Movimento Carlo Ferraro Dignità Docenza: proposta per le progressioni di carriera – aggiornamento e ricadute positive per il bilancio di genere

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Sergio Brasini

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Apr 26, 2024, 12:25:35 PM4/26/24
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Da: Davide De Caro <davide...@movimentocarloferraro.it>
Date: Ven 26 Apr 2024, 03:33
Subject: Movimento Carlo Ferraro Dignità Docenza: proposta per le progressioni di carriera – aggiornamento e ricadute positive per il bilancio di genere

Care colleghe e cari colleghi,

  in questa e-mail tratterò i seguenti argomenti:

 

1. aggiornamento sulla raccolta firme per la proposta del Movimento per le progressioni di carriera;

 

2. analisi del Bilancio di Genere in relazione all’accesso al ruolo dei professori di prima fascia e, in questa prospettiva, ricadute benefiche che avrebbe l’accoglimento della proposta del Movimento per la progressione alla prima fascia;

 

3. prime notizie circa l’adeguamento ISTAT degli stipendi con decorrenza dal 1° gennaio 2024

   

   

1. Aggiornamento sulla raccolta firme per la proposta del Movimento per le progressioni di carriera

Posso confermarvi che la raccolta firma sta procedendo molto bene.

   

Dalla precedente e-mail al Movimento si sono infatti già aggiunte 608 firme alla proposta del Movimento per le progressioni di carriera (dato assestato al 24/04/2024)
ed altre firme stanno ancora arrivando in questi giorni
!

Il dato assestato del numero complessivo di firme alla proposta è quindi di 5.664 firme!

   

È un risultato che abbiamo ottenuto grazie all’impegno di tutti (ricorderete l’appello avanzato nella precedente e-mail a impegnarsi nel diffondere la proposta).

In più, con il gruppo di Coordinamento e per opera di colleghi particolarmente attivi in alcuni Atenei, stiamo anche svolgendo una azione di promozione puntuale, Ateneo per Ateneo. Questa azione è stata già svolta nei seguenti Atenei, con ottimi risultati, e a breve se ne aggiungeranno anche ulteriori:

  • Bologna
  • Napoli Federico II
  • Napoli Vanvitelli
  • Roma La Sapienza
  • Torino

Siamo dunque fiduciosi nel fatto che il numero di firme possa ancora ulteriormente crescere.

Trovate in allegato il documento di presentazione della proposta con il numero di firme aggiornato al dato più recente (file “Proposta Movimento Carlo Ferraro per Progressioni di Carriera - Firma.pdf”).

In fondo al testo di questa e-mail, troverete anche il richiamo alle istruzioni per firmare la proposta.

   

   

2. Analisi del Bilancio di Genere in relazione all’accesso al ruolo dei professori di prima fascia e, in questa prospettiva, ricadute benefiche che avrebbe l’accoglimento della proposta del Movimento per la progressione alla prima fascia

In questa e-mail, con il gruppo di Coordinamento, abbiamo pensato di sviluppare un tema che, come vedrete, risulterà centrale per confermare e per ulteriormente supportare la difendibilità e la portata della proposta del Movimento per le progressioni di carriera.

Il tema è quello del Bilancio di Genere. Come molti di voi sapranno questo è un tema molto attuale su cui si sta interrogando sia il sistema universitario del nostro Paese sia l’intero nostro Paese.

Si tratta infatti di un tema da porre in relazione all’art.3 della Costituzione, e al confronto che ne consegue, con l’obbiettivo di allargare sempre più le tutele al riconoscimento pieno di una eguaglianza di fatto dei cittadini, rispetto a quanto in effetti si realizza nella nostra società.

Come metodologia comune del Movimento questo tema è affrontato innanzitutto con il supporto dei numeri, da cui trarre chiare e precise conclusioni, anche e soprattutto di natura politica.

Trovate questa analisi descritta nel dettaglio nel documento allegato “Proposta progr. carriera Mov. Carlo Ferraro - ricadute su eguaglianza di genere.pdf”.

Come evidenziato nel documento, l’analisi si basa sui dati nazionali, ufficiali e pubblici di organico degli Atenei, e sui dati ancora nazionali, ufficiali e pubblici dei risultati dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), considerando tutte le tornate dell’ASN, dalla prima all’ultima oggi disponibile. Le conclusioni che vengono tratte, quindi, danno evidenza a quanto accaduto sia in termini di acquisizione dell’abilitazione alla prima fascia, sia in termini di progressione di carriera alla prima fascia nell’arco circa di un decennio ovvero dal 2013 al 2023.

