L'uomo è l'unico essere vivente che per nutrirsi ha bisogno di esperti:
tecnici, medici, nutrizionisti, libri, ecc. Tutti gli altri esseri viventi sanno
cosa fare, cosa mangiare; sanno cosa gli può fare bene o male.
I mammiferi,
terminato il periodo dell'allattamento, sanno benissimo ciò che debbono
mangiare: anche se li spostate di migliaia di chilometri dal loro territorio
d'origine troveranno rapidamente il cibo a loro più confacente.
Gli animali
hanno conservato intatto quell'istinto nutrizionale, ovvero quel bagaglio di
conoscenze acquisite con l'evoluzione che permette loro di gestire la propria
alimentazione e, conseguentemente, la propria salute. Tutte queste conoscenze
derivano dal patrimonio genetico ed è per ciò che sanno come
comportarsi.
Anche l'uomo, certamente, per migliaia di anni ha seguito il
proprio istinto: sapendo come trovare il cibo e quale era il più adatto. Laddove
faceva difetto l'istinto, era la conoscenza acquisita e tramandata di
generazione in generazione a sopperire.
Gradualmente, purtroppo, tutto ciò è
andato perdendosi. Tant'è che ai giorni nostri (tempi di gran confusione!) non è
difficile accorgersi di quanto la stragrande maggioranza delle persone versi in
uno stato di totale smarrimento, senza alcun contatto con la propria conoscenza
interiore, incapaci di discriminare tra quanto può essere utile o dannoso nella
propria alimentazione.
Un esempio per tutti: non sappiamo più discernere gli
alimenti in rapporto alle loro stagioni di sviluppo e, quindi, quando sono
effettivamente utili al nostro organismo.
Ciò è ancora più evidente per
quegli alimenti che la natura ci ha messo a disposizione e che crescono
spontaneamente come germogli, foglie, radici, semi e bacche.
Cosa possiamo fare allora per recuperare quest'istinto? Come possiamo
liberarci da quell'infinita sequela di nozioni (per lo più interessate) che ci
soverchiano ogni giorno, relegando sempre più nel remoto il nostro istinto
primordiale?
In questi ultimi decenni abbiamo assistito ad un pullulare di
teorie sull'alimentazione umana che dicono ciascuna il tutto e il contrario di
tutto. Risultato: nessuno ci capisce più nulla; nessuno riesce più a capacitarsi
di quali siano effettivamente le scelte più appropriate per la nostra salute,
psichica e fisica.
Un primo passo, meritatamente alla scelta idonea dei tempi
per consumare germogli, foglie, radici, semi e bacche, è affidarsi
all'esperienza di persone che ne hanno diretta conoscenza pratica e non solo
teorica.
Il secondo, più mirato alle nostre specifiche caratteristiche
genetiche è di affidarsi al nostro sangue. E' meglio essere vegetariani o
consumare un po' di carne o di pesce? Uova, latticini, semi e frutta, ortaggi e
cereali sono a noi adatti?
Esiste un modo semplice, efficace, alla portata di
tutti e, soprattutto, che merita di essere sperimentato: scegliere gli alimenti
di cui ci nutriamo in base al nostro gruppo sanguigno.
Il gruppo sanguigno è
un'impronta genetica unica che ci distingue da tutte le altre persone,
esattamente come fa il Dna contenuto in ognuna delle nostre cellule.
Il gene
del sangue ha senza dubbio influenza su altri geni che, a loro volta,
controllano altri sistemi fisiologici (ad esempio: si pensi al sistema degli
enzimi digestivi, alle sostanze neurochimiche, ecc) e pertanto, si può intuire
l'influenza del gruppo sanguigno sullo stato di salute e di benessere
generale.
Si può capire allora che, se il sangue è veicolo delle sostanze
nutritive che ingeriamo, vi è una relazione abbastanza stretta tra gruppo
sanguigno e meccanismi digestivi. In altre parole, un'influenza diretta sugli
enzimi e sull'acidità dei succhi gastrici.
E' indubbio, quindi, che sussiste
un legame fondamentale tra gruppo sanguigno, sistema digestivo e sistema
immunitario.
Quest'ultimo è preposto alla difesa del nostro organismo da
quanto ci può risultare dannoso e, in definitiva, letale per la nostra vita. Il
sistema immunitario ha il compito di identificare e accettare quanto ci può
essere utile, o respingere e distruggere quanto è diverso da noi e pertanto
nocivo.
Ogni forma di vita ha delle impronte biologiche di riconoscimento
chiamate antigeni e quando entrano in contatto con il nostro sistema immunitario
devono essere identificate e accettate oppure respinte. E' ciò che avviene anche
con gli alimenti che quotidianamente introduciamo nel nostro organismo.
