Il modello Sicilia, tanto osannato nei mesi scorsi come alba del cambiamento che avrebbe potuto investire tutto il Paese, è definitivamente tramontato. Da Palermo, nessun delegato del MoVimento 5 Stelle raggiungerà Roma per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. E’ il nuovo sgambetto del governatore Crocetta al partito di Beppe Grillo, che vedono così concluso l’idillio di inizio mandato.
Come noto, lunedì sono convocate le Camere in seduta Comune per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Oltre ai 630 deputati e ai 319 senatori, dovranno raggiungere la Capitale anche 58 delegati dalle singole regioni, tre per ciascuna con eccezione della Val d’Aosta che esprime un solo rappresentante.
Naturalmente, anche nella composizione dei rappresentanti locali si cerca di mantenere i rapporti di forza all’interno delle singole assemblee, di modo che, dei tre previsti, solitamente due vengono accordati alla maggioranza a supporto del governatore e uno dalle opposizioni.
Tra i calcoli delle prime ore, dunque, al MoVimento 5 Stelle venivano attribuiti 2 delegati per l’elezione del prossimo Capo dello Stato: uno proveniente dalla Sicilia e l’altro da un’altra regione tra Piemonte, Lombardia o Lazio. Invece, niente: i grillini non avranno alcun esponente locale tra i grandi elettori e dovranno così “accontentarsi” dei 163 parlamentari di Camera e Senato.
Più che il deficit numerico, però, è il caso politico a suscitare scalpore: il dato oggettivo che, da nord a sud il MoVimento 5 Stelle, prima forza del Paese e realtà consolidata anche nelle consultazioni locali, sia stato estromesso dalla spartizione dei delegati regionali.
Tra tutti i casi, naturalmente, spicca quello siciliano, dove la traballante maggioranza di Rosario Crocetta pareva aver stretto un patto d’acciaio con i 5 Stelle e, ora, nell’arco di pochi giorni, sembra aver saltato il guado, preferendo la compagnia di Pdl e Udc. Proprio ai partiti di Berlusconi e Casini, infatti, sono andati gli altri due delegati nominati dall’Ars, con buona pace dei grillini, rimasti a bocca asciutta anche nel resto d’Italia.
Che i rapporti tra Crocetta e MoVimento 5 Stelle si fossero incrinati, lo si era sospettato nella recente votazione della doppia preferenza di genere nella nuova legge elettorale, passata grazie ai voti del centrodestra, con gli adepti di Beppe Grillo contrari a denunciare la “puzza di voto di scambio”.
Ora, dunque, nuovo round sui delegati regionali per l’elezione al Quirinale e spaccatura sempre più ampia in quello che veniva incensato come un esempio anche per il Paese, il “modello Sicilia”, dove a governare è il centrosinistra, con il MoVimento 5 Stelle a sostegno esterno in quei provvedimenti che corrispondono al proprio programma elettorale.
Anche in Lombardia, i grillini lamentano la messa all’angolo: “Siamo la terza forze in regione e solo una logica bizantina ci impedisce di avere un nostro delegato in regione”: nel territorio amministrato da Bobo Maroni, infatti, a preparare al valigia per Roma saranno un delegato leghista, uno Pdl e uno Pd
Ciao Cesare, ciao a tutti
Colgo l’occasione della nota di Cesare per parlare di Governabilita’
e del ruolo che IDV potrebbe avere in un contesto di eventuale rilancio politico.
Non posso condividere il compiacimento di alcuni nel raccontare il tramonto del cosiddetto “Modello Sicilia”,
in quanto, pur tra mille difficolta’, rappresentava pur sempre un modello di Governabilita’ possibile,
e che avrebbe potuto avere, in altre situazioni, IDV come protagonista.
Penso che, nonostante il risultato elettorale, sia in atto un tentativo da parte della “Partitocrazia”,
e di quasi tutti gli organi di informazione, di emarginare il M5S.
(i fatti che racconta Cesare, e che anche IDV ha dovuto sperimentare, ne sono una testimonianza).
Se questo e’ vero siamo fuori da ogni logica democratica e non si possono che avere conseguenze negative.
