Sblocco scatti stipendiali - Non facciamoci impantanare dalla VQR!!

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Sergio Brasini

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Apr 14, 2016, 7:04:08 AM4/14/16
to docentipr...@googlegroups.com
Da: Prof. Carlo Ferraro - Politecnico Torino <carlo....@polito.it>
Date: 14 aprile 2016 11:27
Oggetto: Sblocco scatti stipendiali - Non facciamoci impantanare dalla VQR!!

MOVIMENTO PER LA DIGNITA’ DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA
Aderenti: 23500 Docenti Universitari di 82 diverse sedi universitarie
Sito del Movimento:
https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home
 
14 aprile 2016
 
Cari colleghi Professori e Ricercatori,
 
a breve vi invierò una e mail in cui esporrò un piano di azioni che proporrò al nostro Movimento per portare avanti le nostre richieste nel modo migliore.
 
Questa e-mail è interlocutoria e ha lo scopo di dare alcune avvertenze, chiarire alcune questioni, fornire indicazioni a fronte di ritorsioni a seguito dell’azione sulla VQR.

Emerge sempre più chiaramente che le continue riaperture dei termini da parte dell’ANVUR rischiano di farci impantanare nella VQR, distraendoci dai nostri obiettivi prioritari: subito riconquista di dignità, classi, scatti, poi piano di assunzioni e poi fondi per la ricerca. L’azione sulla VQR ha dato comunque i suoi risultati (e li richiamerò più oltre) e li utilizzeremo in tutte le occasioni possibili; ma ora occorre concentrarsi sui nostri obiettivi prioritari.
 
La VQR per noi è stato un mezzo per fare pressione, anche se non ci è spiaciuto affatto puntare il dito sulla VQR stessa. Per quanto mi riguarda, il difetto concreto della VQR è quello illustrato nella relazione che Carla Cuomo ha fatto alla "Primavera dell'Università” di Bologna (vedi intervento sul sito del Movimento, pagina “Primavera delle Università”). Un difetto poco ideologico, ma per me fondamentale. Poi ne ha anche tanti altri.
 
Ma la VQR non è il problema preminente dell’Università, non invischiamoci in una lotta alla sola VQR. Altrimenti perdiamo di vista gli obiettivi prioritari detti prima.
 
Finora abbiamo utilizzato l’astensione da questa procedura solo come leva per denunciare la discriminazione che abbiamo subito e per sostenere le nostre rivendicazioni. I colleghi di Roma Tre fin dal gennaio del 2014 l’avevano prospettata come forma di pura pressione strumentale ai fini dello sblocco degli scatti; ai primi di settembre dell’anno scorso il collega Paolo D’Achille di Roma Tre ed io l’abbiamo riproposta a tutti, sempre come azione strumentale (anche se poi su molti giornali l’iniziativa è stata attribuita ad altri e finalizzata alla lotta alla VQR in sé e per sé).
 
Ho avuto spesso anche il dubbio se continuare a mandare messaggi sulla VQR a tutti voi 23500. L’ho fatto solo perché tanti sono stati inibiti dall’azione sulla VQR dai loro Rettori, i quali, forse non percependo che l’astensione non era contro gli Atenei o contro la loro autorità e che si trattava di uno slittamento che non avrebbe portato danni, hanno tentato di svuotarla, a volte  con metodi e motivazioni suadenti, ma più spesso con prelievi forzosi; e tanti di noi si sono fatti convincere da chi consigliava di astenersi ma di dare l’autorizzazione al prelievo dei prodotti in propria vece.
 
L'obiettivo della nostra azione sulla VQR è stato raggiunto: anzi superato!
 
Volevamo mettere in crisi la VQR e ci siamo riusciti: infatti siamo riusciti a farla slittare di oltre tre mesi. Slitterà forse ancora, fino a quando i Rettori spereranno di poter rosicchiare qualche ulteriore consenso ai residui astenuti (ma, ripeto, non facciamoci impantanare in questa guerra di logoramento: per contrastare i Rettori basterà continuare a diffidarli, se non lo si è già fatto) o vorranno procedere a ulteriori prelievi forzosi. In ogni caso, è indubbio che, alla fine, la VQR risulterà comunque poco significativa: malgrado i toni trionfalistici dell’ANVUR, è monca, distorta, inservibile.
La nostra azione sulla VQR ha anche permesso di arrivare alla Giornata del 21 marzo dedicata alla “Primavera delle Università”, in cui nei diversi Atenei (alla presenza dei Rettori e dei Politici) si sono finalmente cominciati ad affrontare, nella loro gravità, tanti problemi attuali dell’Università pubblica.

Cosa vogliamo di più dall’azione che abbiamo fatto sulla VQR? Smettiamo di porre la VQR in cima ai nostri pensieri.
 
Non dobbiamo e non possiamo fermarci alla VQR. La seguiremo ancora attentamente, nelle sue prossime fasi, pronti a intervenire in qualunque momento sarà necessario, in particolare in difesa di chi in virtù della sua astensione potrebbe venire penalizzato. Al riguardo il Prof. Michele Carducci, giurista ordinario dell’Università del Salento (che già ci aveva fornito un parere sull’astensione dalla VQR)  mi ha comunicato ieri, di sua iniziativa, la disponibilità ad aiutare i colleghi che nelle varie sedi vedessero mettere in atto le minacce che sono state fatte. Lo ringrazio moltissimo a nome di tutti noi per tale atto di generosità, ma vi prego di contattarlo in gruppi, magari tramite i coordinatori di sede, di non contattarlo fin da subito per altri problemi che non siano quelli legati alla difesa di chi si è astenuto dalla VQR, altrimenti potrebbe essere sommerso da richieste a cui non avrebbe il tempo di rispondere.
 
