Intervista al docente che spara a zero contro il rettore di Genova: “Sulle Maldive ateneo indegno”

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Sergio Brasini

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May 27, 2026, 1:24:45 PM (yesterday) May 27
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di Massimiliano Salvo

Intervista al docente che spara a zero contro il rettore di Genova: “Sulle Maldive ateneo indegno”

Il professor Giorgio Roth, ordinario di ingegneria ed ex preside della Scuola Politecnica, attacca i vertici dell’ateneo

Fa venire i brividi vedere l’Università di Genova che con la tragedia delle Maldive si chiude nel silenzio dopo aver precisato “noi non c’entriamo”. La cancellazione dei profili delle vittime dal sito dell’ateneo, poi, è una cosa indegna».

Il professore Giorgio Roth, ordinario di ingegneria dell’Università di Genova ed ex preside della Scuola Politecnica, rompe il silenzio in un ateneo nel quale dal 14 maggio il rettore Federico Delfino si è sottratto a ogni commento sulla morte di quattro persone: la professoressa Monica Montefalcone, la studentessa Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e il neolaureato Federico Gualtieri. In una mail list interna a Unige, l’ingegner Roth ha espresso davanti a centinaia tra docenti, ricercatori e impiegati il suo «assoluto disappunto rispetto all’atteggiamento dell’ateneo».

Professor Roth, cosa la infastidisce nel comportamento di Unige?

«Fa molto male vedere che l’Università si sia chiusa nel silenzio dopo una serie di esternazioni un po’ discutibili. Lo capisco per le persone vicine alla professoressa Montefalcone, ma intervenire subito per dire che quanto capitato è avvenuto al di fuori di quanto previsto, è stato del tutto intempestivo e inopportuno».

Unige ha puntualizzato che l’immersione “è stata svolta a titolo personale” quando i corpi dei sub erano ancora nella grotta. Come mai questa fretta?

«Non conosco quanto accaduto, possono venire delle perplessità da quanto emerso sinora, ma questa fretta mi pare del tutto ingiustificata e inutile. Può anche essere letta come una excusatio non petita. A chi era rivolto questo messaggio? Dire questa cosa fa diminuire la paura di un’azione giuridica? Secondo me no. Ora è il tempo del dolore. Invece si mettono avanti le mani dicendo “ma in fondo noi non c’entriamo”. A quel punto, meglio il silenzio».

L’Università di cosa ha paura?

«Potrebbero esserci delle responsabilità, non so dire quali. Non ho mai condotto né autorizzato attività di questo genere. Io vado a convegni. Ma ci saranno regolamenti per capire dal punto di vista giudiziario e amministrativo se quanto veniva eseguito era per la missione scientifica, e cosa magari non lo era. Se ne occuperà l’indagine».

C’è poi la vicenda dei profili delle vittime, cancellati dal sito di Unige: prima quello di Montefalcone, poi di Oddenino.

«La rimozione dei profili è umanamente inaccettabile. Quelle pagine sono il punto di ingresso alle attività cui queste persone hanno dedicato la vita. La cancellazione è avvenuto in automatico? Un errore può essere perdonato, ci sarà stato modo di recuperare. E invece è accaduto anche sul profilo di una seconda persona: questo è del tutto intollerabile».

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