Sono ampiamente passati i 90 giorni previsti dalla legge di Stabilità 2016 per istituire le cattedre e dunque se ne parlerà per il prossimo anno (i 36 milioni stanziati per quest’anno finiranno nel fondo ordinario le università). Ma non è il ritardo nella definizione dei criteri che regoleranno l’assegnazione delle super cattedre a impensierire il mondo universitario: sono i criteri. L’idea di «garantire l’imparzialità rispetto al sistema» avocando direttamente al premier la nomina dei presidenti delle commissioni ha suscitato molti dubbi: ancora maggiore ansia metterà la notizia che a Palazzo Chigi circolano già liste di possibili candidati a questo ruolo in modo da poter procedere in fretta una volta che il decreto sarà pronto. E’ vero che rispetto alla norma iniziale che prevedeva che le commissioni fossero per intero di nomina centralizzata, ora almeno gli altri due professori saranno scelti tra elenchi proposti dalle Università.
Ma il sito «Roars», sempre attento agli umori e ai retroscena su ciò che si muove in ambito universitario, parla del rischio di ingerenza politica nella nomina di professori che peraltro sono scelti senza concorso. La Cgil addirittura evoca il recente intervento di Raffaele Cantone contro la corruzione negli Atenei: «Sorge il dubbio che rientri in un progetto più ampio per continuare da un lato il definanziamento e lo strangolamento del sistema universitario e dall’altro il controllo e l’incentivo solo a chi vuole il Governo». Per quanto riguarda il finanziamento però nella legge di Stabilità sono previsti fondi per gli Atenei che i rettori attendono con ansia.
A Palazzo Chigi la vedono da un punto di vista diverso: l’idea delle 500 cattedre oltre a liberare i talenti, come ripete il sottosegretario Tommaso Nannicini che sta curando il provvedimento, dovrebbe anche aggirare le «baronie». Di certo rischiano in qualche modo di commissariare l’intera struttura del sistema universitario. Il presidente della Crui, la conferenza dei rettori, Gaetano Manfredi non è stato consultato né ha ancora visto il testo in via preliminare. Quanto alle commissioni non si pronuncia ma spiega che per altre commissioni che assegnano posti per il merito come il programma per il rientro dei cervelli intitolato a Rita Levi Montalcini la commissione aggiudicatrice è presieduta proprio del capo dei rettori con altri quattro esperti, il Cun, consiglio nazionale Universitario deve invece dare il parere per le cattedre in deroga all’abilitazione che le singole università possono costituire. Quanto all’Anvur, l’ente di valutazione della ricerca e dell’Università, non è coinvolto - almeno per ora - nel processo di strutturazione delle cattedre Natta.