Vi giro ...
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Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
DIPARTIMENTO DELLE ARTI
Dott.ssa Alessandra Maltoni
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Da: Alessandra Maltoni
Inviato: venerdì 24 giugno 2016 00:41
A:
maltoni.ta...@unibo.it
Oggetto: I: Resoconti
Cari colleghi, provo a riassumere il contenuto dei piu' recenti incontri istituzionali.
1. Nelle commissioni Istruttorie (19 maggio, 23 giugno) si è tornato a ragionare sull’eventualità di estendere anche ai tecnici amministrativi (oltre che agli assegnisti) la titolarità degli insegnamenti integrativi e la possibilita' di fare ricerca in modo riconosciuto. Ma la discussione trova ancora non pochi ostacoli.
La collega presente in rappresentanza della Consulta del personale TA ha portato in evidenza al gruppo il fatto che, leggendo l'art.22 della Gelmini, "il personale di ruolo ed in particolare il personale TA delle Università (vedi commi 1 e 2) risulta escluso dall'essere destinatario di assegni di ricerca", mentre nel comma 3 si dice che "la titolarità dell'assegno comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche".
Di fatto tali aspetti della norma risultano tra loro contraddittori nonche' discriminatori ed anticostituzionali poichè, a parità di status lavorativo di dipendente pubblico, si esclude una parte di lavoratori negando loro questa opportunità professionalizzante.
Si è parlato inoltre, più in generale, del riordino della figura di Ricercatore post gelmini. Su proposta del CUN, le varie figure di precariato della docenza potrebbero confluire infatti in una unica figura post dottorato (unico RTD).
2. Nell' incontro congiunto di SA CdA e Direttori (5 luglio) ci è stato presentato il piano strategico 2016/2018, comprensivo anche del piano edilizio. La discussione è stata ripresa ed ampliata anche nel Senato di martedì 21 giugno. Il documento di programmazione, volutamente ancora "generalista", comportera' inevitabilmente l'integrazione con altri atti di progettazione (piano delle performance, piano di programmazione del personale, scelte di bilancio...) di cui si dovra' tener conto in un ottica di crescita e di coordinamento tra piu' azioni e risultati. La discussione, arricchita da molte progettualita', stà recependo input di prorettori dirigenti e direttori e se sin qui, in uno sforzo volutamente di sintesi, si sono evidenziati soltanto gli obiettivi strategici di base con gli indicatori di riferimento e nella prospettiva di tre fondamentali direttive di sviluppo quali Ricerca, Formazione e terza missione (intesa quest'ultima come la grande novità orientata allo sviluppo culturale... al miglioramento del trasferimento tecncologico e alla sostenibilita' ambientale), nelle prossime sedute il piano si arricchira' sicuramente di maggiori sviluppi tematici.
Le linee d’azione che verranno scelte segneranno nel loro insieme lo sviluppo del futuro Ateneo, motivo per cui anche noi personale tecnico ci aspettiamo che da esso derivi un riordino delle varie categorie professionali dentro processi di cambiamento e di trasformazione che siano piu' chiari e coerenti.
3. Infine il Senato Accademico (21 giugno).
Oltre che di piano strategico, in Senato si e' discusso con il gruppo che lavora allo Statuto e con i 4 presidenti di campus.
Si sono svolte due audizioni, fondamentali per la comprensione dei presupposti e degli obiettivi da dare al cambiamento in atto. Il gruppo che sta lavorando alla revisione dello Statuto ha chiesto al Senato di esprimersi preliminarmente e in via pregiudiziale su una scelta (che e' "politica", come sono tutte le scelte... anche se a lungo si e' discusso se definirla "piu'o meno tecnica"). Si e'chiesto di decidere se far lavorare il gruppo ad una sola bozza, oppure consentirgli, parallelamente, di predisporre due differenti tipologie di progetto presentando bozze distinte: una piu' in linea con la legge gelmini... l'altra piu' di slancio... piu' di inversione rispetto alle decisioni prese con lo Statuto del 2011 (la cd seconda "bozza in deroga").
Questo il dubbio che il gruppo ci ha chiesto di sciogliere per poter andare avanti tranquillamente.