Ogni
gruppo sanguigno è dotato di antigeni specifici, vere e proprie impronte
esclusive, e nel momento in cui entrano in contatto con qualcosa di sospetto (ad
esempio: l'antigene estraneo di un batterio) le nostre difese immunitarie si
consultano con l'antigene che determina il gruppo sanguigno: se l'antigene del
batterio viene riconosciuto vuol dire che è amico e dunque innocuo; se ciò non
avviene è un nemico da combattere subito con la produzione di anticorpi.
Gli
anticorpi hanno il compito di attaccarsi all'antigene estraneo, bloccarlo e
favorirne la dissoluzione.
Purtroppo, gli anticorpi possono rendere solamente
innocui gli intrusi e non distruggerli completamente: s'incollano ad essi in
modo da farli precipitare (agglutinare) e renderli così incapaci di agire. In
sostanza, danno il via ad una sorta di azione di rigetto.
I singoli alimenti che ingeriamo contengono delle proteine chiamate
lectine che sono dotate di proprietà agglutinante i cui effetti si riversano sul
sangue. Quando ci nutriamo con un alimento contenente lectine incompatibili al
nostro gruppo sanguigno, esse si sistemano in un organo (reni, fegato, cervello,
stomaco, ecc) e iniziano ad agglutinare le cellule del sangue in quell'area,
creando una reazione di rigetto. Con il passare del tempo, l'azione continuativa
di queste lectine ci porta seri problemi alla salute.
Cosa possiamo fare,
dunque?
Cerchiamo di capire, innanzitutto, quali alimenti hanno lectine che
il nostro gruppo sanguigno non tollera e, conseguentemente, evitiamole o
perlomeno riduciamone drasticamente il consumo.
Se vogliamo citare qualche
esempio c'è l'imbarazzo della scelta: a) l'effetto del frumento sul gruppo
sanguigno 0, il cui glutine, ricco di lectine, da seri problemi d'irritazione e
infiammazione all'intestino tenue;
b) il latte vaccino che possiede lectine
simili all'antigene B: di conseguenza viene riconosciuto dalle persone di gruppo
B ma risulta assai pericoloso per quelle dei gruppi 0 e A;
c) il grano
saraceno, la cui lectina può attaccare e agglutinare le cellule del gruppo B ma
non danneggiare minimamente quelle di tipo A e 0);
d) le lenticchie: molto
validi per il gruppo A ma dannose ai gruppi 0 e B;
e) le arachidi: adatte al
gruppo A ma assolutamente da evitare per i gruppi 0 e B.
Con una dieta basata sul proprio gruppo sanguigno è assai semplice
alimentarsi in modo idoneo al nostro organismo, riacquistare in breve un buon
stato di salute fisico e psichico, ridurre il nostro peso all'ideale.
Non c'è
necessità di calcoli di calorie, né di pesare tutto ciò che mangiamo.
Semplicemente, basta scegliere il programma alimentare più confacente al nostro
gruppo sanguigno, optando per gli alimenti idonei e riducendo o eliminando
quelli a noi dannosi.
Naturalmente, oltre a ciò, è bene anche aggiungere
altri fattori assai importanti come le corrette combinazioni alimentari e la
stagionalità degli alimenti.
Infatti, non è detto che, pure essendo ben
tollerati, certi alimenti se combinati erroneamente insieme diano esito ad un
composto adatto, così come lo stesso alimento non è detto sia valido per tutto
l'anno.
Un esempio tipico è la frutta: se consumata nella sua stagionalità
può essere ben tollerata, ma fuori della sua stagione di maturazione può essere
addirittura dannosa.
Analizzando i gruppi sanguigni si possono vedere le differenze più o meno accentuate che li contraddistinguono.
Il gruppo 0 è quello più antico e
porta in sé le caratteristiche dell'uomo cacciatore e raccoglitore. Ha necessità
di proteine animali come carne (tranne maiale) e pesce. Non tollera bene i
cereali, soprattutto il frumento, il mais nonché i legumi. Tra i cereali e
similari idonei al gruppo 0 possiamo annoverare le varie qualità di riso, il
farro, la quinoa, il grano saraceno. Tra gli ortaggi deve far attenzione alle
patate, alle melanzane, al cavolfiore e ai cavolini di Bruxelles. Per la frutta:
non adatte sono le fragole, le arance, i mandarini e le more.
In merito alle
bevande, meglio l'acqua naturale, anche se talvolta può concedersi birra, vino o
tè verde. Il caffè, invece, gli è decisamente dannoso, creandoli problemi
all'apparato digerente.
