Scuola, molti prof d'accordo sulla pensione. E la petizione fa il pieno di firme
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Sergio Brasini
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Apr 6, 2014, 5:36:52 PM4/6/14
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Articolo di Salvo Intravaia pubblicato oggi da la Repubblica.
Scuola, molti prof d'accordo sulla pensione. E la petizione fa il pieno di firme
Ventiduemila adesioni per la richiesta rivolta al premier Matteo
Renzi. Ancora da risolvere il problema dei 4mila "quota '96". E la
nostra è la classe docente più anziana, impegnata in un lavoro sempre
più logorante
Fino ad oggi, la petizione online lanciata
da Mila Spicola sul prepensionamento degli insegnanti ha raggiunto
22mila adesioni. Un numero destinato sicuramente a crescere visto che
gli insegnanti over 60 attualmente in servizio sono tantissimi e che una
consistente fetta non vede l'ora di togliere il disturbo. Per
rendersene conto basta fare un giretto nei corridoi di qualsiasi scuola.
I 4mila "quota '96" - coloro che sono stati bloccati dalla riforma
Fornero con i requisiti per andare in pensione già maturati: 35 anni di
servizio e 61 anni di età o 36 anni di servizio e 60 anni - sono alla
ricerca di qualcuno che comunichi loro la fine dell'attesa.
E poi ci sono gli insegnanti over 50 - che in Italia abbondano davvero,
visto che ammontano al 62 per cento del totale - che quando sono entrati
di ruolo potevano lasciare la cattedra a 54 anni, ma che adesso si
ritrovano imbrigliati in un lavoro sempre più stressante fino a 67 anni:
ben 13 in più rispetto a quanto ipotizzato all'inizio della carriera.
Un'eternità.
Diversi partiti, di maggioranza e opposizione, sembrano intenzionati a
trovare una soluzione per il pasticcio dei Quota 96, generato dalla
riforma delle pensioni. Ma anche all'interno del Pd, e del governo, sono
parecchi coloro che si mostrano sensibili verso le ragioni dei prof che
raccontano di una fatica del lavoro quotidiano in classe che si
trasforma in realtà controproducente per l'insegnamento.
La Spicola, oltre ad essere insegnante, è anche componente della
direzione nazionale del Pd di Renzi. E pur non essendo esclusivamente
rivolta alla classe docente, qualche giorno fa, anche il ministro per la
Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha avanzato la proposta di una staffetta generazionale
per inserire i giovani nel mercato del lavoro. Una eventualità che
interessa da vicino i docenti che rappresentano circa un terzo degli
impiegati pubblici italiani. Proposta che ha suscitato le critiche proprio del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, che non vorrebbe innescare conflitti generazionali.
Ma resta il fatto - e la petizione pare testimoniarlo - che la vita in
classe è particolarmente stressante. E che l'Italia, secondo l'Ocse, è
il paese al mondo con la classe docente più anziana
in cattedra. Vittorio Lodolo D'Oria, medico, già componente del
collegio medico per l'inabilità al lavoro di Milano, se n'è accorto da
tempo. Pubblicando articoli scientifici e saggi sulla maggiore
esposizione al burnout - alla malattia psichiatrica - dei docenti
italiani rispetto alla media dei pubblici dipendenti. Un fenomeno di cui
si accorgono ogni giorno anche i genitori. "Ma come fate con 28 bambini
in classe?", si sentono dire sempre più spesso le maestre della scuola
dell'infanzia dagli stessi genitori.
I più provati sono proprio gli insegnanti della scuola materna e di
quella elementare. La petizione chiede al premier Matteo Renzi di
prevedere che, "su base volontaria, i docenti di 60 anni (e perché no,
anche 58) possano optare per modalità di prepensionamento o per
meccanismi di riconversione ad altre funzioni strumentali
all'insegnamento o alla gestione scolastica interne alla scuola,
attuando una diversificazione nella carriera dei docenti e una
funzionalizzazione del management scolastico che all'estero è norma e da
noi non esiste".
E sono bastati pochissimi giorni per raccogliere il favore di migliaia di insegnanti italiani. Gli oltre 22mila like
alla proposta di prevedere una via d'uscita anticipata per coloro che
volessero percorrerla potrebbero sembrare pochi rispetto agli oltre
700mila docenti della scuola nostrana. Ma rappresentano una percentuale
considerevole - oltre il 30 per cento - rispetto ai circa 60/70 mila
maestri e professori italiani over 60. Una quota eccessiva per qualsiasi
sistema formativo al mondo, che di ultrasessantenni ne conta in media
la metà. E che fa leva su giovani insegnanti - under 30 - che in Italia
rappresentano una specie da proteggere: appena lo 0,27 per cento, poco
più di 2mila.