X Factor all'università di Genova, ci vuole voce ma pure buona cultura
In cento alle selezioni. Un file audio e tre minuti di esposizione di una materia. Obiettivo: creare la band dell’ateneo
di Valentina Evelli
La caccia di nuovi talenti non si ferma
agli show televisivi. Esce dal piccolo schermo ed entra all'università.
Nell'ateneo genovese è partito un vero e proprio concorso alla ricerca
di studenti che nascondono l'XFactor.
Un progetto sperimentale che unisce la passione per la musica alla
"divulgazione scientifica" non convenzionale: chi salirà sul palco non
solo dovrà stupire il pubblico con la sua voce ma riuscire a catturare
l'attenzione dei coetanei esponendo in 3 minuti, il tempo di una
canzone, un argomento che rientra nel percorso di studi.
L'XFactor accademico è iniziato con un bando aperto a tutti gli
studenti. Bastava inviare una registrazione della propria voce su un
file Mp3 senza il supporto di alcuna base musicale . "Abbiamo ricevuto
più di cento richieste, ben oltre le aspettative – racconta Luca
Sabatini per la divulgazione scientifica dell'Università di Genova, tra i
promotori dell'iniziativa- C'è chi ha puntato sul rap, altri sulla
musica italiana e chi si è improvvisato con risultati sorprendenti, non
sempre in senso positivo. E' la prima esperienza di questo tipo che
punta a semplificare la divulgazione tra i giovani cercando di
intercettare le loro passioni. Un'apertura dal punto di vista del
linguaggio, con messaggi mirati in un confronto tra pari".
Dopo il primo ascolto gli aspiranti cantanti si sono ridotti da cento a
sessanta. E ora, con la seconda fase, gli studenti saliranno
direttamente sul palco. Nei quattro sabati di febbraio partiranno le
selezioni vere e proprie, aperte al pubblico, seguendo il modello del
talent televisivo con giudizi ed eliminazioni in tempo reale. Quattro i
giudici ( alcuni direttamente dall'ateneo, altri esperti in campo
musicale) che si esprimeranno sulle performance dei ragazzi che dovranno
presentare, oltre a una canzone anche un argomento del proprio percorso
formativo . " Sono più preoccupata per l'esposizione che per la
canzone. Tre minuti sono davvero pochi per riuscire a catturare
l'attenzione e coinvolgere chi ti ascolta. Una buona dialettica può fare
la differenza tanto quanto una bella voce – racconta Elisa, tra le
ragazze che ha passato le prime selezioni- La sfida è divertente, sarà
emozionante cantare davanti a una giuria".
Da questa seconda fase solo 12 studenti potranno accedere alla volata
finale, in programma il 20 e il 21 maggio in occasione del festival
dell'Università. Saranno gli stessi studenti a contribuire alla vittoria
finale dei quatto ragazzi che saranno scelti per la formazione di una
nuovo gruppo vocale. "Diventerà la band ufficiale dell'università che
parteciperà agli eventi dell'ateneo con possibilità di crescita dal
punto di vista canoro - continua Luca Sabatini- I ragazzi saranno
seguiti dai vocal coach messi a disposizione dalle associazioni e gli
istituti formativi che partecipano al progetto. Seguiranno i ragazzi
passo dopo passo con lezioni dedicate".
Il modello è quello Phentatonix, il gruppo vocale americano vincitore di
due Grammy. Ma la musica non è tutto. L'obiettivo ambizioso è di
rivoluzionare la divulgazione tra i giovani, eliminando i convenevoli
per suscitare interesse e curiosità tra gli studenti. Una formula
introdotta già durante l'inaugurazione dell'anno accademico quando 25
studenti si sono cimentati in una mini- maratona del sapere presentando
le loro tesi di laurea in cinque minuti, il tempo di un caffè. Ma ora la
sfida è doppia. Riusciranno i ragazzi a unire la passione del bel canto
con un'esposizione chiara e coinvolgente?