Le persone del gruppo 0 difficilmente possono
praticare il vegetarianesimo senza avere, nell'arco di 10-15 anni, seri problemi
di salute.
Per loro, determinati minerali, vitamine e proteine, possono
essere solo assimilati attraverso alimenti d'origine animale.
Il gruppo A è praticamente l'opposto
del gruppo 0. Può essere vegetariano senza conseguenze. Discende dall'uomo che
si trasformò da cacciatore ad agricoltore. Non tollera bene le proteine animali
ad eccezione di pollo, tacchino e alcune varietà di pesce e qualche uovo.
Per
lui sono validi i semi, soprattutto arachidi e zucca, la soia (in tutte le sue
versioni) e le lenticchie. Deve evitare, invece, latte e derivati, tranne
formaggi di capre o di pecore, ricotte e mozzarelle magre.
A rischio invece
sono le solanacee (patate, peperoni, melanzane, pomodori) e frutta come arance,
mandarini, banane e meloni.
Caffè, tè verde, vino rosso, se consumati
moderatamente, non creano problemi, ma la birra è assolutamente da
evitare.
Infine, tra le piante medicinali può trarre grande giovamente da
aloe, biancospino, iperico, rosa canina e zenzero.
Il gruppo B trae la sua origine dai
popoli nomadi delle steppe dell'Asia; ha un'apparato digerente robusto e tollera
la maggior parte degli alimenti senza grandi problemi.
Tuttavia, deve fare
attenzione a determinate carni (maiale e pollo), a certi pesci e molluschi
(gamberi, cozze, ostriche, vongole o salmone affumicato).
E' l'unico gruppo
che può tollerare bene il latte e i suoi derivati, facendo però attenzione ai
formaggi grassi e stagionati.
Con i semi c'è da prestare attenzione ad
arachidi, nocciole, pinoli, girasole, sesamo e zucca.
Problemi seri,
ciononostante, possono derivare dall'assunzione di cereali o simili come il
grano saraceno, il mais e, soprattutto, il frumento. E' meglio preferir loro il
farro, il riso, il miglio e, d'inverno, l'ottima avena (chicchi o
fiocchi).
Verdure a rischio sono pomodori, zucca, ravanelli, carciofo, olive.
Piante medicinali utili: prezzemolo, rosa canina, salvia, zenzero.
Tra i
legumi, infine, ceci e lenticchie sono alimenti da usarsi raramente.
Il gruppo AB è quello comparso più
recentemente (all'incirca mille anni fa) ed è anche il più raro: 3-5% della
popolazione. Non tollera la carne rossa, ma può utilizzare pesci comuni con
profitto come merluzzo, salmone, nasello, sardine, sgombri, tonno, trota. Il
latte e i suoi derivati vanno usati con estrema cautela ed è sempre meglio
preferirgli latte e formaggio di capra. Ai ceci e ai fagioli sono da preferire
soia e lenticchie.
Riguardo ai cereali e similari, evitare mais e grano
saraceno. Il gruppo AB è l'unico che tollera il frumento, anche se è meglio
optare per miglio, avena, farro e riso. Carciofi, peperoni, peperoncino,
ravanelli e topinambur sono gli ortaggi da ridurre drasticamente.
Altrettanto
dicasi per la frutta tipo: banane, arance, cachi, melograni, noce di
cocco.
Per quanto concerne le piante officinali, trarrà giovamento da:
bardana, biancospino, liquirizia, rosa canina e zenzero.
Caffè e tè verde
sono da preferirsi tra le bevande, sebbene consigliata in ogni caso l'acqua
naturale.
Abbiamo qui, appena sfiorato la complessa materia dei gruppi sanguigni
e degli effetti degli alimenti su ciascuno di essi. Una rapida carrellata che
necessita naturalmente di ulteriori approfondimenti che, mi riprometto se mi
sarà consentito di affrontare quanto prima.
Sono certo che a molte persone
questo mio intervento susciterà dubbi, perplessità e quant'altro. Di una cosa
sono comunque sicuro: con questo sistema di alimentazione ogni persona ha la
possibilità di sperimentare, di valutare i risultati e di capire certi fenomeni
prima magari poco comprensibili riguardo alla propria salute.
Una verità è
sacrosanta: non esistono certezze assolute in fatto di salute… ! Tuttavia, per
esperienza personale, posso solo dire che si possono ottenere risultati validi
grazie a questo metodo. A buon intenditore… .
* Per ulteriori informazioni rivolgersi a: dott. Piero Mozzi, loc. Mogliazze, 29022 Bobbio (Pc) telefax 0523 936633 email mogl...@libero.it - http://www.mogliazze.it/