http://www.mauriziosobrero.eu/dal-castello-alla-rete/Apriamo il castello e lavoriamo in retePer riportare l’Alma Mater al centro dobbiamo domandarci come si governa
un’Università moderna. La risposta è semplice. Basta riconoscere che
l’Università è una rete di persone che fanno cose molto diverse e hanno
bisogno di libertà di azione per poter essere pienamente responsabili,
motivate e coinvolte. Il contrario di quello che succede oggi: un
castello chiuso nelle sue mura dove pochi governano e fissano regole per
tutti, preoccupati di controllare che nessuno prenda iniziative,
spaventati dalle novità, invece che incuriositi dalle opportunità che
creano. In una rete il centro individua gli obiettivi e attiva i nodi di
cui è fatta per realizzare azioni concrete, dando autonomia e
responsabilità. Autonomia e responsabilità, un binomio inscindibile
anche al nostro interno. Ogni nodo della rete è messo in contatto con
gli altri per condividere il quotidiano, creare progetti, valorizzare
esperienze all’avanguardia, scambiare idee e opportunità. I castelli non
creano risorse. Al massimo le gestiscono con oculatezza, molto più
spesso le consumano in maniera iniqua e clientelare. Credetemi: il tempo
dei castelli è finito da un pezzo in Italia e in molte diverse parti
del mondo. Dall’Europa, agli Stati Uniti ed anche in paesi
istituzionalmente diversi come la Cina o la Russia ovunque le reti
funzionano molto meglio delle gerarchie. Dobbiamo costruire insieme la
rete dell’Università di Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini: solo
così avremo messo le basi per concentrarci su didattica e ricerca invece
che su regole e procedure inutilmente burocratiche. Solo così
riporteremo l’Alma Mater al centro.