Pertanto d’ora in avanti scriverò a tutti voi sulla VQR solo se strettamente necessario. Continuerò invece a mettere le notizie riguardanti la VQR sulla pagina principale del nostro sito (ci sono già da tempo notizie su cinque Atenei dove non avverrà il prelievo forzoso); entro qualche giorno potrebbe esserci l’indicazione di una ulteriore azione da fare, specificatamente da parte di chi ha subìto il prelievo forzoso, di cui si sta verificando la fattibilità e l’utilità al fine di raggiungere i nostri obiettivi prioritari (guardate pertanto il sito).
 
Le azioni che localmente si vorranno intraprendere sono comunque una ricchezza: dimostrano che noi Docenti Universitari vogliamo riconquistare un ruolo interlocutore forte nel nostro Paese, e servono anche localmente per compattare le singole sedi. Ma d’ora in avanti, per non lasciarci impantanare dalla VQR, per non sfilacciarci in mille rivoli e sfibrarci in iniziative multiple, vi invito, a fronte di ogni nuova iniziativa, a porvi sempre la domanda: è utile per raggiungere gli obiettivi prioritari?
 
Detto tutto ciò, ora dobbiamo concentrare la nostra attenzione sugli obiettivi prioritari e sulle azioni ulteriori da portare avanti per raggiungerli. È chiaro che come Movimento dobbiamo studiare ulteriori azioni da mettere in campo e ciò deve essere oggetto di attenta riflessione.
 
Dovrete armarvi di pazienza e attendere che vengano valutate – dal sottoscritto, dai coordinatori locali, dai singoli con i quali regolarmente mi consulto e che mi aiutano – tutte le proposte che sono state già avanzate. Ogni mossa deve essere studiata con cura, senza improvvisazioni e fughe in avanti. Lo scopo delle nostre azioni  non è quello di tenere tutti noi in agitazione, paghi di protestare; dobbiamo essere concreti e pensare a come raggiungere i nostri obiettivi.
 
Pertanto abbiate pazienza. Ho allo studio un quadro di obiettivi ancora più articolato di quello citato nel mio intervento alla “Primavera” a Bologna, che vi allego di nuovo. La “Primavera” è stato uno stimolo anche per me avendo contribuito a confermarmi nelle mie idee e far emergere nuove priorità. Ma soprattutto abbiamo allo studio nuove azioni da intraprendere. Tutto ciò richiede un certo tempo. Non fatevi prendere dall’affanno di mettere subito in campo nuove azioni.
 
Per le nuove azioni possibili, evitate di propormi scioperi dagli esami di profitto e di laurea, scioperi dalle lezioni, scioperi “bianchi” (quali non dare il proprio consenso a fare più di 120 ore di didattica da parte dei Professori assunti con le regole della Moratti, 90 per chi era stato assunto prima, non tenere corsi da parte dei Ricercatori, non partecipare a commissioni di concorso, a commissioni per esami di stato etc.), slittamenti dell’inizio dell’anno accademico, lezioni da tenere nelle piazze e nelle strade, sit-in nelle sedi parlamentari. Sono tutte azioni già segnalate e allo studio, nonché al vaglio di giuristi con i quali mi consulto regolarmente. E se ce ne sono di nuove è meglio che vengano incanalate attraverso i coordinatori di sede. Ed evitate anche di iniziare a darmi il vostro parere sulle azioni anzidette, per dirmi quali secondo voi siano le più efficaci: mi intasereste inutilmente la casella di posta elettronica. Qualora necessario, sarò io stesso a fare un sondaggio per capire quale sono le azioni che intraprendereste più volentieri.
 
Al solito potete inviare questa e-mail ai colleghi più vicini. Invito anche i coordinatori di sede a diffonderla.
 
Un caro saluto,
Carlo Ferraro
 
Indirizzo del sito del movimento:
 
  https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home
 
Prego quelli di Voi che non sono interessati a ricevere notizie del tipo di questa e-mail, di rispondere a questa e-mail indicando nel subject "Cancellami" e saranno depennati dall'indirizzario.
Viceversa prego quelli di Voi che sono interessati a ricevere direttamente notizie del tipo di questa e-mail e le ricevono ora da colleghi, di mandare una e-mail a letterapresid...@gmail.com, indicando nel subject "Inseriscimi" e saranno aggiunti all’indirizzario.
 

Prof. Carlo Vincenzo Ferraro    
Già ordinario di Motori Termici per Trazione
Dipartimento Energia      
Politecnico di Torino           
Corso Duca degli Abruzzi 24
10129  TORINO - ITALY

Tel:    0039 011 0904427
Cell:   334 8883070
Fax:    0039 011 0904599
E-mail: carlo....@polito.it


Intervento - Bologna - Carlo Ferraro-Movimento Dignità Docenza Universitaria .pdf
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