A proposito della Giornata del Ricordo

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Domenico Stimolo

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Feb 22, 2012, 1:53:22 PM2/22/12
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A proposito della “Giornata del Ricordo”

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Il 10 febbraio 2010 si organizzᅵ a Catania ( da Anpi) un incontro: “ Fascismo – Foibe –Esodo”, molto partecipato. Il primo incontro in assoluto a Catania ( forse in Sicilia) per cercare di fare una riflessione e un approfondimento diverso dalle enfasi strutturali delle destre.

La relazione fu tenuta dalla figlia ( residente a Catania) di un profugo istriano, prof.ssa in un Liceo cittadino: Mercedes Turco.

Allego il testo. ᅵPuᅵ risultare interessante. Lei stessa non si definisce storica, ma antichista.

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domenico stimolo

foibe intervento M. Turco.pdf

Brunello Mantelli

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Feb 23, 2012, 4:39:21 AM2/23/12
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Testo molto interessante, sul filo del ricordo e della memoria familiare. Sicuramente utile. Solo due precisazioni:

1) la prof.ssa Turco ha solo precisato di non voler tenere "una lezione di Storia Moderna (per mia formazione antichista,non
saprei da dove cominciare)"; NON ha detto di non avere una formazione storica. Accademicamente si definisce "antichista" chi si occupi di storia antica (greca e romana, ma non solo) e quindi abbia una formazione anche letterario-filologica. Un / una "antichista" è perciò a tutti gli effetti uno / una storico/a.

2) la narrazione della prof.ssa Turco è condotta sul filo della memoria familiare, e perciò, come ogni testimonianza di tal genere, va valorizzata per la dimensione esperienziale ed esistenziale che veicola, nella consapevolezza però che quando ci si distacchi dalla narrazione dei vissuti ci si può facilmente imbattere in stereotipi non sempre corrispondenti alla verità storica. è il caso, ad esempio, delle affermazioni che seguono: "Gli Istriani, di lingua veneta, anzi paleoveneta, parteciparono vivacemente al Risorgimento e contrastarono la volontà dell’Austria di favorire l’elemento slavo per accendere rivalità tra Slavi e Italiani che, invece, per motivi economici, avevano forte volontà d’intesa". Italofone (anzi: parlanti istroveneto, variante del veneto, NON paleoveneto) erano le borghesie urbane, slavofone erano invece le masse contadine. Nel momento in cui, verso fine Ottocento, si costituiscono gruppi borfghesi slavofoni, essi entrano oggettivamente in conflitto con le borghesie italofone, per ovvi motivi di contrasto di interessi. La motivazione è materiale, non dipende dalla cattiveria austriaca :-). Ed inoltre: "Ancora nei primi del Novecento, l’epoca in cui nasce mia nonna, l’Austria costringe i paesi sottomessi a frequentare scuole tedesche, a usare il tedesco come lingua
ufficiale, a cantare l’odiato inno asburgico (“serbi Iddio dell’Austria il regno, sia d’Asburgo Imperator…”), così mio bisnonno che si era laureato a Vienna, per non usare il tedesco, aveva scritto la tesi di laurea in Latino". L'impero d'Austria - regno d'Ungheria (nome ufficiale dello Stato dopo l'Ausgleich del 1867) NON era uno Stato nazionale, bensì dinastico, il legame sociale NON era perciò la nazione, bensì la dinastia. Di conseguenza NON è vero che fosse obbligatorio usare sempre il tedesco né frequentare obbligatoriamente scuole tedesche; ovviamente il tedesco (nella Cisleitania! La parte che faceva riferimento a Vienna) era la lingua di comunicazione più diffusa, così come nella Transleitania (a cui apparteneva per esempio Fiume e che faceva riferimento a Budapest) la lingua di comunicazione più diffusa era l'ungherese (NON il tedesco), ma le altre lingue erano accettate, non solo tollerate. Allo stesso modo l'inno all'Imperatore era cantato in tutte le lingue esistenti: tedesco, italiano, ungherese, ceco, polacco, slovacco, croato, sloveno, NON necessariamente in tedesco! E le tesi di laurea in genere erano scritte in latino. Quella del bisnonno non è stata una scelta politica antiaustriaca, ma una prassi assai diffusa tra gli studenti all'epoca, favorita dai professori. Purtroppo sotto questi aspetti la testimonianza della prof.ssa Turco veicola in modo irriflesso elementi della propaganda irredentista e poi luoghi comuni diffusi dal regime fascista. Il che tuttavia non inficia il suo valore sotto altri punti di vista. In sintesi, una testimonianza è comunque una fonte, che va vagliata criticamente, come ogni altra fonte. Non è in sé più vera.

Brunello Mantelli

Il giorno 22 febbraio 2012 19:53, Domenico Stimolo <dost...@tiscali.it> ha scritto:

A proposito della “Giornata del Ricordo”

 

Il 10 febbraio 2010 si organizzò a Catania ( da Anpi) un incontro: “ Fascismo – Foibe –Esodo”, molto partecipato. Il primo incontro in assoluto a Catania ( forse in Sicilia) per cercare di fare una riflessione e un approfondimento diverso dalle enfasi strutturali delle destre.

La relazione fu tenuta dalla figlia ( residente a Catania) di un profugo istriano, prof.ssa in un Liceo cittadino: Mercedes Turco.

Allego il testo.  Può risultare interessante. Lei stessa non si definisce storica, ma antichista.

 

 

domenico stimolo

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