Va detto che teoricamente non trovo facile capire di che tipo di derogabilita' si parli quando non sono forniti contestualmente gli elementi su cui insistera' il cambiamento in oggetto ... e, se non per premesse generiche, seppur facilmente intuibili, questa informazione non c' e' stata.
Mi sono tuttavia espressa per la seconda delle possibilita' perche' "osare" il cambiamento si puo' e si deve, soprattutto in contesti come questo in cui il cambiamento e' nello spirito delle premesse.
Lavorare su piu' fronti offrira' poi maggiori spazi al confronto anche se la cd "bozza in deroga" comportera' un ulteriore passaggio per il vaglio Ministeriale.
Certamente quando capiremo cosa si propone di derogare troveremo ancora piu' semplice esprimerci ma intanto non limiterei le possibilita' di modifica aprioristicamente a "soli cambiamenti di manutenzione", come pur da piu' parti invece si sostenuto.
Nell' andamento della discussione l'orientamento prevalente non e' sembrato disponibile ad autorizzare le 2 bozze alternative. Il Rettore ha preferito rinviare la discussione ad un Senato straordinario che si terra' il 19 Luglio.
Sempre correttamente siamo stati informati dal gruppo del fatto che alcune organizzazioni sindacali hanno fatto richiesta di un confronto con il gruppo che lavora allo Statuto. Allargare il confronto in modo eterogeneo e in un momento istituzionale cosi' importante puo' aiutare a compensare una attivita' istruttoria complessa e articolata in cui si sovrappongono gia' molte questioni. Anche in questo caso pero', come per la scelta sulle bozze, non si e' passati ai voti.
Ci è stata poi comunicata la data dell' 11 Luglio per il confronto generale (la prima assemblea che si terra' con tutto il personale) cui seguira' una seconda successiva assemblea a fine settembre.
L'occasione sara' sicuramente il momento migliore per far confluire e far emergere in sinergia tutte le principali istanze che attengono gli interessi del personale TA rispetto a un cambiamento Statutario.
Il Senato di martedì come dicevo ha dato spazio anche ai 4 direttori di Campus che ci hanno illustrato e commentato, rappresentati dal professor Brasini, un documento congiunto (anche se solo parzialmente condiviso tra loro). Nel documento sono stati elencati i maggiori punti che le sedi romagnole pongono all'attenzione. E' emerso nettamente uno straordinario potenziale dellecsedi romagnole ma al tempo stesso criticita' e lacune da tempo sottovalutate. Colpisce il senso di smarrimento che anche il personale TA sta' lamentando nei 4 campus... le varie difficolta', compreso un non sentirsi dentro la medesima unitaria realta' amministrativa e pure lo scarso e costante scollegamento tra u.o.s. e vicepresidenze, accompagnato da enormi difficolta' di mobilita' sia per i docenti che per i TA. Infine anche uno scollamento strutturale/ logistico che certo non aiuta. Non posso che confermare avendo io stessa personalmente constatato che, solo a Cesena, citta' non grandissima, studenti e colleghi si dividono su ben 4 differenti sedi di Architettura. Anche il disagio logistico spesso puo' favorire la crescita di un disorientamento o la scarsa identificazione delle persone con le strutture o con gli uffici in cui si e' incardinati. Anche tutti questi problemi di organizzazione, relazione e identita' (peraltro riscontrabili in piu' parti anche a Bologna) mi auguro che potranno entrare a far parte del miglioramento globale cui mira il nuovo Statuto.
Concludo ricordando che su proposta delle relazioni internazionali abbiamo deliberato l'attivazione di 7 lettori di scambio... sempre costantemente in attesa che, dopo ormai 5 anni, esca il DM post gelmini che aveva promesso di fare chiarezza sulle politiche linguistiche e di inquadramento di chi lavora in questo importantissimo settore.
Infine e' stata presentata la struttura "provvisoria" ex art. 25 della nuova B.U.B. che per le specificita' che la contraddistingue e' da sempre un fiore all' occhiello del nostro Ateneo. In un quadro generale di riassestamento del personale bibliotecario si attendendo appositi finanziamenti ministeriali che meglio definiscano le possibili capacita' assunzionali. Almeno questo e' quanto e' emerso dalla discussione.
Cari Saluti,
Alessandra Maltoni
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