"Vegetariani, carnivori, onnivori?" articolo di Piero Mozzi

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Jul 29, 2008, 5:33:27 AM7/29/08
to dietedadamo
VEGETARIANI, CARNIVORI, ONNIVORI?
E se fosse il sangue a decidere?

di Piero Mozzi*

L'uomo è l'unico essere vivente che per nutrirsi ha bisogno di esperti: tecnici, medici, nutrizionisti, libri, ecc. Tutti gli altri esseri viventi sanno cosa fare, cosa mangiare; sanno cosa gli può fare bene o male.
I mammiferi, terminato il periodo dell'allattamento, sanno benissimo ciò che debbono mangiare: anche se li spostate di migliaia di chilometri dal loro territorio d'origine troveranno rapidamente il cibo a loro più confacente.
Gli animali hanno conservato intatto quell'istinto nutrizionale, ovvero quel bagaglio di conoscenze acquisite con l'evoluzione che permette loro di gestire la propria alimentazione e, conseguentemente, la propria salute. Tutte queste conoscenze derivano dal patrimonio genetico ed è per ciò che sanno come comportarsi.
Anche l'uomo, certamente, per migliaia di anni ha seguito il proprio istinto: sapendo come trovare il cibo e quale era il più adatto. Laddove faceva difetto l'istinto, era la conoscenza acquisita e tramandata di generazione in generazione a sopperire.
Gradualmente, purtroppo, tutto ciò è andato perdendosi. Tant'è che ai giorni nostri (tempi di gran confusione!) non è difficile accorgersi di quanto la stragrande maggioranza delle persone versi in uno stato di totale smarrimento, senza alcun contatto con la propria conoscenza interiore, incapaci di discriminare tra quanto può essere utile o dannoso nella propria alimentazione.
Un esempio per tutti: non sappiamo più discernere gli alimenti in rapporto alle loro stagioni di sviluppo e, quindi, quando sono effettivamente utili al nostro organismo.
Ciò è ancora più evidente per quegli alimenti che la natura ci ha messo a disposizione e che crescono spontaneamente come germogli, foglie, radici, semi e bacche.


SCEGLIERE CON CRITERIO

Cosa possiamo fare allora per recuperare quest'istinto? Come possiamo liberarci da quell'infinita sequela di nozioni (per lo più interessate) che ci soverchiano ogni giorno, relegando sempre più nel remoto il nostro istinto primordiale?
In questi ultimi decenni abbiamo assistito ad un pullulare di teorie sull'alimentazione umana che dicono ciascuna il tutto e il contrario di tutto. Risultato: nessuno ci capisce più nulla; nessuno riesce più a capacitarsi di quali siano effettivamente le scelte più appropriate per la nostra salute, psichica e fisica.
Un primo passo, meritatamente alla scelta idonea dei tempi per consumare germogli, foglie, radici, semi e bacche, è affidarsi all'esperienza di persone che ne hanno diretta conoscenza pratica e non solo teorica.
Il secondo, più mirato alle nostre specifiche caratteristiche genetiche è di affidarsi al nostro sangue. E' meglio essere vegetariani o consumare un po' di carne o di pesce? Uova, latticini, semi e frutta, ortaggi e cereali sono a noi adatti?
Esiste un modo semplice, efficace, alla portata di tutti e, soprattutto, che merita di essere sperimentato: scegliere gli alimenti di cui ci nutriamo in base al nostro gruppo sanguigno.
Il gruppo sanguigno è un'impronta genetica unica che ci distingue da tutte le altre persone, esattamente come fa il Dna contenuto in ognuna delle nostre cellule.
Il gene del sangue ha senza dubbio influenza su altri geni che, a loro volta, controllano altri sistemi fisiologici (ad esempio: si pensi al sistema degli enzimi digestivi, alle sostanze neurochimiche, ecc) e pertanto, si può intuire l'influenza del gruppo sanguigno sullo stato di salute e di benessere generale.
Si può capire allora che, se il sangue è veicolo delle sostanze nutritive che ingeriamo, vi è una relazione abbastanza stretta tra gruppo sanguigno e meccanismi digestivi. In altre parole, un'influenza diretta sugli enzimi e sull'acidità dei succhi gastrici.
E' indubbio, quindi, che sussiste un legame fondamentale tra gruppo sanguigno, sistema digestivo e sistema immunitario.
Quest'ultimo è preposto alla difesa del nostro organismo da quanto ci può risultare dannoso e, in definitiva, letale per la nostra vita. Il sistema immunitario ha il compito di identificare e accettare quanto ci può essere utile, o respingere e distruggere quanto è diverso da noi e pertanto nocivo.


