Pare che Letta possa dove altri non sono riusciti: abolire le province.
Occorrerà una riforma costituzionale, cioè una legge con doppia votazione a distanza di tre mesi e maggioranza qualificata o referendum, ex art. 138 Cost.
Non crediate che segua l'esempio di Crocetta in Sicilia , che tutto ha fatto tranne che abolire le province: al contrario, manterrà l’ente di secondo livello e da 9 province passerà a 3 città metropolitane e 33 consorzi, alla faccia della razionalizzazione: Letta mira proprio alla riforma della nostra bella Costituzione ormai frantumata e alla totale soppressione dell’ente di secondo livello.
Una scelta, questa, di per sé molto più razionale del pateracchio che era stato immaginato da Patroni Griffi, anche perché pare di capire che l’intenzione sarebbe di riorganizzare le regioni, con un assetto organizzativo territoriale che conglobi le province. Questa sì sarebbe una scelta corretta e da condividere, molto più della irrazionale decisione del governo Monti di assegnare gran parte delle funzioni e competenze provinciali ai comuni, enti troppo piccoli e inadeguati alla gestione di funzioni per loro natura sovra comunali (e, infatti, le gestiscono non a caso le province).
Il problema vero (more solito) è che l'operazione si legge (c'è uno studio dell’istituto Bruno Leoni) che costerebbe 20 miliardi e non sono state indicate le coperture di simile spesa.
Ma i risparmi pare non siamo più di 750 mila euro!
Da anni si dice che le province “costano” 11 miliardi, confondendo il “costo” con la spesa. Ma abolendo le province non si abolisce anche la spesa da esse gestita, ma si può ridurla. Perché le funzioni che svolgono le province restano e per gestirle la spesa non si può azzerare:come Vi ho più volte scritto sul tema, sopprimendo l’ente, poiché non sparisce la funzione, la spesa a sua volta resta.
E se anche si risparmiassero i 2 miliardi previsti da Letta, ce ne vorrebbero altri 18 per pareggiare i conti della spesa.
Per darVi la misura: complessivamente l’Italia ne spende 805 all'anno: 2 mld sono lo 0,24%. Allora, melius re perpensa, si potrebbe imporre alle province un piano di risparmi di 2 miliardi, evitando di aprire la via per un elemento che non si considera mai, quando si parla della loro abolizione: cioè i costi e i tempi dell’operazione immensa di riorganizzazione e riallocazione della spesa, del personale, del patrimonio e dei contratti.
la spesa è così ripartita :
|
settore |
spesa |
| Amministrazione Centrale |
141 miliardi di euro |
| Previdenza |
311,7 miliardi di euro |
| Interessi sul debito |
86 miliardi di euro |
| Regioni |
182 mld di e. di cui 114 spesa sanitaria |
| Comuni |
73,3 miliardi di euro |
| Province |
11 miliardi di euro |
Applicando linearmente a tutte le amministrazioni un taglio del 18% si otterrebbero risparmi davvero significativi:
| Amm.neCentrale |
141 mld |
18% |
25,38 |
| Previdenza |
311,7 mld |
18% |
56,106 |
| Interessi passivi |
86 mld |
18% |
15,48 |
| Regioni |
182 mld |
18% |
32,76 |
|
|
| ||
| Comuni |
73,3 mld |
18% |
13,194 |
Forse qualcosa andrà rivisto ..............