La Storia Di Orfeo

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Mireille Kreines

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Aug 5, 2024, 8:43:27 AM8/5/24
to derdarire
Ilmito di Orfeo stato sin dalle origini legato all'elemento musicale. In epoca moderna la storia del cantore solitario, capace di comunicare attraverso il suono della sua lira con gli animali della terra e le creature dell'oltretomba, stato oggetto di innumerevoli versioni musicali.

Sulla sua storia d'amore con la ninfa Euridice si basa il libretto della prima opera: Euridice di Ottavio Rinuccini (1600); ma il soggetto ha avuto grande fortuna durante tutta la fase iniziale della storia dell'opera, sia per il legame tra il nuovo genere teatrale e il dramma pastorale, sia perch la presenza di un musico come protagonista era in grado di soddisfare il principio di verosimiglianza.


Il soggetto torn in auge nel teatro musicale del Settecento, grazie all'Orfeo ed Euridice di Gluck, prima delle opere della riforma gluckiana. Nel tentativo di riportare il melodramma alle sue origini ideali, ripristinando un equilibrato rapporto tra musica e dramma, Gluck e il librettista Calzabigi scelsero non a caso il mito di Orfeo.


La canzone Euridice, di Roberto Vecchioni, trova in Orfeo un anti-eroe che decide apposta di voltarsi, nella comprensione del fatto che la donna appartiene ormai alla dimensione della morte, e nulla potrebbe tornare come prima.


Il mito di Orfeo ed Euridice si rintraccia gi a partire dal V secolo a.C., come dimostra un antico bassorilievo greco del 410 a.C. circa che raffigura i due innamorati assieme a Ermes, il messaggero degli dei.


A un passo dalla fine di tutti i tormenti il patto viene infranto: la tentazione stata troppo forte. La ninfa costretta a ritornare immediatamente nel regno dei morti, lasciando il suo sposo ancora pi disperato per averla persa due volte.


I due poeti affrontano il mito di Orfeo ed Euridice con stili differenti: da un lato Virgilio dedica poco spazio ad alcuni dettagli, condensando dei passaggi e chiudendo il racconto in meno di cento versi. Ovidio, invece, descrive in modo pi ampio i diversi momenti del mito, senza creare ellissi narrative. Entrambi si soffermano in molti punti sulle sensazioni intense provate dai personaggi, descritte con vividezza e uso di figure retoriche.


La fine di Orfeo brutale in entrambe le versioni classiche: Virgilio racconta che le donne della Tracia, vedendo la sua fedelt per Euridice impossibile da scalfire, lo fecero a pezzi per la rabbia durante un rito dionisiaco. La sua testa, gettata nel fiume Ebro, prosegue a cantare e a pronunciare il nome di Euridice.


Ovidio descrive cos i due innamorati ora passeggiano insieme: a volte accanto, a volte lei davanti e lui dietro; altre volte ancora invece Orfeo che la precede e, ormai senza paura, si volge a guardare la sua Euridice.


Un momento meno convenzionale della storia di Orfeo ed Euridice invece scelto da John William Waterhouse (1849-1917), pittore preraffaelita legato a tematiche mitologiche, che nel 1900 realizza Le ninfe trovano la testa di Orfeo, dipinto che rappresenta il momento successivo alla violenta morte del cantore, la cui testa venne, appunto, gettata dalle Baccanti nel fiume Ebro.


La leggenda di Orfeo ed Euridice rappresenta solamente un frammento della pi complessa e articolata mitologia di Orfeo. Questo mito ha origini greche, ma la nostra principale fonte di conoscenza proviene dalla narrazione del poeta romano Ovidio, che lo ha immortalato nelle sue Metamorfosi. La storia narra del viaggio di Orfeo nel regno dei morti per riportare indietro al mondo dei vivi la sua amata consorte.


Orfeo, Figlio del re di Tracia Eagro e della Musa Calliope, poeta e musicista, il pi importante e famoso mai esistito, che ha imparato a suonare direttamente dalle Muse la lira che Apollo stesso gli ha donato.


Arrivato nell'Oltretomba, Orfeo non solo riesce ad incantare con la sua musica Caronte il traghettatore, Cerbero e i tre giudici dei morti, ma fa cessare le torture dei dannati riuscendo anche ad addolcire il cuore di Ade, che si convince infine a restituire Euridice al mondo dei vivi.


Ade, per, pone una condizione: che Orfeo, durante l'ascesa del Tartaro non si volti mai indietro e non parli mai finch Euridice non sia arrivata alla luce del sole. Per tutto il viaggio di ritorno la ragazza segue il suono della lira di Orfeo. Ma, appena intravista la luce, il ragazzo si gira per controllare se Euridice sia ancora con lui, perdendola cos per sempre.


Quando Dioniso invade la Tracia, Orfeo dimentica di onorarlo, iniziando invece i suoi fedeli ad altri misteri e condannando i sacrifici umani. Ogni mattina Orfeo saluta l'alba dalla sommit del monte Pangeo e afferma che Apollo sia il pi grande di tutti gli dei.