A CIASCUN IL SUO

Ogni forma di vita ha delle impronte biologiche di riconoscimento chiamate antigeni e quando entrano in contatto con il nostro sistema immunitario devono essere identificate e accettate oppure respinte. E' ciò che avviene anche con gli alimenti che quotidianamente introduciamo nel nostro organismo.
Ogni gruppo sanguigno è dotato di antigeni specifici, vere e proprie impronte esclusive, e nel momento in cui entrano in contatto con qualcosa di sospetto (ad esempio: l'antigene estraneo di un batterio) le nostre difese immunitarie si consultano con l'antigene che determina il gruppo sanguigno: se l'antigene del batterio viene riconosciuto vuol dire che è amico e dunque innocuo; se ciò non avviene è un nemico da combattere subito con la produzione di anticorpi.
Gli anticorpi hanno il compito di attaccarsi all'antigene estraneo, bloccarlo e favorirne la dissoluzione.
Purtroppo, gli anticorpi possono rendere solamente innocui gli intrusi e non distruggerli completamente: s'incollano ad essi in modo da farli precipitare (agglutinare) e renderli così incapaci di agire. In sostanza, danno il via ad una sorta di azione di rigetto.


LE LECTINE

I singoli alimenti che ingeriamo contengono delle proteine chiamate lectine che sono dotate di proprietà agglutinante i cui effetti si riversano sul sangue. Quando ci nutriamo con un alimento contenente lectine incompatibili al nostro gruppo sanguigno, esse si sistemano in un organo (reni, fegato, cervello, stomaco, ecc) e iniziano ad agglutinare le cellule del sangue in quell'area, creando una reazione di rigetto. Con il passare del tempo, l'azione continuativa di queste lectine ci porta seri problemi alla salute.
Cosa possiamo fare, dunque?
Cerchiamo di capire, innanzitutto, quali alimenti hanno lectine che il nostro gruppo sanguigno non tollera e, conseguentemente, evitiamole o perlomeno riduciamone drasticamente il consumo.
Se vogliamo citare qualche esempio c'è l'imbarazzo della scelta: a) l'effetto del frumento sul gruppo sanguigno 0, il cui glutine, ricco di lectine, da seri problemi d'irritazione e infiammazione all'intestino tenue;
b) il latte vaccino che possiede lectine simili all'antigene B: di conseguenza viene riconosciuto dalle persone di gruppo B ma risulta assai pericoloso per quelle dei gruppi 0 e A;
c) il grano saraceno, la cui lectina può attaccare e agglutinare le cellule del gruppo B ma non danneggiare minimamente quelle di tipo A e 0);
d) le lenticchie: molto validi per il gruppo A ma dannose ai gruppi 0 e B;
e) le arachidi: adatte al gruppo A ma assolutamente da evitare per i gruppi 0 e B.


UN'ALIMENTAZIONE ADATTA

Con una dieta basata sul proprio gruppo sanguigno è assai semplice alimentarsi in modo idoneo al nostro organismo, riacquistare in breve un buon stato di salute fisico e psichico, ridurre il nostro peso all'ideale.
Non c'è necessità di calcoli di calorie, né di pesare tutto ciò che mangiamo. Semplicemente, basta scegliere il programma alimentare più confacente al nostro gruppo sanguigno, optando per gli alimenti idonei e riducendo o eliminando quelli a noi dannosi.
Naturalmente, oltre a ciò, è bene anche aggiungere altri fattori assai importanti come le corrette combinazioni alimentari e la stagionalità degli alimenti.
Infatti, non è detto che, pure essendo ben tollerati, certi alimenti se combinati erroneamente insieme diano esito ad un composto adatto, così come lo stesso alimento non è detto sia valido per tutto l'anno.
Un esempio tipico è la frutta: se consumata nella sua stagionalità può essere ben tollerata, ma fuori della sua stagione di maturazione può essere addirittura dannosa.


GRUPPO PER GRUPPO

Analizzando i gruppi sanguigni si possono vedere le differenze più o meno accentuate che li contraddistinguono.

Il gruppo 0 è quello più antico e porta in sé le caratteristiche dell'uomo cacciatore e raccoglitore. Ha necessità di proteine animali come carne (tranne maiale) e pesce. Non tollera bene i cereali, soprattutto il frumento, il mais nonché i legumi. Tra i cereali e similari idonei al gruppo 0 possiamo annoverare le varie qualità di riso, il farro, la quinoa, il grano saraceno. Tra gli ortaggi deve far attenzione alle patate, alle melanzane, al cavolfiore e ai cavolini di Bruxelles. Per la frutta: non adatte sono le fragole, le arance, i mandarini e le more.
In merito alle bevande, meglio l'acqua naturale, anche se talvolta può concedersi birra, vino o tè verde. Il caffè, invece, gli è decisamente dannoso, creandoli problemi all'apparato digerente.
Le persone del gruppo 0 difficilmente possono praticare il vegetarianesimo senza avere, nell'arco di 10-15 anni, seri problemi di salute.
Per loro, determinati minerali, vitamine e proteine, possono essere solo assimilati attraverso alimenti d'origine animale.