Per un approfondimento completo e dettagliato all’analisi svolta vi rinvio al documento allegato. Qui mi limito ad una descrizione dei risultati finali e delle conclusioni a cui giunge l’analisi proposta:

  • L’organico di prima fascia al livello nazionale appare fortemente sbilanciato, con una percentuale dell’organico del genere maschile del 76.8% e del genere femminile solo del 23.2%.
    Questo dato è stato più volte analizzato ed è ben noto al livello nazionale (ad esempio si trova evidenziato nei documenti del bilancio di genere che molti Atenei stanno realizzando in questi anni) e costituisce in primis la limitazione di fondo all’accesso alle posizioni “apicali” negli Atenei da parte delle donne. Ovviamente, non è solo questo l’unico aspetto da tenere presente poiché, come evidenziato più volte, la progressione alla prima fascia rappresenta anche un elemento centrale nel riconoscimento dei meriti del singolo docente e quindi, a parte la problematica di accesso ai ruoli “apicali”, rappresenta sicuramente un elemento essenziale per motivare, per gratificare e soprattutto per riconoscere in termini sostanziali il lavoro e i risultati ottenuti da ognuno! Questo crediamo sia il miglior modo per valorizzare la nostra professione e la nostra dignità, per favorire quella assiduità e serenità nello svolgimento del nostro lavoro che possano nascere della garanzia fornita a ciascuno di veder sempre riconosciuti i propri meriti, con vantaggi non solo per i singoli ma anche per l’intera Istituzione, e quindi anche per l’apporto che le stesse Istituzioni possono fornire al sistema Paese.
    In questo contesto emerge ancor più quanto il dato della percentuale del genere femminile sulla prima fascia dei professori, pari solo al 23.2%, possa ritenersi squilibrato, anche in relazione al bilancio di genere sulla seconda fascia che prevede una percentuale del genere femminile del 37.6% e del genere maschile del 62.4% (confrontando le due percentuali del genere femminile, si nota, infatti, che tra il 23.2% e il 37.6% ci sono quasi 15 punti percentuali di differenza!).
      
  • L’analisi combinata dell’organico e delle abilitazioni evidenzia ulteriormente le cause di questo sbilanciamento. Nel dettaglio:
      
    • Le procedure concorsuali recenti (dell’ultimo decennio) appaiono sfavorire il genere femminile rispetto a quello maschile, con uno squilibrio circa di 5 punti percentuali, ovvero questo effetto pesa circa per un terzo del totale.
        
    • C’è un effetto di sbilanciamento di genere di natura “storica” che dipende dai concorsi svolti antecedentemente al 2013. In questo caso lo squilibrio è circa di 10 punti percentuali, ovvero questo effetto pesa circa per i due terzi del totale.
        
    • Non sembra esserci un effetto relativo al conseguimento della abilitazione alla prima fascia: il genere femminile manifesta la stessa propensione di quello maschile a conseguire l’abilitazione alla prima fascia.
        
  • In conclusione, pur essendoci donne abilitate con buona numerosità (o più precisamente numerosità bilanciata rispetto alla composizione di genere della II fascia dei Professori), le donne sono sfavorite rispetto agli uomini non solo per problemi “storici” (lo sono state in passato) ma anche in relazione ai recenti concorsi. Le cause evidenziate, in particolare quella attribuibile alle procedure concorsuali recenti, evidenziano che nel tempo il problema del bilancio di genere nell’accesso alla prima fascia è volto a restare ancora in sostanza non del tutto risolto, se il sistema di progressione alla prima fascia resterà quello in essere.

In questo contesto, per valutare gli effetti che avrebbe l’accoglimento della proposta del Movimento, ricordiamo, innanzitutto, il principio cardine dalla proposta in relazione alla progressione alla prima fascia dei Professori associati:

   

Riteniamo che un Professore di ruolo di seconda fascia, dopo 25 anni di attività universitaria, di cui almeno 8 nella posizione di Professore di seconda fascia, e dopo avere acquisito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alla prima fascia, abbia diritto a una valutazione che gli permetta di passare alla prima fascia dei Professori.”

   

Tenendo presenti le conclusioni dell’analisi che abbiamo presentato, possiamo trarre le seguenti conclusioni circa le ricadute benefiche che avrebbe l’accoglimento della proposta.

  

È evidente che la proposta del Movimento per le progressioni di carriera, nel definire una tutela ad una valutazione da parte di tutti gli abilitati una volta che siano raggiunti i requisiti della proposta stessa, fornisce a tutti gli abilitati la possibilità di una progressione, indipendentemente da altri fattori che possano determinare una penalizzazione per alcuni rispetto ad altri: tutti gli abilitati sono trattati allo stesso modo, equamente. Fermi restando i limiti delle attuali procedure dell’ASN -che il Movimento, tra l’altro, ha discusso avanzando una specifica proposta di modifica- già l’attuale sistema di abilitazione sembra in grado di trattare equamente i due generi rispetto al conseguimento dell’abilitazione alla prima fascia. Se la proposta del Movimento fosse accolta, questa equità tra i due generi nel conseguimento della abilitazione, quindi, si trasformerebbe anche, immediatamente, in una equità in termini reali di offrire una possibilità di progressione, potenzialmente potendo sanare in via definitiva il problema del bilancio di genere nell’accesso alla prima fascia.