Dioniso, irritato, incarica le Menadi di vendicarsi per questo affronto. Le Menadi seguono Orfeo a Deio, attendono che i lori mariti entrino nel tempio di Apollo e, prese le armi, uccidono tutti gli uomini e fanno a pezzi Orfeo.


Gettano quindi la sua testa nel fiume Ebro che galleggia, sempre cantando, fino nell'isola di Lesbo. Le Muse addolorate seppelliscono le membra di Orfeo a Libetra, ai piedi del monte Olimpo, dove si narra che il canto degli usignoli sia pi dolce che in qualsiasi altre parte del mondo.


Le Menadi tentano poi di purificarsi del sangue di Orfeo nel fiume Elicona, ma il dio del fiume si tuffa sottoterra ed emerge quattro miglia pi in l con il nome di Bafira: cosi facendo evita di divenire complice del massacro.


Dopo la morte di Orfeo, il suo strumento diviene la costellazione della Lira. Altri danno un'altra versione della morte di Orfeo, ovvero che Zeus lo uccida con una folgore perch colpevole di aver diffuso i misteri degli dei.


All'interno di questa storia, la vicenda di Orfeo si inserisce in diretta contrapposizione con Aristeo. Mentre l'apicoltore riconosce i propri errori e rispetta il volere degli dei compiendo i dovuti sacrifici, Orfeo vola i confini che gli sono stati assegnati, cerca di infrangere il muro inviolabile della morte: egli quindi miseramente fallisce per la sua mancanza di rispetto per gli ordini degli dei. Mentre Aristeo viene premiato e riottiene indietro quello che aveva perso, il cantore precipita in un abisso di solitudine e muore di morte violenta.


Grazie a Virgilio questa storia rimase incisa nella memoria letteraria occidentale (diventando una sorta di topos) e venne riscritta e ricordata innumerevoli volte. Ricordiamo, tra le altre, la riscrittura di Poliziano (La favola d'Orfeo, 1494), Dino Buzzati (Poema a fumetti, 1969), Cesare Pavese (il racconto L'inconsolabile all'interno dei Dialoghi con Leuc, 1947).


3 Proteo viveva in Egitto presso l'isola di Faro, dove successivamente sarebbe sorto il celebre faro di Alessandria. Il vecchio, capace di mutare la sua forma in qualunque cosa volesse, era un indovino che poteva rispondere a qualunque domanda. Anche Menelao, nell'Odissea, si era recato dal vecchio del mare ed era stato informato da lui circa il destino dell'amico Ulisse.


5 Bisogna tener conto che secondo gli antichi era possibile la generazione spontanea, ovvero la nascita degli insetti e di altri animale inferiori come le rane e i vermi dalle carcasse in putrefazione o dal fango riscaldato dal sole. Solo tra Seicento e Settecento questa teoria venne confutata grazie agli esperimenti di Francesco Redi (1626-1697) e Lazzaro Spallanzani (1729-1799) che negarono la possibilit che la vita potesse nascere dal nulla. Nel finale delle Georgiche questo evento miracoloso contiene in s un messaggio di salvezza: le api sono sempre state un simbolo dell'anima. Il fatto che queste emergano vive dalla carcassa di un animale in putrefazione rappresenta in qualche modo una garanzia della sopravvivenza dell'uomo dopo la morte, quasi una rappresentazione di quella reincarnazione che le dottrine orfico-pitagoriche predicavano.


49 sparsere per agros: quello di fare a pezzi una vittima e disperdere il suo cadavere per i campi, a volte consumando anche parti del corpo crude (il rito viene chiamato in greco sparagmos) era una caratteristica tipica dei rituali bacchico-dionisiaci, volti probabilmente al mantenimento della fertilit dei campi.


51 Oeagrius: ovvero di Eagro. Eagro era amico del fiume Ebro, e secondo alcune fonti era addirittura padre dello stesso Orfeo. Non deve dunque stupire che siano proprio le acque di questo fiume ad accogliere la testa decapitata del cantore.


Il corso prevede anche una sezione organizzata in forma seminariale che guider gli studenti al riconoscimento e all'analisi dei principali temi iconografico-musicali attestati nella produzione artistica occidentale dall'antichit all' et moderna


Oltre alle lezioni frontali con l'uso del videoproiettore, il corso prevede inoltre esercitazioni di catalogazione iconografico-musicale e visite guidate a musei e mostre

Le immagini musicali oggetto delle lezioni saranno rese accessibili on line al termine del corso.


L'esame consiste in un colloquio orale che valuter le capacit critiche e metodologiche maturate dallo studente. Per gli studenti frequentanti previsto un lavoro individuale da esporre in forma seminariale durante le ultime lezioni del corso: a ogni studente sar assegnata una fonte iconografica da analizzare alla luce delle indicazioni metodologiche fornite durante le lezioni.


Nella valutazione della prova si terr conto, in particolare, della capacit dello studente di sapersi orientare all'interno delle fonti e del materiale bibliografico d'esame al fine di trarre le informazioni utili che gli permetteranno di illustrare temi e problemi e di saperli collegare tra loro.

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