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Pier Luigi Fanetti

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Feb 22, 2012, 5:40:07 AM2/22/12
to R-esistiamo

Strage, i periti: “Dinamite, non tritolo”

22 febbraio 2012 

(red.) Fumo bianco, colore non riconducibile alle esplosioni generate dal tritolo, ma dalla dinamite. E la colonna di piazza Loggia a Brescia che venne sbrecciata dallo scoppio della bomba il 28 maggio del 1974 non presentava un forte annerimento.
Anche le testimonianze dell’epoca e le immagini impresse sulle pellicole dimostrerebbero che l’ordigno conteneva un materiale esplosivo diverso dal tritolo, ma piuttosto di tipo simile alla gelignite.
Lo dissero ai tempi dei primi rilievi tecnici successivi alla strage, lo hanno ribadito martedì in aula nel processo a carico di Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti e Francesco Delfino.
“Loro” sono i periti tecnici, il generale Romano Schiavi e il professor Alberto Brandone, chiamati nuovamente a riferire alla Corte d’Appello sugli esiti dei rilievi effettuati successivamente alla detonazione che uccise otto persone e ne ferì oltre un centinaio.
Lo stesso Carlo Digilio, il “pentito”, parlò di dinamite e spiegò, disegnandolo, come fosse il timer per l’innesco.
La testimonianza di Digilio, che non venne considerata attendibile in primo grado e che, insieme ad altri elementi, ha portato all’assoluzione dei cinque imputati (ora di nuovo davanti ai giudici) ora viene suffragata dalla tesi dei periti di allora, Schiavi e Brandone che hanno parlato di un ordigno che non poteva contenere solamente tritolo.
I rilievi effettuati dopo lo scoppio furono però compromessi dal lavaggio della piazza che penalizzò i risultati dei prelievi scientifici effettuati e dal fatto che i rifiuti raccolti vennero poi gettati prima che i periti potessero visionarli.
Una situazione analoga a quella dei primi accertamenti sulla morte di Silvio Ferrari, ucciso il 19 maggio 1974 in piazza Mercato dalla bomba che stava portando sulla propria moto.
Quando i tecnici arrivarono sul posto la piazza era già stata lavata, ma in quel caso si appurò che le tracce lasciate sui muri e su altri reperti, erano riferibili ad una bomba composta principalmente da tritolo, che non esplose, a differenza della dinamite.
Una lunga pagina è stata poi dedicata alla trattazione delle prove d´esplosione per fare luce sul tipo d´ordigno. Vennero realizzati ordigni con anfo, tritolo, gelignite e gel “b”, tritolo con anfo. Ma fu proprio l’esplosione della bomba test confezionata con gelignite a produrre i risultati più simili a quelli riscontrati anche in Pizza Loggia.

Uff.Sindaco

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Feb 22, 2012, 10:32:12 AM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com
Caro Pierluigi,
io quel 28 maggio ero in Piazza Loggia a manifestare e dopo lo scoppio mi sono caduti in testa alcuni frammenti della colonna. Li ho raccolti e conservati con cura per tutti questi anni e alla riapertura del processo, saputo che potevano tornare utili, li ho consegnati ai Magistrati: questi non erano stati lavati dagli  idranti...
Forse anche questi reperti stanno aiutando a individuare l'esplosivo utrilizzato per la strage.
 
Buona giornata
 
Giuseppe Orizio
 
 
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