Sono migliaia le vittime di tratta in Italia. Un esercito di persone che vive, ancor oggi, in condizione di schiavitù. Lo sfruttamento sessuale è la forma più comune, ma esistono anche numerosi casi di lavoro o accattonaggio forzato, adozioni illegali o prelievo di organi. La risposta italiana a questa tragedia non sembra sufficiente. I diritti umani a rischio sono moltissimi.
La tratta di esseri umani è la più comune forma di schiavitù moderna che va a colpire, oggi come ieri, le persone più vulnerabili della società e si verifica anche in Italia.
Dal 2000 l’Italia si è dotata di numerosi strumenti giuridici internazionali specificatamente rivolti a prevenire e reprimere il fenomeno della tratta di esseri umani. La legislazione italiana stabilisce altresì due meccanismi di assistenza e tutela delle vittime, attraverso le disposizioni dell’art. 18 del d.lgs. 286/1998 e dell’art. 13 della legge 228/2003. Il primo prevede la concessione di un permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale alle persone trafficate e la possibilità di essere inserite in programmi di assistenza e protezione. Il secondo prevede la creazione di un programma di assistenza che garantisce, in via transitoria, adeguate condizioni di alloggio, di vitto e di assistenza sanitaria alle vittime di tratta.
In Friuli Venezia Giulia la Regione FVG è capofila del progetto regionale 'il FVG in rete contro la tratta'. Il Comune e la Provincia di Trieste sono gli enti attuatori i quali insieme all'associazione interculturale Etnoblog sono impegnati nella lotta alla tratta di esseri umani. Le associazioni in difesa delle vittime di tratta, dal canto loro, svolgono un ruolo fondamentale nella protezione e assistenza delle vittime. Il sistema anti tratta nazionale è finanziato da un fondo del Dipartimento per le Pari Opportunità istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Purtroppo, come denunciato dalla rete nazionale del sistema anti tratta nazionale, la disponibilità dei fondi destinati alla realizzazione di questi programmi, considerati fiori all'occhiello in tutta Europa, è sistematicamente messa a repentaglio da continui tagli al bilancio e successivi ritardi nel loro stanziamento. Ciò che contribuisce a rendere quanto mai incerta l’attuazione di nuovi programmi e la prosecuzione di quelli esistenti.
Noi, come Associazione Interculturale Etnoblog, da anni impegnati in progetti di accoglienza e protezione sociale di donne e uomini vittime di questo crimine, vi invitiamo di firmare la petizione affinché il sistema nazionale anti tratta non muoia e che il Piano nazionale anti tratta venga approvato dal Governo italiano al seguente link: www.change.org/p/matteo-renzi-non-lasciamo-sole-le-vittime-della-tratta-degli-esseri-umani
Ringraziamo anticipatamente per l'attenzione e chiediamo di diffondere la petizione nelle vostre reti di contatto.
Associazione Interculturale Etnoblog