MOVIMENTO PER LA DIGNITA’ DELLA DOCENZA
UNIVERSITARIA
Aderenti: 23500 Docenti Universitari di 82 diverse sedi
universitarie
Sito del Movimento:
https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home
14 aprile 2016
Cari colleghi Professori e Ricercatori,
a breve vi invierò una e mail in cui esporrò un piano di azioni che
proporrò al nostro Movimento per portare avanti le nostre richieste nel
modo migliore.
Questa e-mail è interlocutoria e ha lo scopo di dare alcune avvertenze,
chiarire alcune questioni, fornire indicazioni a fronte di ritorsioni a
seguito dell’azione sulla VQR.
Emerge sempre più chiaramente che
le continue
riaperture dei termini da parte dell’ANVUR rischiano di farci impantanare
nella VQR, distraendoci dai nostri obiettivi prioritari: subito
riconquista di dignità, classi, scatti, poi piano di assunzioni e poi
fondi per la ricerca. L’azione sulla VQR ha dato comunque
i suoi risultati (e li richiamerò più oltre) e li utilizzeremo in tutte
le occasioni possibili; ma ora occorre concentrarsi sui nostri obiettivi
prioritari.
La VQR per noi è stato un mezzo per fare pressione, anche se non ci è
spiaciuto affatto puntare il dito sulla VQR stessa. Per quanto mi
riguarda, il difetto concreto della VQR è quello illustrato nella
relazione che Carla Cuomo ha fatto alla "Primavera dell'Università”
di Bologna (vedi intervento sul sito del Movimento, pagina “Primavera
delle Università”). Un difetto poco ideologico, ma per me fondamentale.
Poi ne ha anche tanti altri.
Ma la VQR non è il problema preminente
dell’Università, non invischiamoci in una lotta alla sola VQR. Altrimenti
perdiamo di vista gli obiettivi prioritari detti prima.
Finora abbiamo utilizzato l’astensione da questa procedura solo come leva
per denunciare la discriminazione che abbiamo subito e per sostenere le
nostre rivendicazioni. I colleghi di Roma Tre fin dal gennaio del 2014
l’avevano prospettata come forma di pura pressione strumentale ai fini
dello sblocco degli scatti; ai primi di settembre dell’anno scorso il
collega Paolo D’Achille di Roma Tre ed io l’abbiamo riproposta a tutti,
sempre come azione strumentale (anche se poi su molti giornali
l’iniziativa è stata attribuita ad altri e finalizzata alla lotta alla
VQR in sé e per sé).
Ho avuto spesso anche il dubbio se continuare a mandare messaggi sulla
VQR a tutti voi 23500. L’ho fatto solo perché tanti sono stati inibiti
dall’azione sulla VQR dai loro Rettori, i quali, forse non percependo che
l’astensione non era contro gli Atenei o contro la loro autorità e che si
trattava di uno slittamento che non avrebbe portato danni, hanno tentato
di svuotarla, a volte con metodi e motivazioni suadenti, ma più
spesso con prelievi forzosi; e tanti di noi si sono fatti convincere da
chi consigliava di astenersi ma di dare l’autorizzazione al prelievo dei
prodotti in propria vece.
L'obiettivo della nostra azione sulla VQR è
stato raggiunto: anzi superato!
Volevamo mettere in crisi la VQR e ci siamo riusciti: infatti siamo
riusciti a farla slittare di oltre tre mesi. Slitterà forse ancora, fino
a quando i Rettori spereranno di poter rosicchiare qualche ulteriore
consenso ai residui astenuti
(ma, ripeto, non
facciamoci impantanare in questa guerra di logoramento: per contrastare i
Rettori basterà continuare a diffidarli, se non lo si è già
fatto) o vorranno procedere a ulteriori prelievi forzosi.
In ogni caso, è indubbio che, alla fine, la VQR risulterà comunque poco
significativa: malgrado i toni trionfalistici dell’ANVUR, è monca,
distorta, inservibile.
La nostra azione sulla VQR ha anche permesso di arrivare alla Giornata
del 21 marzo dedicata alla “Primavera delle Università”, in cui nei
diversi Atenei (alla presenza dei Rettori e dei Politici) si sono
finalmente cominciati ad affrontare, nella loro gravità, tanti problemi
attuali dell’Università pubblica.
Cosa vogliamo di più dall’azione che abbiamo
fatto sulla VQR? Smettiamo di porre la VQR in cima ai nostri
pensieri.
Non dobbiamo e non possiamo fermarci alla
VQR. La seguiremo ancora attentamente, nelle sue prossime
fasi, pronti a intervenire in qualunque momento sarà necessario, in
particolare in difesa di chi in virtù della sua astensione potrebbe
venire penalizzato. Al riguardo il Prof. Michele Carducci, giurista
ordinario dell’Università del Salento (che già ci aveva fornito un parere
sull’astensione dalla VQR) mi ha comunicato ieri, di sua
iniziativa, la disponibilità ad aiutare i colleghi che nelle varie sedi
vedessero mettere in atto le minacce che sono state fatte. Lo ringrazio
moltissimo a nome di tutti noi per tale atto di generosità, ma vi prego
di contattarlo in gruppi, magari tramite i coordinatori di sede, di non
contattarlo fin da subito per altri problemi che non siano quelli legati
alla difesa di chi si è astenuto dalla VQR, altrimenti potrebbe essere
sommerso da richieste a cui non avrebbe il tempo di rispondere.
