L’80% degli aspiranti medici resta nel sistema universitario

1 view
Skip to first unread message

Sergio Brasini

unread,
May 15, 2026, 1:28:05 PM (yesterday) May 15
to docentipr...@googlegroups.com
https://www.ilsole24ore.com/art/l-80percento-aspiranti-medici-resta-sistema-universitario-AIFmfc4C 

di Eugenio Bruno

L’80% degli aspiranti medici resta nel sistema universitario

Dei 52mila studenti con un esame durante il semestre filtro 19mila sono entrati in graduatoria, 12.710 hanno ripiegato su corso affine e 8.779 hanno cambiato facoltà

Il semestre aperto di Medicina si prepara al bis. Come confermato dalla ministra Anna Maria Bernini in un’intervista pubblicata sul Sole 24 Ore di ieri, il modello introdotto l’anno scorso (e imperniato su uno sbarramento a valle in base ai risultati di tre esami anziché a monte attraverso i vecchi test d’ingresso) verrà sostanzialmente replicato nel 2026/27. In attesa che arrivi il nuovo decreto con le modifiche annunciate (a cominciare dall’inserimento di medici e prof delle superiori nelle commissioni e dal posticipo a gennaio di almeno un appello) è possibile fare un bilancio di come è andata nei mesi scorsi.

La riforma, grazie anche alla doppia iscrizione iniziale e al paracadute dei corsi affini come piano B di default, assicura la tracciabilità delle singole carriere. E, a prescindere da come la si pensi sul nuovo tipo di accesso programmato, questo costituisce già di per sé un valore per un Paese con tassi di abbandoni universitari a due cifre tra primo e secondo anno. Ad esempio, al 13,3% nelle università statali secondo l’ultimo rapporto Anvur sulla Formazione superiore.

I numeri complessivi
Dai numeri elaborati dal Cineca su input del Mur scopriamo che dei 63.918 iscritti al semestre aperto di Medicina, Odontoiatria o Veterinaria sono 52.521 quelli che ci hanno realmente provato, sostenendo almeno un esame dei tre richiesti obbligatoriamente (Biologia, Chimica e Fisica). Gli altri 11.397 risultano invece iscritti al primo (4.978) o a un anno successivo al primo (3.467) di un altro corso o, in minima parte (2.952), non risultano nell’Anagrafe studenti.

Se ci concentriamo sui 52mila e passa con uno o più esami svolti viene fuori che 17.157 (pari al 99,3% dei posti a bando per i corsi a lingua italiana negli atenei statali) sono entrati a Medicina, 1.028 a Odontoiatria (con una copertura della disponibilità iniziale dell’88,3%) e 1.254 a Veterinaria (pari al 99,1% degli slot a disposizione). Sono, dunque, 19.439 i posti coperti con la graduatoria unica elaborata alla fine del primo semestre.

Se al conto aggiungiamo i 12.710 che attualmente frequentano un corso affine dell’area sanitaria, biomedica, veterinaria o farmaceutica e gli 8.779 iscritti a un’altra facoltà, viene fuori che l’80% degli aspiranti medici è ancora all’interno del sistema universitario. Un altro 20% invece no. Stiamo parlando di circa 11mila giovani che potrebbero ora essere riorientati dai singoli atenei. O almeno questo è l’auspicio espresso dalla ministra a questo giornale.

Il piano B
Sempre nell’ottica di raccontare come è andata l’anno scorso i dati del Mur ci consentono di sapere che degli oltre 12mila iscritti a un corso affine la maggior parte ha scelto una triennale in Biotecnologie (3.500 studenti tra primo e secondo anno) o in Scienze biologiche (3.024) oppure una magistrale in Biologia (2.748). Con i 2.081 iscritti a Professioni sanitarie in infermieristica o ostetricia e i 1.074 di Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali che completano la Top five dei sentieri più battuti tra quelli affini a Medicina.

Se passiamo infine ad analizzare gli altri 8.779 ex aspiranti camici bianchi che risultano ancora all’università scopriamo che un altro migliaio in realtà sta provando a coronare lo stesso sogno in un altro modo. Più nel dettaglio, sono 917 i giovani che stanno frequentando Medicina in un ateneo non statale superando il relativo test d’ingresso, i 28 che sono entrati nella variante in lingua inglese (di cui 16 alle private e 12 alle pubbliche) e i 150 che a una non statale sono finiti per Odontoiatria. Ma il panorama complessivo è addirittura più variegato se consideriamo i 654 iscritti alla triennale di Chimica, i 630 a quella di Ingegneria industriale e soprattutto i 583 che hanno optato per la magistrale in Giurisprudenza.


Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages