie positive.

 

L’11 novembre scorso abbiamo inviato alla Ministra un aggiornamento delle firme per la lettera riguardante le progressioni di carriera dei Professori e dei Ricercatori, salite allora a 4.627. Nel frattempo sono salite a oltre 4.800; e la raccolta di firme continua.

Invieremo alla Ministra un aggiornamento al superamento delle 5.000 firme. Invitiamo caldamente a firmare quanti di voi non l’hanno ancora fatto: di riflesso, l’adesione a questa richiesta  potrebbe avere conseguenze positive anche per le questioni esposte in precedenza.

 

Abbiamo realizzato un video di meno di un minuto, relativo alle 4.627 firme, che sintetizza al massimo livello le motivazioni per firmare e che potete visionare cliccando qui

 

       Per leggere la lettera alla Ministra in forma integrale cliccare “qui

       Per firmare: inviare una e-mail all’indirizzo moviment...@gmail.com

       scrivendo nell’oggetto: Firmo la lettera alla Ministra-Nome Cognome (i propri, ovviamente).

 

Le risposte alle domande ricorrenti le potete leggere cliccando “qui”.

 

 

Potete diffondere questo messaggio e gli allegati ai Vostri amici più vicini di Dipartimento, Facoltà, Scuola.



Cordiali saluti,

 

                                                                               Carlo Ferraro

                 Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria

                         Già Professore Ordinario al Politecnico di Torino

 

 

Per essere inseriti nell’indirizzario dei Professori e dei Ricercatori cliccare su: Inseriscimi.

Si precisa che l’essere nell’indirizzario non configura nessun obbligo nei riguardi del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, né tanto meno configura una “iscrizione” al Movimento.

 

Per essere cancellati dall’indirizzario: inviare una e-mail a cancellazio...@gmail.com indicando nell’oggetto: Cancellami. La richiesta deve pervenire dalla casella di posta elettronica alla quale si riceve attualmente.

Adeguamenti ISTAT 2023-Docenti in servizio-Movimento Dignita' 22-11-2023.pdf
Legge di Bilancio per il 2024 - Effetti temporanei e strutturali negativi per le pensioni.pdf
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