Pertanto d’ora in avanti scriverò a tutti voi
sulla VQR solo se strettamente necessario. Continuerò invece a mettere le
notizie riguardanti la VQR sulla pagina principale del nostro sito (ci
sono già da tempo notizie su cinque Atenei dove non avverrà il prelievo
forzoso); entro qualche giorno potrebbe esserci l’indicazione di una
ulteriore azione da fare, specificatamente da parte di chi ha subìto il
prelievo forzoso, di cui si sta verificando la fattibilità e l’utilità al
fine di raggiungere i nostri obiettivi prioritari (guardate pertanto il
sito).
Le azioni che localmente si vorranno intraprendere sono comunque una
ricchezza: dimostrano che noi Docenti Universitari vogliamo riconquistare
un ruolo interlocutore forte nel nostro Paese, e servono anche localmente
per compattare le singole sedi. Ma d’ora in avanti, per non lasciarci
impantanare dalla VQR, per non sfilacciarci in mille rivoli e sfibrarci
in iniziative multiple, vi invito, a fronte di ogni nuova iniziativa, a
porvi sempre la domanda: è utile per raggiungere gli obiettivi
prioritari?
Detto tutto ciò, ora dobbiamo concentrare la
nostra attenzione sugli obiettivi prioritari e sulle azioni ulteriori da
portare avanti per raggiungerli. È chiaro che come Movimento dobbiamo
studiare ulteriori azioni da mettere in campo e ciò deve essere oggetto
di attenta riflessione.
Dovrete armarvi di pazienza e attendere che vengano valutate – dal
sottoscritto, dai coordinatori locali, dai singoli con i quali
regolarmente mi consulto e che mi aiutano – tutte le proposte che sono
state già avanzate. Ogni mossa deve essere studiata con cura, senza
improvvisazioni e fughe in avanti.
Lo scopo
delle nostre azioni non è quello di tenere tutti noi in agitazione,
paghi di protestare; dobbiamo essere concreti e pensare a come
raggiungere i nostri obiettivi.
Pertanto abbiate pazienza. Ho allo studio un quadro di obiettivi ancora
più articolato di quello citato nel mio intervento alla “Primavera” a
Bologna, che vi allego di nuovo. La “Primavera” è stato uno stimolo anche
per me avendo contribuito a confermarmi nelle mie idee e far emergere
nuove priorità. Ma soprattutto abbiamo allo studio nuove azioni da
intraprendere. Tutto ciò richiede un certo tempo.
Non fatevi prendere dall’affanno di mettere subito in campo nuove
azioni.
Per le nuove azioni possibili, evitate di propormi scioperi dagli esami
di profitto e di laurea, scioperi dalle lezioni, scioperi “bianchi”
(quali non dare il proprio consenso a fare più di 120 ore di didattica da
parte dei Professori assunti con le regole della Moratti, 90 per chi era
stato assunto prima, non tenere corsi da parte dei Ricercatori, non
partecipare a commissioni di concorso, a commissioni per esami di stato
etc.), slittamenti dell’inizio dell’anno accademico, lezioni da tenere
nelle piazze e nelle strade, sit-in nelle sedi parlamentari.
Sono tutte azioni già segnalate e allo
studio, nonché al vaglio di giuristi con i quali mi consulto
regolarmente. E se ce ne sono di nuove è meglio che
vengano incanalate attraverso i coordinatori di sede. Ed evitate anche di
iniziare a darmi il vostro parere sulle azioni anzidette, per dirmi quali
secondo voi siano le più efficaci: mi intasereste inutilmente la casella
di posta elettronica. Qualora necessario, sarò io stesso a fare un
sondaggio per capire quale sono le azioni che intraprendereste più
volentieri.
Al solito potete inviare questa e-mail ai colleghi più vicini. Invito
anche i coordinatori di sede a diffonderla.
Un caro saluto,
Carlo Ferraro
Indirizzo del sito del movimento:
https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home
Prego quelli di Voi che non sono interessati a ricevere notizie del tipo
di questa e-mail, di rispondere a questa e-mail indicando nel subject
"
Cancellami" e saranno depennati dall'indirizzario.
Viceversa prego quelli di Voi che sono interessati a ricevere
direttamente notizie del tipo di questa e-mail e le ricevono ora da
colleghi, di mandare una e-mail a
letterapresid...@gmail.com, indicando nel subject
"
Inseriscimi" e saranno aggiunti all’indirizzario.
Prof. Carlo Vincenzo Ferraro
Già ordinario di Motori Termici per Trazione
Dipartimento Energia
Politecnico di
Torino
Corso Duca degli Abruzzi 24
10129 TORINO - ITALY
Tel: 0039 011 0904427
Cell: 334 8883070
Fax: 0039 011 0904599
E-mail: carlo....@polito.it