Da una decina di anni in Italia nei raduni fluviali e marini sono sempre più presenti i sup. Nella stagione fitta di raduni, ecco un'importante indicazione per i canoisti (di kayak, canadese, gonfiabile) nei loro confronti.
Il suppista come noto sta in piedi e, se capace, è preparato ad evitare cadute provocate da urti con imbarcazioni e ostacoli nei due quadranti anteriori (dx e sx). È preparato sia perché il suo orizzonte visivo di navigazione è rivolto in avanti, sia perché riesce a fare un appoggio con la pagaia, sia perché con i piedi e con il cambio di assetto può limitare lo sbilanciamento in avanti.
Al contrario il suppista non ha visuale, né appoggio rapido, né possibilità di reazione con equilibrio, in caso di urto inaspettato proveniente dai quadranti posteriori, tipicamente una canoa che lo urti da dietro. In caso di urto inaspettato da dietro, la tavola va avanti, ma il suppista per contraccolpo cade all'indietro, di solito di sedere, con un duplice grave effetto: insaccamento delle vertebre sacrali, colpo di frusta sulle vertebre cervicali.
E' quindi necessario che il canoista stia molto attento a non urtare un sup da dietro, ovvero, se l'urto è probabile o inevitabile per sua imperizia, che gridi in tempo utile al suppista per richiamare la sua attenzione.