Il 4 maggio a Garda, piccola frazione di Sonico (Brescia), è stata posata la pietra d'inciampo per il giovane partigiano e deportato Giacomo Mottinelli.
Giacomo Mottinelli (Garda di Sonico 20 gennaio 1927 – Gusen di Mauthausen 4 maggio 1945) di Andrea e Teresa Mottinelli.
Secondogenito di sei fratelli, celibe, contadino, possiede la licenza elementare.
Nel 1944, quando il fratello più anziano viene chiamato alle armi, trova una occupazione nella polveriera di Sonico. Nell’agosto dello stesso anno, entra a far parte della 54° Brigata Garibaldi, nel distaccamento della Val Malga. Grazie al suo lavoro, raccoglie informazioni e sottrae materiale bellico che fa arrivare alla formazione. Scoperto nell’autunno, viene arrestato davanti alla polveriera e rinchiuso nel comando tedesco di Edolo. Nel gennaio del 1945 è trasferito prima nel campo di Bolzano-Gries, e quindi, il 1° febbraio, col trasporto n. 119, tramite la Sicherheitspolizei (Sipo-Polizia di sicurezza) di Verona, viene deportato nel lager di Mauthausen (num. 126304), dove arriva il 4. È classificato come Schutzhäftling (Schutz-deportato per motivi di sicurezza). Mestiere dichiarato: muratore e manovale. Il 17 febbraio 1945 è trasferito nel sottocampo di Gusen II. Deceduto per polmonite (biografia pubblicata nel sito della Sezione ANED di Brescia).
Dopo la liberazione del campo di Mauthausen da parte delle truppe americane, ai familiari si riferì che il giovane era morto nel sottocampo di Gusen.
A seguito delle difficoltose ricerche fatte in Austria dai nipoti Ivano e Roberto Pedersoli, con l’aiuto dello storico veronese Roberto Zamboni, si riuscì ad individuare il luogo dove erano state sepolte le spoglie del giovane partigiano.
Il 18 agosto 2011, dopo solenne cerimonia, Giacomo riceveva degna sepoltura nel cimitero di Garda.
Dieci anni fa, alla vittima per la libertà è stata intitolata la Scuola Primaria di Sonico. Il 4 maggio, 81° anniversario della morte, presenti anche gli scolari, una pietra d’inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig ha sostituito la targa che era stata posata davanti alla casa dove abitava prima di essere arrestato e deportato.