Se a questo si aggiunge il comportamento di Napolitano che in occasione della formazione del nuovo Governo:
Prima nega a Bersani il confronto in Parlamento “perche’ non aveva una maggioranza certa”
(chi deve decidere la Fiducia, Napolitano o il Parlamento???)
o piu’ probabilmente perche’, poi, avrebbe dovuto dare l’Incarico anche al M5S, e questo proprio non lo voleva fare….
Poi incarica i cosiddetti “10 saggi” di inventare (non si sa bene a che titolo) una soluzione al problema dell’ impasse
istituzionale che si e’ venuto a creare (tentativo ridicolo e sputtanato dagli stessi componenti il comitato),
piu’ probabilmente con l’intento di giustificare, poi, un Governo espressione di quell’inciucione PD-PDL
che pare gli stia tanto a cuore. (Giulietto Chiesa ha ben descritto e denunciato l’accaduto su “Il Fatto Quotidiano”)
Anche questo dimostra a che punto sia arrivata la deriva antidemocratica e anticostituzionale.
Dobbiamo renderci conto, anche se puo’ non piacerci, che il M5S fa parte del confronto democratico,
e ogni tentativo di escluderlo non fa che rafforzarlo e giustificare la sua folle pretesa di combattere la Partitocrazia
con il deleterio blocco di ogni forma di governabilita’.
Il M5S va battuto con le armi della Democrazia e non con queste trame.
Dobbiamo renderci conto che se IDV ha perso consensi, li ha persi soprattutto a favore del M5S, che,
per il nostro ex elettorato e’ stato in grado di fornire una proposta politica piu’ convincente (il che’ e’ tutto dire….).
Se IDV vuole rinascere deve ripartire proprio da questo.
Deve ripartire da una nuova proposta politica che dia risposte ai problemi concreti della gente.
Dove per politica intendo la capacita’ di agire per il bene della Societa’ tutta, e non questioni come il necessario rinnovamento
in senso democratico, di trasparenza, di meritocrazia….che pure sono indispensabili per la struttura della nuova IDV,
ma irrilevanti ai fini del consenso.
La gente chiede prima di tutto una risposta su come uscire dalla crisi che ci opprime,
poi esige che le proposte siano attuate da persone di indubbia moralita’,
e da ultimo che la moralita’ sia alimentata da principi etici.
(queste tre domande sono ordinate secondo l’urgenza, ed inversamente, in ordine di importanza)
Vogliamo finalmente nei nostri incontri, dedicare un po’ di tempo alla formulazione condivisa di queste risposte???
o continuare a discutere fino allo sfinimento (secondo la ben nota sindrome della riunione di condominio)
di tematiche che riguardano struttura, statuto, primarie… (o quant’altro) mentre Partitocrazie e M5S imperversano???
PS: La “sindrome della riunione di condominio” consiste nella tendenza ad accapigliarsi su argomenti marginali
(il parcheggio delle biciclette) su cui ognuno si puo’ esprimere con un minimo di conoscenza,
mentre per le questioni piu’ importanti (dove le informazioni sono possedute solo da pochi) normalmente bastano poche battute.
Per affrontare argomenti come quelli sopra enunciati, ci vuole cultura, conoscenza, e curiosita’ intellettuale,
e non e’ da tutti potere intervenire con un contributo valido.
Abbiamo pero’ nel Partito le competenze per dare, a me per primo, e a tutti gli interessati,
le informazioni di base su come crescere culturalmente, per potere poi esprimere un parere ragionato,
che possa convincere anche chi abitualmente non frequenta Via delle Lame 39.
DISTINTI SALUTI
SILVIO ZAGNI
Tel: 051/6351062 051/532993
Mobile. 340/5115563 333/6593344
Da: dipartimenti-tem...@googlegroups.com [mailto:dipartimenti-tem...@googlegroups.com] Per conto di Cesare Albini Alice
Inviato: giovedì 11 aprile 2013 18.29
A: dipartimenti-tem...@googlegroups.com
Oggetto: dipartimenti-tematici-idv-bologna MoVimento 5 Stelle, zero delegati per il Quirinale: addio modello Sicilia
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