  

In più, a differenza di altre soluzioni che si possano individuare (alcune già operate come scelte nella programmazione di Ateneo, attuate già da alcuni Atenei) questa soluzione avrebbe due grandi vantaggi:

  • sarebbe una soluzione uniforme a livello nazionale;
      
  • tenderebbe a risolvere non solo il problema dello sbilanciamento di genere ma, rappresenterebbe anche un sistema che possa prevenire altre forme di penalizzazione (o vere e proprie discriminazioni) che si potrebbero realizzare in alcuni particolari casi e che, a differenza della problematica di genere, possono essere più difficilmente rilevate mediante analisi di tipo numerico. Quindi, l’accoglimento della nostra proposta, non garantirebbe solo una equità di genere ma darebbe anche una equità di trattamento tra problematica del bilancio di genere e altre possibili penalizzazioni/discriminazioni.
      

Come potete immaginare queste considerazioni, che iniziamo a fare nella mailing-list del Movimento, diventeranno il cardine per proporre ancora con maggiore forza la nostra proposta al Ministro e al Parlamento!

   

   

3. Prime notizie circa l’adeguamento ISTAT degli stipendi con decorrenza dal 1° gennaio 2024

Con la circolare n.16 del 09/04/2024, il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e a tutti i Ministeri gli aggiornamenti inerenti la predisposizione dei bilanci di previsione degli enti e organismi pubblici vigilati, tra questi, ovviamente, ci sono anche gli Atenei. Nella parte relativa al costo del personale non contrattualizzato (tra cui i professori e ricercatori universitari), la Ragioneria chiede di tenere già conto, nei bilanci di previsione, dell’adeguamento delle retribuzioni relativo all’anno 2024, calcolato dall’ISTAT nella misura del 4.80%.

Si tratta di una prima notizia che abbiamo preferito darvi, poiché riporta la percentuale di incremento, come definita in un documento ufficiale. Ovviamente, come più volte ricordato dal prof. Ferraro, questo incremento per poter diventare operativo per gli Atenei necessita del DPCM di adeguamento , in base a quanto previsto dalla Legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Resta chiaramente, per tutti, il diritto a vedersi riconosciuti gli arretrati a decorrere dal 1° gennaio 2024. Possiamo, quindi, essere soddisfatti, per ora, della notizia certa di un primo incremento che ci sembra significativo e che, almeno, inizia a dare evidenza della forte inflazione dei prezzi che si è riscontrata negli ultimi anni!

Nelle prossime e-mail vi daremo ovviamente comunicazione dell'emanazione del DPCM di adeguamento.

   

   

Come sempre siete liberi di diffondere come credete tutti i documenti e il testo di questa stessa e-mail.

   

Un cordiale saluto a tutti voi,

Davide De Caro.

   

   

ISTRUZIONI PER FIRMARE LA LETTERA AL MINISTRO CON LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO PER LE PROGRESSIONI DI CARRIERA:

Per firmare la lettera:
basta inviare una semplice e-mail all’indirizzo
fi...@movimentocarloferraro.it
scrivendo nell’oggetto della e‑mail (NON nel testo della e-mail stessa, che può anche essere lasciato in bianco): Firmo la lettera alla Ministra - Nome Cognome (non tralasciare di sostituire “Nome Cognome” con i propri).
L’e-mail va inviata dall’indirizzo e‑mail istituzionale della propria Università/Ente.

Si precisa che la firma di questa lettera non configura nessun obbligo nei riguardi del Movimento Carlo Ferraro per la Dignità della Docenza Universitaria, promotore della lettera, né tanto meno configura una “iscrizione” al Movimento stesso.

   

  

Per essere inseriti nell’indirizzario dei Professori e dei Ricercatori cliccare su: Inseriscimi. Non modificare l’oggetto della email, compilare “Nome”, “Cognome” e “Università/Ente” nel testo della email. L’iscrizione deve pervenire dalla email istituzionale dell’Università di appartenenza.

Si precisa che l’essere nell’indirizzario non configura alcun obbligo nei riguardi del Movimento Carlo Ferraro per la Dignità della Docenza Universitaria, né tanto meno configura una “iscrizione” al Movimento.

   

   

Per essere cancellati dall’indirizzario cliccare su: Cancellami. La richiesta deve pervenire dalla casella di posta elettronica alla quale si riceve attualmente.

   

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Proposta Movimento Carlo Ferraro per Progressioni di Carriera - Firma.pdf
Proposta progr. carriera Mov. Carlo Ferraro - ricadute su eguaglianza di genere.pdf
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