Il gruppo A è praticamente l'opposto del gruppo 0. Può essere vegetariano senza conseguenze. Discende dall'uomo che si trasformò da cacciatore ad agricoltore. Non tollera bene le proteine animali ad eccezione di pollo, tacchino e alcune varietà di pesce e qualche uovo.
Per lui sono validi i semi, soprattutto arachidi e zucca, la soia (in tutte le sue versioni) e le lenticchie. Deve evitare, invece, latte e derivati, tranne formaggi di capre o di pecore, ricotte e mozzarelle magre.
A rischio invece sono le solanacee (patate, peperoni, melanzane, pomodori) e frutta come arance, mandarini, banane e meloni.
Caffè, tè verde, vino rosso, se consumati moderatamente, non creano problemi, ma la birra è assolutamente da evitare.
Infine, tra le piante medicinali può trarre grande giovamente da aloe, biancospino, iperico, rosa canina e zenzero.

Il gruppo B trae la sua origine dai popoli nomadi delle steppe dell'Asia; ha un'apparato digerente robusto e tollera la maggior parte degli alimenti senza grandi problemi.
Tuttavia, deve fare attenzione a determinate carni (maiale e pollo), a certi pesci e molluschi (gamberi, cozze, ostriche, vongole o salmone affumicato).
E' l'unico gruppo che può tollerare bene il latte e i suoi derivati, facendo però attenzione ai formaggi grassi e stagionati.
Con i semi c'è da prestare attenzione ad arachidi, nocciole, pinoli, girasole, sesamo e zucca.
Problemi seri, ciononostante, possono derivare dall'assunzione di cereali o simili come il grano saraceno, il mais e, soprattutto, il frumento. E' meglio preferir loro il farro, il riso, il miglio e, d'inverno, l'ottima avena (chicchi o fiocchi).
Verdure a rischio sono pomodori, zucca, ravanelli, carciofo, olive. Piante medicinali utili: prezzemolo, rosa canina, salvia, zenzero.
Tra i legumi, infine, ceci e lenticchie sono alimenti da usarsi raramente.

Il gruppo AB è quello comparso più recentemente (all'incirca mille anni fa) ed è anche il più raro: 3-5% della popolazione. Non tollera la carne rossa, ma può utilizzare pesci comuni con profitto come merluzzo, salmone, nasello, sardine, sgombri, tonno, trota. Il latte e i suoi derivati vanno usati con estrema cautela ed è sempre meglio preferirgli latte e formaggio di capra. Ai ceci e ai fagioli sono da preferire soia e lenticchie.
Riguardo ai cereali e similari, evitare mais e grano saraceno. Il gruppo AB è l'unico che tollera il frumento, anche se è meglio optare per miglio, avena, farro e riso. Carciofi, peperoni, peperoncino, ravanelli e topinambur sono gli ortaggi da ridurre drasticamente.
Altrettanto dicasi per la frutta tipo: banane, arance, cachi, melograni, noce di cocco.
Per quanto concerne le piante officinali, trarrà giovamento da: bardana, biancospino, liquirizia, rosa canina e zenzero.
Caffè e tè verde sono da preferirsi tra le bevande, sebbene consigliata in ogni caso l'acqua naturale.


IN CONCLUSIONE

Abbiamo qui, appena sfiorato la complessa materia dei gruppi sanguigni e degli effetti degli alimenti su ciascuno di essi. Una rapida carrellata che necessita naturalmente di ulteriori approfondimenti che, mi riprometto se mi sarà consentito di affrontare quanto prima.
Sono certo che a molte persone questo mio intervento susciterà dubbi, perplessità e quant'altro. Di una cosa sono comunque sicuro: con questo sistema di alimentazione ogni persona ha la possibilità di sperimentare, di valutare i risultati e di capire certi fenomeni prima magari poco comprensibili riguardo alla propria salute.
Una verità è sacrosanta: non esistono certezze assolute in fatto di salute… ! Tuttavia, per esperienza personale, posso solo dire che si possono ottenere risultati validi grazie a questo metodo. A buon intenditore… .

* Per ulteriori informazioni rivolgersi a: dott. Piero Mozzi, loc. Mogliazze, 29022 Bobbio (Pc) telefax 0523 936633 email mogl...@libero.it - http://www.mogliazze.it/


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