Anni fa a Barbiana c'era un albero pieno di cachi vicino alla piscina della scuola di don Milani.
Qualche tempo dopo a Brescia si piantò un albero di kaki figlio di quello sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki, ricordando il brano sul pentimento del pilota di Hiroshima nella lettera che il sacerdote fiorentino nel 1965 scrisse ai giudici che lo stavano processando per apologia di reato poiché aveva difeso l'obiezione di coscienza al servizio militare allora obbligatorio.
Essendo morto il diospero di Barbiana, sarà sostituito con un kaki giapponese dall'Istituto per il sostentamento del clero dell'Arcidiocesi di Firenze che è proprietario della chiesa e della canonica e dalla Fondazione don Milani che ha in uso i locali della scuola.